Toro, Vives meglio come mediano

Toro, Vives meglio come mediano

Domenica contro l’Atalanta all’Olimpico ha fatto il suo ritorno in campo Giuseppe Vives.
L’uomo più duttile dei granata però lo ha fatto non nel suo ormai abituale ruolo di finto esterno o esterno camuffato che dir si voglia ma nella più classica…
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Domenica contro l’Atalanta all’Olimpico ha fatto il suo ritorno in campo Giuseppe Vives.
L’uomo più duttile dei granata però lo ha fatto non nel suo ormai abituale ruolo di finto esterno o esterno camuffato che dir si voglia ma nella più classica posizione di centrocampista centrale nel 4-2-4 di Giampiero Ventura.
E proprio questa, nella stagione in corso, sembra la posizione a lui più congeniale nonché, probabilmente, il suo ruolo naturale.
L’alchimia tattica ideata da Ventura che lo voleva posizionato sulla sinistra al posto di un’ala pura è stata una delle chiavi di volta del vittorioso campionato di serie B 2011/2012 e, anche quest’anno, magari in trasferte insidiose, è stata una scelta azzeccata.
Ora però il Toro sta dimostrando di saper giocare con personalità e coraggio su ogni campo e quasi contro ogni squadra, ragion per cui deve proporre il più possibile il proprio gioco senza adattarsi agli avversari. Gli esterni a disposizione del mister hanno grande qualità, tecnica e fantasia per cui sarebbe un peccato sacrificarne uno per utilizzare  Vives in un punto del campo che non è il suo, guadagnandoci magari in copertura ma sacrificando quasi del tutto la propulsione offensiva, impossibile da chiedere al mediano ex Lecce, non adatto per passo e caratteristiche.
A destra Cerci sta facendo benissimo ma anche a sinistra, dove entrerebbe Vives, Santana, Birsa e, perché no anche Stevanovic,possono fare la differenza e saltare l’uomo con facilità.
Resterebbe la possibilità di farlo entrare in copertura con il Torino in vantaggio ma anche in questo caso verrebbe meno l’arma delle ripartenze tanto amate dal tecnico genovese.
Al momento dunque per Vives sembra esserci maggiore spazio in mediana, dove ha dimostrato di saper distruggere ma anche costruire gioco e dove potrebbe affiancare Gazzi al posto di Brighi o dare un po’ di fiato al mediano ex Bari, fin qui praticamente sempre in campo.
 
Roberto Maccario
(Foto Dreosti)
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