Toro, una notte da Cerci

Toro, una notte da Cerci

Questa sera, probabilmente, Alessio Cerci sarà in campo dal primo minuto, nell’esordio dei suoi nel campionato 2013-14. Tutti si aspettano molto da lui e la stella di Valmontone dovrà brillare più che mai. Trasciando i suoi verso una vittoria che, come abbiamo detto in settimana, per il Toro varrà doppio. 
Questa sera, probabilmente, Alessio Cerci sarà in campo dal primo minuto, nell’esordio dei suoi nel campionato 2013-14. Tutti si aspettano molto da lui e la stella di Valmontone dovrà brillare più che mai. Trasciando i suoi verso una vittoria che, come abbiamo detto in settimana, per il Toro varrà doppio. 

PER LA SQUADRA – Una prestazione fatta di sudore, tenacia e generosità. Ecco cosa si aspetta il mister da lui. Qualità, potenza e precisione: caratteristiche pianamente nelle sue corde che dovranno essere pizzicate nei modi e nei momenti opportuni, così da far male agli avversari. Giocando più vicino alla porta, Cerci ha certamente meno spazio per partire in velocità, ma allo stesso tempo può conservare maggior lucidità, per innescare le reti dei compagni, oppure per punire i portieri avversari. Tutta la squadra sa che è lui l’uomo che può fare la differenza e tutti i compagni non possono fare a meno di pendere dalle sue giocate.

PER IL PUBBLICO –  Lo stesso si può dire per il pubblico dell’Olimpico, per il popolo granata. Alessio Cerci è certamente considerato come il giocatore di maggior talento, l’unico in grado di poter fare la differenza, al di là del collettivo. La scorsa stagione i tifosi hanno saputo aspettarlo, per poi godere di frutti, per certi versi, insperati. Come quando a Bergamo, nella miglior vittoria granata del campionato 2012-13, fece faville innescando i compagni a rete e trascinando i suoi alla vittoria. Contro l’Atalanta terminò 1-5, un successo totalmente inatteso. Da lì in poi iniziò la sua scalata nella speciale classifica degli idoli dei tifosi. E alla fine, soltanto Bianchi e forse Glik, potevano vantare maggiori preferenze. 

ANCHE PER SE STESSO – Non solo per il pubblico e non solo per la squadra. Ma anche per se stesso. Durante la scorsa stagione, pur giocando in un 4-2-4, che non corrisponde minimamente al credo tattico di mister Prandelli, Cerci ha conquistato un posto in Nazionale. Dopo l’esperienza – se così si può dire – fatta in Confederation Cup, è logico che il giocatore ci abbia preso gusto e non voglia perdere il treno (aereo) per il Mondiale. Ora che il modulo granata corrisponde a quello degli azzurri, per Cerci potrebbe essere anche più semplice ritagliarsi uno spazio nell’Italia. Ma per farlo, deve dimostrare di essere in grado di caricarsi la squadra sulle spalle, anche in un ruolo non propriamente suo, come quello della seconda punta. 

Questa sera avremo un assaggio del potenziale della stella granata: tutti si attendono molto da lui, lo stesso Cerci non vuole affatto deludere le aspettative.
 
Manolo Chirico
 
 
(foto M.Dreosti)
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