Toro, sei Cerci-dipendente

Toro, sei Cerci-dipendente

Sarà stata una coincidenza, ma alla prima assenza di Cerci è arrivata una sonora sconfitta. La gara contro il Parma è stata soprattutto caratterizzata da gravi errori in fase offensiva, un po’ di sfortuna e 15’ di follia nel finale. L’assenza dell’esterno titolare si è…
Sarà stata una coincidenza, ma alla prima assenza di Cerci è arrivata una sonora sconfitta. La gara contro il Parma è stata soprattutto caratterizzata da gravi errori in fase offensiva, un po’ di sfortuna e 15’ di follia nel finale. L’assenza dell’esterno titolare si è comunque fatta sentire: si può parlare di un Toro Cerci-dipendente?
 
RIMESCOLAMENTO – Quello che è sicuro è che, vista la sua assenza, Ventura non si è fidato completamente dei suoi potenziali sostituti, arrivando addirittura a cambiare il modulo di gioco. Invece che i due esterni a sostegno delle due punte nel suo classico 4-2, il tecnico granata ha optato per una soluzione tattica con una sola punta (Bianchi) appoggiato da un trio alle sue spalle, formato, da destra a sinistra, da Birsa, Vives e Santana. Varato quindi un  4-2-3-1 non certo usuale.
 
IMPRESCINDIBILE – Insomma, per continuare sulla strada tracciata del 4-2-4, Ventura reputa Cerci imprescindibile. Evidentemente è l’unico giocatore che dal lato destro offensivo interpreta il ruolo come vuole Ventura. I tre dietro all’unica punta, infatti, si muovono in maniera diversa da quanto fanno le due ali nel modulo preferito dal tecnico ligure: gli esterni si muovono quasi come punte esterne di un tridente, mentre chi sta sotto la punta (in questo caso Vives) deve sdoppiarsi in un ruolo a metà tra il trequartista e la seconda punta.
 
IL RITORNO – Con il ritorno dalla squalifica di Cerci il modulo tornerà quello solito. Contro la Lazio, con Cerci quindi sulla destra, Santana e Birsa si giocheranno il posto sulla fascia opposta. A questo punto  poco importa Cerci-dipendenza oppure no, quello che conta è ricominciare subito a macinare punti, per non disperdere il bottino di vantaggio guadagnato fino ad ora sulla zona pericolosa. Sicuro che il reinserimento di Cerci darà una spinta propulsiva in più verso l’obiettivo.
 
Emanuele Olivetti
(foto Dreosti)
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