Toro, ritorno sulla Terra dopo il Cagliari?

Toro, ritorno sulla Terra dopo il Cagliari?

Chi di voi non ha sentito nel recente passato un tifoso, allo stadio o davanti a una birra oppure a cena con amici, sussurrare che questo Toro potrebbe ambire a posizioni più importanti in classifica? Poi una sconfitta e il ritorno sulla Terra. Ma il Toro esce davvero ridimensionato dalla sconfitta di…

Chi di voi non ha sentito nel recente passato un tifoso, allo stadio o davanti a una birra oppure a cena con amici, sussurrare che questo Toro potrebbe ambire a posizioni più importanti in classifica? Poi una sconfitta e il ritorno sulla Terra. Ma il Toro esce davvero ridimensionato dalla sconfitta di Quartu Sant’Elena?

 

SBOLLIRE LA RABBIA – Mai come questa settimana un giorno di riposo è stato utile per assorbire una sconfitta. Siamo certi che ieri la rabbia l’abbia fatta da padrone negli umori di tecnico e giocatori, soprattutto notando che gli episodi che maggiormente hanno influito sull’esito della partita sono stati snobbati dagli highlights delle principali tv. Ha prevalso la notizia sulla ”festa del gol” rispetto a quella degli ”errori arbitrali”. Una partita dunque che andrà analizzata a mente fredda onde salvare quello di buono (molto) fatto a Cagliari.

 

PIEDI PER TERRA? – Ma non tutto il male vien per nuocere. La bruciante sconfitta rimediata all’Is Arenas potrebbe provocare l’effetto contrario e fungere da stimolo alla truppa di Ventura per far bene nella prossima importante gara con il Palermo e lanciare un messaggio forte al campionato: ”non importa quanti errori arbitrali se facciamo un gol in più dell’avversario”. A fronte di un gioco apprezzabile, con la comprensibile eccezione di poche partite, il Torino ha fin qui raccolto meno punti di quanto meritasse. Tradotto: una mediocre concretezza. Sarebbe dunque questo un buon motivo per ridimensionare gli obiettivi dei granata e riportarli sui proverbiali ‘piedi per terra’? Francamente crediamo di no. Per il semplice motivo che nessuno in casa granata, con l’eccezione di qualche inguaribile tifoso particolarmente ottimista, ha mai sventolato un obiettivo diverso dalla salvezza.

 

UNA FISIONOMIA DI GIOCO PRECISA – A spulciare il tabellino del campionato fin qui disputato, al Torino mancano un bel po’ di punti. L’altra faccia della medaglia è però, per una volta, positiva. Ovvero, il Torino è tornato a giocare al calcio, imponendo il proprio gioco agli avversari in più occasioni e creando una manovra dalla fisionomia ben precisa, con tutti i limiti e i meriti del caso. Il Torino, insomma, è riconoscibile e la forma presa durante lo scorso campionato in Serie B si sta consolidando nella massima serie. Non sappiamo se tecnico e giocatori si siano sopravvalutati e abbiano cominciato ad ambire a traguardi ben più importanti. L’impressione che si ricava dalla sfida di Quartu è però quella di una squadra umile ma decisa, timida ma a volte arrogante, a tratti molle ma spesso ostinata, e di certo non di una a cui piace guardarsi allo specchio. Al contrario, e il pareggio ottenuto in nove uomini è stata l’ultima dimostrazione.

 

TRE GOL, ZERO PUNTI – Segnare tre reti in trasferta e tornare a casa con zero punti farebbe imbufalire anche il più pacato dei lord. Ma ci sono sconfitte che insegnano ben più di una qualsiasi vittoria. Siamo certi che Ventura e i suoi sapranno fare tesoro dei (pochi) errori commessi a Cagliari e ottimizzare la rabbia per le decisioni arbitrali, così da affrontare il Palermo nel migliore dei modi.

 

Lorenzo Bodrero 

(foto M. Dreosti)

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