Toro, per Gazzi e Barreto un rientro tutto sommato positivo

Toro, per Gazzi e Barreto un rientro tutto sommato positivo

La partita di ieri sera ha fatto registrare luci e ombre in casa granata. Nonostante un primo tempo giocato su ritmi molto alti e con un Toro che sembrava in palla, concedendo poco e costruendo molto, si può dire senza paura di sbagliare che la difesa non ha passato l’esame.
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La partita di ieri sera ha fatto registrare luci e ombre in casa granata. Nonostante un primo tempo giocato su ritmi molto alti e con un Toro che sembrava in palla, concedendo poco e costruendo molto, si può dire senza paura di sbagliare che la difesa non ha passato l’esame.
 
LA DIFESA – Il reparto arretrato di Ventura era in emergenza e si è visto: Vives come centrale ha convinto solo in parte, mentre Darmian e Moretti sono sembrati meno lucidi del solito, per non parlare di Padelli, costantemente incollato alla linea di porta salvo poi uscire, a farfalle, sul primo gol di Palacio.
Pur concedendo tutti i meriti del caso a Guarin e alla sua splendida rovesciata e all’azione di Belfodil che ha portato alla terza rete nerazzurra, è impensabile prendere tre gol giocando un’intera gara in undici contro dieci: un vero peccato, perché in attacco i granata hanno dimostrato di saper pungere.
 
GAZZI – La nota positiva del match è invece legata ai rientri di Gazzi e Barreto. Il rosso centrocampista ex Bari ha ricominciato da dove aveva finito la scorsa stagione: tanta corsa, ottimo senso tattico e presenza costante in ogni zona del campo. Con lui il Torino si assicura la possibilità di interrompere l’azione avversaria per poi ripartire in maniera veloce e lucida: con Brighi e Farnerud al meglio Gazzi forma davvero una bella diga.
 
BARRETO – Anche Barreto non è sembrato affatto in ritardo di condizione a livello fisico. Il brasiliano non è riuscito a costruire occasioni da gol nitide ma ha combattuto alla grande in mezzo ai giganti della difesa nerazzurra, provando anche una bella conclusione sul finale di primo tempo e dimostrandosi una spina nel fianco costante per l’Inter con la sua velocità e la sua qualità, il tutto unito al solito sacrificio in fase di ripiegamento. C’è ovviamente ancora da migliorare ma la strada intrapresa sembra quella giusta.
 
Roberto Maccario

(foto Dreosti)

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