Toro, sessantasei anni fa nasceva Emiliano Mondonico

Toro, sessantasei anni fa nasceva Emiliano Mondonico

Il 9 marzo del 1947 a Rivolta d’Adda nasce Emiliano Mondonico.

In pochi come lui sono rimasti nel cuore dei tifosi e hanno incarnato in pieno lo spirito granata, facendo capire alle giovani generazioni cosa significhi il Toro.

Mondo…

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Il 9 marzo del 1947 a Rivolta d’Adda nasce Emiliano Mondonico.

In pochi come lui sono rimasti nel cuore dei tifosi e hanno incarnato in pieno lo spirito granata, facendo capire alle giovani generazioni cosa significhi il Toro.

Mondo è stato in granata a tre riprese: dal 1968 al 1970, da calciatore talentuso ma un pò discontinuo, con sulle spalle la difficile eredità del grande Gigi Meroni, e soprattutto come allenatore dal 1990 al 1994 e dal 1998 al 2000.

Nella prima esperienza in panchina sotto la Mole ha collezionato un terzo posto in campionato, una finale di Coppa Uefa nel 1992 e la vittoria della Coppa Italia nel 1993; al suo ritorno alcuni anni dopo Emiliano riuscì a riportare i granata in A dopo tre stagioni di inferno prima di retrocedere nuovamente al termine della sfortunata annata 1999/2000.

Epico, nel ritorno della finale di Amsterdam contro l’Ajax nel 1992, il suo gesto di alzare la sedia verso il cielo, simbolo del senso di impotenza granata nei confronti del destino, delle avversità e a volte anche degli arbitri, una sensazione che però mai deve portare alla rassegnazione, alla rinuncia a battersi di nuovo.

In un’intervista apparsa ormai più di dieci anni fa in una videocassetta de La Stampa sui cinquant’anni dalla tragedia di Superga Mondonico diceva: “Essere del Toro, a Torino, è una scelta, non è facile. Certamente chi è del Toro non sta in gruppo, chi è del Toro non fa parte del gregge: alcune volte è un fatto positivo, altre te la fanno pagare”.
Ecco: credo non ci sia modo migliore per spiegare ad un bambino cosa voglia dire la fede in questi colori; Mondonico al Torino ha dato tanto e dal Torino ha ricevuto tanto, compresa quella di voglia di non arrendersi mai che magari, chissà, lo ha anche aiutato nella sua vittoriosa battaglia contro una brutta malattia.

Tutto il popolo granata festeggia oggi  il sessantaseiesimo compleanno di un uomo d’altri tempi.

Auguri Mondo.

 

Roberto Maccario

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