Toro: Sansone e la dura legge dell’ex

Toro: Sansone e la dura legge dell’ex

 

Parte male, per non dire malissimo la trasferta dei granata in quel di Marassi: Bovo si fa male, il Toro costruisce poco e la Samp aggredisce gli spazi, impedendo ai ragazzi di Ventura di ragionare. Il centrale difensivo, abbandona il campo al sesto minuto e il tecnico ligure, senza…

 

Parte male, per non dire malissimo la trasferta dei granata in quel di Marassi: Bovo si fa male, il Toro costruisce poco e la Samp aggredisce gli spazi, impedendo ai ragazzi di Ventura di ragionare. Il centrale difensivo, abbandona il campo al sesto minuto e il tecnico ligure, senza Rodriguez, é costretto a rattoppare la difesa, spostando Darmian, e inserendo Pasquale. Un imprevisto di non poco conto, che per ora pesa sull’andamento della sfida. Quella che era stata definita la ”derelitta” Samp, in questa prima frazione se la cava egregiamente, stringendo gli spazi e ripartendo rapidamente in contropiede. Provvidenziale l’uscita di Padelli in apertura su Sansone che, lanciato a rete, rimanda l’appuntamento con la rete dell’ex. Altrettanto decisivo l’intervento di D’Ambrosio che anticipa Gavazzi su una palla alta, quando quest’ultimo sarebbe stato libero di impattare la sfera. La dura legge dell’ex si abbatte sui granata al 41′, quando Sansone in contropiede, questa volta, si presenta puntuale all’appuntamento e sigla il vantaggio blucerchiato. È un Toro, quindi, che si affida ai singoli e in parte rinuncia alla manovra corale. Di conseguenza, le proiezioni offensive sono rare e sterili: serve un atteggiamento diverso, serve un Toro unito e pronto a lottare come una vera squadra sa fare. Nel finale poi accade di tutto: Padelli respinge corta una punizione di Gabbiadini e Pozzi segna, ma Gervasoni non convalida la rete perchè aveva già decretato la fine del tempo dopo la parata del portiere (si era già oltre i due minuti di recupero stabiliti). Nella seconda frazione comunque ci aspettiamo uno spettacolo diverso da parte dei granata.

Manolo Chirico – Stefano Rosso

 

(foto Dreosti)

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