Toro-Rubin fino al 2013

Toro-Rubin fino al 2013

Non ha vissuto una splendida, indimenticabile e spensierata estate, Matteo Rubin. Una retrocessione appena maturata, dunque un fallimento professionale; subito dopo, i dolori privati, con le giornate al capezzale dei famigliari malati; quindi, le incomprensioni che partono dalla dichiarazione di “desaparecido” fatta dal suo procuratore, al vespaio suscitato dalla sua dichiarazione d’amore per il Palermo Calcio,…

Non ha vissuto una splendida, indimenticabile e spensierata estate, Matteo Rubin. Una retrocessione appena maturata, dunque un fallimento professionale; subito dopo, i dolori privati, con le giornate al capezzale dei famigliari malati; quindi, le incomprensioni che partono dalla dichiarazione di “desaparecido” fatta dal suo procuratore, al vespaio suscitato dalla sua dichiarazione d’amore per il Palermo Calcio, alle lungaggini legate ad un rinnovo contrattuale che sembrava scritto invece non arrivava.

Sono passati alcuni mesi, e almeno quest’ultimo punto è risolto: il 22enne veneto ha legato il suo destino a quello del Torino fino al 2013, con un ingaggio sufficientemente corposo rispetto a quello precedente -calcisticamente misero- di 50mila euro l’anno: prenderà ora il quintuplo. Mancano solo le firme, ci assicurano, ma l’accordo è stato raggiunto senza problemi.
Palermo dimenticato, dunque, per il terzino arrivato due anni fa dal Cittadella; la risposta migliore l’ha data sul campo, che è poi quel che i tifosi volevano da lui. Chi scrive l’ha osservato bene a Trieste, nell’ambito di una delle più brutte partite stagionali della squadra granata (seconda solo a quella di Piacenza), ché in una vittoriosa sarebbe stato troppo facile; ebbene, Matteo ha decisamente tirato fuori gli attributi, prendendo a sportellate gli avversari (tanto da attirarsi le antipatie del pubblico di casa) e non dandosi per vinto.

Contro il Lecce, in una gara buona da parte di tutto il collettivo, è stato forse il migliore in campo, più attento in fase difensiva rispetto al passato, e migliorato anche sui cross, fondamentale sul quale tanto puntavano il dito accusatore gli osservatori. Rubin, dopo un anno di appannamento piuttosto evidente (ancorché generale, non individuale), sta forse tornando ad essere quel “bocia” (“ragazzo”, in piemontese) che i tifosi dell’Olimpico avevano intravisto nelle sue prime apparizioni; di certo, sta facendo in modo che a parlare sia il terreno di gioco, e non le dichiarazioni pre-partita, e ha definitivamente conquistato il posto di titolare in luogodel più esperto Pisano.. Altri tre anni di vita in riva al Po sono stati ora concordati; è presto per guardare troppo al futuro e sapere cosa potrà diventare, per la storia granata, il giovane laterale mancino, ma di certo la brutta Estate 2009 è alle spalle. Davanti, c’è ora solo Toro.

 

(foto M.Dreosti)

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