Toro, questo clima ti fa male

Toro, questo clima ti fa male

Certo però avrebbero potuto anche avvertirli prima, abbonati e paganti, anche quelli che in ‘Primavera’  hanno approfittato dello sconto famiglie. Potevano avvertirli che ieri si giocava un’amichevole, la classica sgambata infrasettimanale prima di Parma e Siena, quelle che saranno le prossime avversarie di Toro e Palermo.

 

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Certo però avrebbero potuto anche avvertirli prima, abbonati e paganti, anche quelli che in ‘Primavera’  hanno approfittato dello sconto famiglie. Potevano avvertirli che ieri si giocava un’amichevole, la classica sgambata infrasettimanale prima di Parma e Siena, quelle che saranno le prossime avversarie di Toro e Palermo.

 

Perché tra sbadigli e fischi è sembrato di vedere la classica partitella al parco: quella dove io porto il pallone e un gruppo di amici, tu ci metti gli altri e prendi maglie sul bianco, così almeno non ci sbagliamo. Ora, senza voler agitare fantasmi che di questi tempi volano ancora bassi sul calcio italiano e alcuni giocatori del Toro sentiti come testimoni da procure federali e ordinarie bene lo sanno, assistere a spettacoli modesti come quelli di ieri mortifica.
Stava bene ad entrambe, soprattutto al Toro. Verissimo, ma se ne può parlare a tre giornate dalla fine, non quando mancano ancora undici partite e potenzialmente tutti gli obiettivi reciproci sono ancora lì, sulla tavola apparecchiata. Invece specialmente nell’ultima mezz’ora, salvo sussulti regalati da chi forse non era entrato perfettamente nel clima da ‘scapoli-ammogliati’, è stata un’altra domenica di non calcio, anche se reduci dalle sette reti complessive di Cagliari forse era anche logico attenderselo.
Quello che non è logico resta l’atteggiamento globale, del Toro in particolare. Sta sprecando occasioni in serie per poter vivere un altro campionato e soprattutto farlo vivere ai suoi tifosi. Come se non ci fossero molti che ancora si stanno giocando un posto, non solo nel contingente ma anche per la prossima stagione. Come se non ci fossero soldi pesanti in ballo tra ingaggi e obiettivi stagionali. Come se in fondo fosse cominciato lo svacco, sempre fatta salva la professionalità dei protagonisti, con una salvezza ad un passo e poco altro da conquistare.
In fondo se il Toro è solo 14° in serie A come numero di spettatori non lo si deve soltanto alle misure dell’Olimpico. Ora da qui a fine stagione, soprattutto nelle prossimo quattro gare interne con Lazio, Napoli, Roma e poi il derby, è lecito attendersi spalti pieni e incassi buoni. Alla luce di quanto visto ieri però meglio sperare che (Juve a parte) siano tanto i tifosi ospiti, altrimenti inutile fare appelli.

Federico Danesi
(foto M.Dreosti)

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