Troise, IamNaples: “Torino forte, ad hoc per Mazzarri. Lui è l’uomo della svolta”

Troise, IamNaples: “Torino forte, ad hoc per Mazzarri. Lui è l’uomo della svolta”

L’intervista / Il collega del sito partenopeo: “I granata sono una realtà interessante, e adesso stanno assorbendo l’anima del tecnico”

di Federico Bosio, @fedebosio19

Domenica, all’ora di pranzo, l’Olimpico Grande Torino ospiterà la sfida tra i granata ed il Napoli, valida per la quinta giornata di campionato: due squadre già chiamate alla vittoria o comunque ad un punteggio positivo per restare in linea con i rispettivi obiettivi stagionali e dare continuità alle recenti prestazioni. Per introdurre il prossimo impegno dei granata, abbiamo quindi come da tradizione deciso di sentire una voce vicina all’ambiente “avversario”, in questo caso quello partenopeo. Abbiamo così contattato Ciro Troise, collega di IamNaples.it

Ciro, il Napoli è stato in qualche modo protagonista del mercato forse meno attivo degli ultimi anni: non per quel che riguarda la rosa, ma la panchina. Quali sono le principali differenze tra Sarri e Ancelotti, forse il secondo ha portato sotto il Vesuvio una dimensione ancora più internazionale?

“Bisogna dire che il Napoli ha comunque speso 100 milioni, ha investito molto in prospettiva con giocatori come Meret e Fabian Ruiz. Non ha potuto fare i così detti colpacci perchè i big non sono partiti, ma sono quelli che ha fatto i veri colpi da Napoli. Ancelotti è arrivato con un patrimonio di conoscenze importantissimo lasciato da Sarri, ma non avendo ancora quegli automatismi e avendo voluto cambiare passando al 4-4-2, la squadra ha ridotto il vizio di lasciare le praterie e gli spazi offensivi agli avversari, in contropiede. Il Napoli arrivava da una guida tecnica dall’immensa adrenalina, tant’è vero che in alcune situazioni faceva fatica a gestirsi come sottolineato dallo stesso Ancelotti in ritiro, e lui adesso ha portato un po’ di esperienza e calma, di gestione delle situazioni. Naturalmente ha bisogno di tempo per strutturare la squadra in base alle sue volontà tattiche”

Con una guida tecnica di questo calibro, come cambiano gli obiettivi del Napoli?

“Ancelotti ha fatto una cosa che in Italia non si fa quasi mai: ha alzato l’asticella, parlando di Scudetto che qui è quasi un tabù, e l’ha fatto per tenere alto il morale e le ambizioni anche in uno spogliatoio che sa comunque che il gap con la Juventus è aumentato. Con un’analisi realistica, obiettiva e serena noi dobbiamo comunque dire che il Napoli ha un organico per stare nelle prime quattro ed ha più certezze delle altre concorrenti per la Champions; poi però deve fare bene tutte le competizioni, e proprio questo può essere un passaggio in più rispetto a prima, con Sarri che comunque è stato straordinario andando ad inseguire uno Scudetto che avrebbe anche meritato. Il salto di qualità può essere proprio questo, lottare e credere fino in fondo a tutte le competizioni valorizzando anche di più la rosa rispetto a prima. In cinque partite, Ancelotti ha già fatto giocare tutti tranne Malcuit”

E in relazione a questo: gli azzurri sembrano partiti a singhiozzi, alternando buone mezze prestazioni a momenti di calo incredibili. Finora una sola sconfitta, ma pesantissima, in casa della Sampdoria. Come la spieghi?

“Da un certo punto di vista è una squadra abituata a rimontare le partite quando sembrano sfuggite, l’ha fatto molte volte anche l’anno corso. Secondo me comunque dipende dal fatto che sta cercando una vera e propria identità, che è molto più difficile che imparare degli automatismi a memoria com’era con Sarri. In merito alla partita di Marassi invece bisogna dire che il Napoli ha affrontato la squadra più organizzata e “sarriana” della Serie A, con Giampaolo che è un vero e proprio discepolo di Sarri, ed ha patito questo. E poi anche gli episodi penso siano stati fondamentali, favorevoli alla Sampdoria e non al Napoli”

Qual è la concezione del Torino a Napoli? Che cosa si teme maggiormente dei granata e dove pensi che possa arrivare questo Toro? E dall’altra parte che cosa pensi che debbano principalmente temere i granata?

