Toro, uno Zenit europeo per una grande sfida

Toro, uno Zenit europeo per una grande sfida

Europa League / La squadra di Villas-Boas ha uno spirito europeo, testimoniato dal passato e dagli interpreti

Zenit San Pietroburgo. L’urna non e’ mai benevola con la compagine granata. Dopo i temibili spagnoli del Bilbao la squadra di Giampiero Ventura dovrà incontrare un’altra squadra di grande qualità, forse una delle più forti della competizione.

 

LA STAGIONE – Lo Zenit è la squadra padrona della Premier russa. 44 punti e più 7 sulla seconda, 2 soli pareggi e 2 sconfitte in tutto l’arco del campionato testimoniano il cammino della compagine russa. Non lo stesso si può dire della strada percorsa in Europa. Eliminata nei gironi di Champions in un raggruppamento alquanto abbordabile con Leverkusen, Monaco e Benfica , si è guadagnata l’approdo in Europa League con la vittoria all’ultima giornata contro la squadra portoghese. I sedicesimi, però, hanno visto trionfare lo squadrone di San Pietroburgo contro il PSV con un punteggio complessivo che dice 4-0.

 

SQUADRA “EUROPEA” – Nonostante gli alti e bassi di quest’anno, lo Zenit ha una predisposizione per le coppe europee. Lo dimostra la vittoria ottenuta nell’ultima edizione della Coppa Uefa datata 2007-2008. La guida tecnica è anche molto europea: Andrè Villas-Boas è uno dei migliori allenatori sul panorama europeo, che ha già conquistato l’Europa League con il Porto nel 2010-2011.

 

IL MODULO E GLI INTERPRETI – La mentalità del tecnico portoghese si riverbera nel modulo di gioco della squadra. 4-2-3-1 o 4-3-3, questi sono i due schemi preferiti dall’ex assistente di Mourinho. Molto offensive e sempre propositive, le due modalità di gioco garantiscono ai giocatori (molti)di qualità dello Zenit di esprimersi al massimo. Hulk è la stella, con la sua forza e la sua classe. Molto abili anche Danny, fantasista con colpi eccezionali e Rondon, centravanti di struttura. Non è da meno il centrocampo, che può contare sulle geometrie di Witsel e sulla grinta di Javi Garcia. Il difensore più forte risulta essere l argentino Garay, affiancato da due vecchie conoscenze del calcio italiano come Criscito e Neto, ex centrale del Siena. Questo non deve fare spaventare il Toro. La forza e il prestigio dell’avversario non devono impaurire ma esaltare i granata, pronti a riscrivere una nuova pagina di storia del club. 

 

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