Toro, quando il silenzio porta bene

Toro, quando il silenzio porta bene

di Ivana Crocifisso

L’urlo di Bianchi e dei compagni, l’abbraccio collettivo a Franco Lerda, la rabbia esplosa dopo il primo gol all’Ascoli. Semplici gesti non accompagnati da parole, né prima né dopo la gara. Nessuno parla, nessuno si è presentato, per preciso volere della società, ai microfoni dopo la vittoria di Ascoli. Non è la prima volta in questa stagione…

di Ivana Crocifisso

L’urlo di Bianchi e dei compagni, l’abbraccio collettivo a Franco Lerda, la rabbia esplosa dopo il primo gol all’Ascoli. Semplici gesti non accompagnati da parole, né prima né dopo la gara. Nessuno parla, nessuno si è presentato, per preciso volere della società, ai microfoni dopo la vittoria di Ascoli. Non è la prima volta in questa stagione che i granata optano per il silenzio. Stavolta, rispetto a quello iniziato dopo la gara con il Frosinone e la forte contestazione fuori dall’Olimpico, è un silenzio decisamente diverso. Perchè contemporaneamente si sono anche chiuse le porte della Sisport per i tifosi. Allenamenti nella più profonda riservatezza.

Lerda non parla più, nemmeno alla vigilia delle gare. Non deve dare spiegazioni, trovare giustificazioni. La squadra sta cercando di ritrovare sé stessa, ma certo la vittoria di Ascoli non potrà azzerare il recente passato. Basta guardare la classifica per rendersi conto che troppo poco è stato fatto fino ad ora, ma anche che tanto può essere ancora fatto.

Un silenzio che non deve essere tradotto con la volontà di chiudersi disinteressandosi delle critiche che possono venire dall’esterno, ma che stavolta sembra assomigliare a quello di un ginnasta qualche secondo prima di iniziare il proprio esercizio. Ma anche in questo caso bisogna considerare l’altra faccia della medaglia. Il silenzio sembra stridere con quella è solitamente è la cornice in cui si muovono i granata: critiche sì, ma anche tanto affetto, vicinanza dei tifosi. Non si sa quanto durerà questo silenzio. Ma se i risultati saranno almeno quelli delle ultime settimane del 2010 (anzi, migliori, perchè parggiare potrebbe non bastare) forse l’ambiente potrà accettare questa sorta di compromesso. Silenzio in cambio di risultati, di veri risultati. E qualcuno potrebbe già metterci la firma.

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