“Il Toro è considerato una squadra forte, una squadra fatta apposta per Mazzarri: noi qua conosciamo benissimo le sue formazioni, e questa è fatta su misura per lui. In estate ha preso gente per recuperare la palla a centrocampo e molto fisica in tutti i reparti, penso ad Izzo, Aina, Meite, Zaza, Soriano; sicuramente è una squadra costruita a sua immagine e somiglianza e infatti è partita bene e meriterebbe più punti di quelli che ha. Ha avuto qualche inconveniente con gli arbitri, diciamo così, tra la partita con la Roma e quella con l’Udinese. Comunque è senza dubbio una realtà interessante con l’anima che sta dando Mazzarri, e questo si è già visto a  San Siro perchè una squadra che non ha un’anima importante due gol non li recupera. Il Toro invece sicuramente deve temere la qualità superiore e il patrimonio di conoscenze, il Napoli è una formazione che ha comunque delle intese che si mantengono profonde nonostante sia cambiato il sistema di gioco”

Veniamo agli ex di turno che, sul campo, in questo caso sono veramente pochi. Da una parte Maksimovic, rientrato in Campania in estate, e dall’altra un Izzo fortemente legato al Napoli e prodotto del suo settore giovanile poi maturato altrove. Quale la tua opinione su questi due giocatori?

“Maksimovic ha potenzialità che non ha ancora espresso del tutto a Napoli, ha pagato fondamentalmente l’intesa tra Koulibaly e Albiol e un rapporto mai idilliaco  con Sarri. Con Ancelotti è tornato a giocare una gara per novanta minuti dopo più di un anno con questa maglia e ha offerto una buona prestazione contro la Fiorentina, ora può avere più fiducia e riuscire a meritare la considerazione da parte della piazza. Ad Izzo invece siamo tutti legati perchè l’abbiamo visto crescere, è un giocatore che anche come uomo ha vissuto un percorso tutto in salita, la sua storia la conosciamo tutti benissimo e non era semplice mantenere la strada giusta come ha fatto lui, e poi l’ultima difficoltà arrivata con la vicenda legata al calcioscommesse… Lui ovviamente è perfetto per la difesa a tre di Mazzarri e con lui penso che possa fare il salto di qualità definitivo anche per conquistare la Nazionale in maniera stabile”

Capitolo Mazzarri: sotto il suo ciclo si può dire che il Napoli abbia vissuto una vera e propria rivoluzione, entrando di fatto in una nuova dimensione. Come è ricordato dalla città e dalla tifoseria?

“Lui è l’uomo della svolta. Il napoli con Mazzarri aveva un monte ingaggi di 28 milioni di euro, oggi ha sforato i 100 (De Laurentiis ultimamente ha parlato di 123): la svolta è arrivata con lui che per la prima volta ha conquistato la Champions da quando si chiama così, l’ultima partecipazione era stata con Maradona quando ancora si chiamava Coppa Campioni. Bisognava risalire a Maradona anche per trovare l’ultimo trofeo, mentre Mazzarri ne ha riportato uno dopo ventun anni, contro la Juventus nel 2012, e ha sfiorato anche una Supercoppa a Pechino ancora contro i bianconeri, condizionata anche dall’arbitraggio. A partire dal suo secondo posto, il Napoli ha cominciato a ingranare e arrivare in questa nuova dimensione, passando insomma dalla lotta per il settimo posto ad essere una realtà in crescita costante e sempre nelle prime posizioni”

Chiudiamo: quale potrebbe essere la formazione del Napoli domenica? Ci sarà qualche cambio tenendo conto che è stata giocata anche la Champions League durante la settimana?

“Io mi aspetto la seguente formazione: Ospina; Hysaj, Maksimovic, Koulibaly, Mario Rui; Callejon Diawara, Hamsik, Insigne; Milik, Mertens. Dunque, ancora un 4-4-2, ma ci sono ancora parecchie variabili in gioco”

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  1. Toro71 - 2 mesi fa

    Cairo deve imparare a gestire il Toro come De Laurentiis e ambire a portarci in Champions League….questo sarebbe un vero salto di qualità.

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