Troppe parole, lo sdegno nasconde la volontà di agire

Troppe parole, lo sdegno nasconde la volontà di agire

Mina cantava Parole, parole, parole, una canzone attuale in ogni occasione. Ogni volta che in Italia succede un fatto criminale, ci emozioniamo, urliamo lo schifo, si dice basta, è giunta l’ora di agire. Le gente normale ha voglia di calcio, di passare due ore serene, invece gli si butta in faccia la dura realtà: durante una partita si può morire. Quanto successo a Catania poteva accadere ovunque. E’…

Mina cantava Parole, parole, parole, una canzone attuale in ogni occasione. Ogni volta che in Italia succede un fatto criminale, ci emozioniamo, urliamo lo schifo, si dice basta, è giunta l’ora di agire. Le gente normale ha voglia di calcio, di passare due ore serene, invece gli si butta in faccia la dura realtà: durante una partita si può morire. Quanto successo a Catania poteva accadere ovunque. E’ capitato a Genova con il caso Spagnolo, all’Olimpico Paparella fu ammazzato da un razzo, ad Ascoli una signora ha rischiato di perdere un occhio, al Meazza se il motorino lanciato dagli spalti avesse colpito qualcuno la tragedia si sarebbe abbattuta anche su Milano.

Bisogna battersi anche a Torino riguardo alla Curva Primavera dell’Olimpico, dove i tifosi avversari lanciano di tutto e contro l’Inter un razzo ha sfiorato uno steward. Proprio coloro che fanno da servizio interno allo stadio sono i più preposti all’insicurezza, chiedono di fare qualcosa prima che succeda una tragedia. Il dramma è capitato, non a Torino, ma a Catania, è una catastrofe per tutti, quando muore un uomo sale l’impotenza nei confronti della vita, ma si può prevenire un disastro. In Italia non succede mai, siamo un popolo di fatalisti, può succedere, speriamo bene. No, non è il cordoglio che ci lava la coscienza, nemmeno l’indignazione, ma l’azione. Non servono leggi speciali, non si ottiene nulla, così com’è capitato con il decreto Pisanu.

Si deve portare lo sport nelle scuole, educare i bambini che non si gioca a calcio per fare quattrini e ottenere il successo immediato. Si gioca al calcio per passione, non per uscire dalla mediocrità quotidiana, del facile guadagno. Non si va in campo con la pressione della vittoria, ci sono tre risultati possibili, può capitare anche la sconfitta, nella vita è così. Il calcio va moralizzato, non essere sottoposto alla politica e ad una ferrea legislazione. Quando vengono promulgate leggi restrittive sull’uso della droga aumentano i tossicomani. Sono i giovani che devono capire da sé, con esempi positivi, che allo stadio si va per godere e non per ammazzare, noi vogliamo eroi positivi, basta con le medaglie alla memoria, come cantavano Tenco e De Andrè. L’Italia, paese Campione del Mondo, doveva dare l’esempio, che vergogna!

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