Toro, sette mezzi nazionali

Toro, sette mezzi nazionali

Oltre ad Alessio Cerci, protagonista di una grande prova con la maglia azzurra giovedì sera a Ginevra contro il Brasile e forte candidato per un posto da titolare nel match contro Malta valevole per le qualificazioni ai mondiali del 2014, sono sette i granata convocati nelle rispettive nazionali.
 
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Oltre ad Alessio Cerci, protagonista di una grande prova con la maglia azzurra giovedì sera a Ginevra contro il Brasile e forte candidato per un posto da titolare nel match contro Malta valevole per le qualificazioni ai mondiali del 2014, sono sette i granata convocati nelle rispettive nazionali.
 
LAVORARE SUL MERCATO – Un risultato che, letto così, farebbe scalpore in un Toro abituato alle miserie degli ultimi anni e che effettivamente è sintomo del buon lavoro della società granata, un lavoro che però dovrà essere necessariamente ampliato e migliorato nel corso del mercato estivo.
Eh sì, perché di questi fantastici sette solo il portiere belga Gillet, tra l’altro affidabile ma non più giovanissimo, è interamente di proprietà dei granata mentre gli altri, Cerci compreso, dovranno essere al centro di operazioni di riscatto, per trattenerli o per lasciarli partire alle condizioni migliori per Il Torino.
 
COMPROPRIETA’ E COMPRIMARI – Bakic (come Cerci) è in comproprietà con la Fiorentina, Basha con l’Atalanta, Glik con il Palermo, Stevanovic con l’Inter,Birsa è in prestito dal Genoa mentre Menga dal Lierse: difficile costruire un futuro in queste condizioni.
Inoltre molti dei giocatori appena elencati sono solo dei comprimari nelle rispettive selezioni, spesso tra l’altro compagini minori o, come nel caso di Bakic, a Torino non hanno praticamente mai visto il campo.
 
UNO SFORZO IN PIU’ – La politica dunque è giusta e gli investimenti sui giovani sono una buona cosa, con molti ragazzi granata impegnati con le nazionali giovanili, ma sicuramente per alzare il livello di questo Toro e per fare il cosiddetto salto di qualità serve uno sforzo economico.
L’obiettivo è  quello di far sì che la maggior parte di questi giocatori diventi interamente del Torino, magari aggiungendo qualche nazionale un po’ più glamour ma con tanta voglia di far bene.
La strada per il progresso e per mantenersi nel calcio che conta è lunga, difficile e a volte anche costosa ma, se in estate ci si muoverà in questo senso dopo una salvezza tranquilla, allora avremo veramente le prove del fatto che le cose stanno cambiando.
 
Roberto Maccario
 
 
Foto Dreosti
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