Toro,un derby con qualche rimpianto

Toro,un derby con qualche rimpianto

Sesta giornata di campionato, scatta subito un campanello d’allarme; per ogni tifoso granata che si rispetti questa è LA GIORNATA.

La giornata in cui ti ricordi il perchè, se sei in Piazza San Carlo,vedi le mamme che parlano all’orecchio dei propri…

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Sesta giornata di campionato, scatta subito un campanello d’allarme; per ogni tifoso granata che si rispetti questa è LA GIORNATA.

La giornata in cui ti ricordi il perchè, se sei in Piazza San Carlo,vedi le mamme che parlano all’orecchio dei propri figlioli e indicano con discrezione l’obiettivo, la piazza in cui i signori distinti che con disinvoltura fanno un passo alla Don Lurio e proseguono nella loro camminata o delle signore anziane che passeggiano con passo lento, a braccetto, ma in prossimità di quel Toro cambiano passo come i migliori militari in formazione e calpestano quel simbolo proprio nelle parti intime. Il Toro ha le palle, constatazione facile ma che non si può girare con altrettanta facilità al calcio giocato dai granata, da quanto ho visto io quelle le abbiamo lasciate negli spogliatoi.

 

Mi sveglio parecchio rintronato dopo una serata di lavoro, stordito,non per merito dell’alcool ma grazie alla mia temperatura corporea esterna che sfiora i 40, ci vuole ben altro per non permettermi di seguire la mia squadra. Mi preparo un thè,guardo qualche programma pre-partita, (s)carico mi siedo sul divano cercando di convincermi che la palla è rotonda e che ogni derby è una partita a sè, manca che mi dica da solo che non ci sono più le mezze stagioni e chi fa da sè fa per tre poi ho fatto l’en plein.

 

Fine del primo tempo senza particolari fiammate da entrambi i lati. Ci vogliono davvero pochi minuti perchè la situazione cambi e la mia temperatura corporea si alzi, non per colpa del poco paracetamolo assunto ma perchè il sospetto di un gol non regolare viene confermato poco dopo dai telecronisti. Ammetto che la rabbia prende il sopravvento ma bisogna accettare la decisione e continuare a testa bassa tentando di ribaltare il risultato a costo di andare sotto di due lunghezze, invece quello che vedo è un gioco ridondante pieno di tatticismi infruttuosi e che hanno poco a che fare con quelli che sono stati i miei idoli stimatissimi che in passato tanto mi hanno fatto godere, parlo di Pasquale Bruno, Tarzan Annoni, Roberto Policano ecc, gente da derby insomma.

 

Sarò ripetitivo ma al termine dei 90 minuti provo tanta amarezza, non tanto per il risultato ma perchè il Toro non ci ha provato come avrei voluto e come avrebbe dovuto, ma queste sono solo chiacchiere da bar, anzi da cocktail bar.

 

Questa settimana il cocktail che consiglio e che più rispecchia questa giornata di campionato si chiama Harvey wallbanger, un drink degli anni ’50 che prende il nome da un coniglio gigante che nel film Harvey parlava a James Stewart mentre sbatte contro il muro (wallbanger).

Il cocktail è composto da :

1.5 oz di vodka

3 oz di succo d’arancia

0.25 oz di Galliano versato con tecnica float up

Guarnire con una scorza di arancia e una ciliegina al maraschino

 

Buona bevuta

 

Daniele Graziani

 

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