Toro, parla Gonzalez: “Siamo l’Uruguay, in Copa America non dobbiamo temere nessuno”

Toro, parla Gonzalez: “Siamo l’Uruguay, in Copa America non dobbiamo temere nessuno”

Verso la Copa America 2015: “Vincerà il gruppo che sarà più unito”

In attesa della Copa America 2015 in casa Uruguay ha parlato il centrocampista del Torino Alvaro “Tata” Gonzalez a Radio Cooperativa de Chile.

Come arriva Álvaro González alla Copa América 2015?

Bene, bene. Ho grandi speranze ma anche un pò di ansia per l’inizio del torneo. Ho anche il desiderio di incontrare i miei compagni: tanti di loro gìa si stanno preparando per arrivare in buona forma a un torneo importantissimo come la Copa América in Cile.

Hai avuto un infortunio. Hai recuperato totalmente?

Sono pronto. Sicuramente mi sono mancati minuti in questi ultimi mesi ma penso di essere capace di compensare questo con la mia grinta: ho tanta voglia di giocare, mi sento bene e fisicamente sono pronto. Quindi con i miei compagni proveremo a fare il meglio possibile, come nell’ultima Copa America in Argentina.

Essere la squadra che difende il trofeo vi darà maggiore pressione?

No, pressione mai. La pressione che c´è è quella di vestire la maglia dell’ Uruguay. Una storia grande che ti obbliga a fare sempre una bella figura. Magari poter vincere ancora una volta, noi ci proveremo, vogliamo ripetere la vittoria di 4 anni fa ma sappiamo che sarà difficilissimo perche ci sono nazionali importanti come Argentina, Brasile, Cile o altre che stanno facendo bene ultimamente come la Colombia. Allora noi non pensiamo di essere favoriti ma di essere un rivale duro per tutti e proveremo a fare il meglio possibile.

Se confrontiamo la nazionale dell’ Uruguay con quella della Copa America precedente, non ci saranno neanche Forlan e Suarez. Vi mancheranno tanto questi giocatori per fare i gol?

Questi sono giocatori che sono stati importantissimi nella storia della nazionale e del progetto del maestro Tabarez. Certo che ci mancheranno, ma sono arrivati giovani che hanno tanta qualità e che si sono adattati perfettamente nelle partite amichevoli che abbiamo già giocato e questi giorni in cui saremo insieme prima dell’ inizio della Copa saranno utili. L’ importante è che l’ Uruguay si mostri come squadra unita, quello è fondamentale. Abbiamo anche dei giocatori capaci di fare la differenza da soli, ma se riusciamo a essere una squadra congiunta potremo coprire la mancanza dei grandi giocatori che non ci sono.

Chi pensi che sia favorito per vincere questa Copa America?

Veramente penso che non ci siano favoriti. L’ Argentina, per la sua storia, per i suoi giocatori e soprattutto per il Mondiale che ha fatto l’ anno scorso, potrebbe essere la squadra più forte ma il livello dalle altre nazionali è molto simile. Penso che nessuno parta come favorito, il pronostico dipende di quello che capita sul campo come sempre, lì é dove l’ Uruguay si trasforma e dimostra la sua qualità . Speriamo sia così un’ altra volta, noi siamo sicuri di fare bella figura e di dare una gioia al nostro popolo.

Come vedi la nazionale cilena? Pensi che essere la nazionale ospite della competizione possa essere un vantaggio o un handicap?

Sicuramente il Cile arriverà fino in fondo, con il supporto della sua gente e con i grandi giocatori che ci sono… una partita contro di loro sarà tosta. Però è anche vero che il fatto di giocare un trofeo così in casa è un fattore importante che può diventare negativo, ma comunque hanno giocatori con esperienza in grandi partite internazionali e penso sapranno gestirsi bene. Il Cile è una delle nazionali che arrivano con l’obiettivo di vincere la Copa, ma non è l’ unica, ce ne sono tante. E quello è il bello di questa edizione: non ci sono nazionali deboli.

Come centrocampista sei anche rivale di Arturo Vidal sia in Italia sia nella Copa América. Come vedi il capitano della nazionale cilena?

È un grande giocatore, lo ha dimostrato in Italia durante tutto questo tempo e anche quando ha giocato in Cile. Ha avuto momenti di forma altissimi come adesso ma anche all’ inzio dell’ anno un periodo non esaltante, ma comunque diventa sempre determinante. Ha un livello altissimo, non è casuale che sia arrivato a giocare una finale di Champions. Se arriva a questo livello alla Copa può essere determinante per la sua nazionale, ma io penso che sia un fattore individuale e che questa Copa America la vincerà una squadra unita e non un giocatore da solo. L’ Uruguay sotto questo punto di vista è molto forte.

In questa nazionale ci sono anche Pizarro e Mati che giocano nella Fiorentina, Alexis nell’ Arsenal, Bravo nel Barcelona. Tanti giocatori in Europa.

La qualità del Cile si conosce, gìa si è vista nella Copa America in Argentina, anche se lì, a una grande partenza, non ha poi fatto seguito un finale brillante. È una squadra dura come tutte, piena di giocatori che possono fare la differenza ma devono funzionare come squadra. Giocare contro di loro in casa loro sarà veramente duro, ma io penso all’ Uruguay: non dobbiamo avere paura di nessuno.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy