Udinese-Torino 2-2: Mihajlovic e Delneri, cambi in corsa che funzionano

Udinese-Torino 2-2: Mihajlovic e Delneri, cambi in corsa che funzionano

Confronto allenatori / I due tecnici, come dei camaleonti, nel corso della partita si sono adattati alle circostanze

Alla Dacia Arena di Udine, ieri sera, si è giocata una sfida ricca di emozioni e soprattutto di gol. Match terminato per 2-2, pareggio che però lascia parzialmente soddisfatte Udinese e Torino, poiché tutte e due le squadre, per tutti i 90′, hanno cercato sempre la vittoria. I protagonisti di questo match sono stati i due tecnici Sinisa Mihajlovic e Delneri, il cui duello è finito giustamente in parità, proprio come il risultato finale della partita. Bene entrambi, sia dal punto di vista dell’atteggiamento che da quello tattico: due allenatori con personalità diverse ma con lo stesso obiettivo, ovvero quello di vincere e di risollevare le sorti del proprio club. Compito che, fino a questo momento, è riuscito a tutti e due: Delneri infatti, dal suo sbarco a Udine, ha completamente rivitalizzato giocatori che, con la precedente guida tecnica – Giuseppe Iachini – erano quasi sconosciuti, proprio come l’astro nascente Fofana. Mentre Mihajlovic, a suon di risultati e bel gioco, è riuscito a riportare entusiasmo in quel di Torino.

UDINE, ITALY - OCTOBER 31: Marco Benassi of FC Torino celebrates after scoring his opening goal during the Serie A match between Udinese Calcio and FC Torino at Stadio Friuli on October 31, 2016 in Udine, Italy. (Photo by Dino Panato/Getty Images)
UDINE, ITALY – OCTOBER 31: Marco Benassi of FC Torino celebrates after scoring his opening goal during the Serie A match between Udinese Calcio and FC Torino at Stadio Friuli on October 31, 2016 in Udine, Italy. (Photo by Dino Panato/Getty Images)

Sia l’Udinese che il Torino, alla Dacia Arena, sono scesi in campo con un 4-3-3: i friulani sono partiti con Karnezis in porta, Widmer, Danilo, Wague e Felipe in difesa, Jankto, Kums e Fofana nella mediana e De Paul, Zapata e Thereau nel reparto offensivo. Mihajlovic ha invece schierato il solito undici titolare, salvo la novità Boyé, che non ha giocato di certo la sua miglior partita stagionale. Le due squadre, nel corso del match, hanno subito varie trasformazione, proprio come un camaleonte, al fine di opporsi agli attacchi avversari e di contrattaccare al meglio per riagguantare il risultato: missione che è completamente riuscita a Delneri. Il tecnico di Aquileia infatti, ha preferito partire con un attacco a tre, ma, dopo il gol subito, ha mutato la sua squadra in un 4-2-3-1, con Fofana, De Paul e Thereau dietro l’unica punta Zapata. Nell’intervallo, l’Udinese, ha subito l’ennesima trasformazione, passando al 4-3-1-2, con Perica che ha preso il posto di De Paul – argentino che non ha giocato un’ottima partita – e con Hallfredsson che è subentrato al posto di Kums. Mossa del tutto azzeccata, che ha portato al rovesciamento del risultato a favore dei friulani, trascinati da un Thereau del tutto in forma che, con Delneri, ha ritrovato la sua condizione ideale. Anche il Torino, nel corso del match, ha cambiato la sua forma iniziale: dopo il pareggio dell’ex Chievo, Sinisa Mihajlovic ha preferito Maxi Lopez a Lucas Boyé, trasformando il 4-3-3 iniziale granata in un 4-3-1-2, con Adem Ljajic trequartista (leggi qui). Mossa che è servita poi alla conquista del definitivo pareggio, con un serbo illuminato che, con una perla di mancino, ha freddato completamente Karnezis.

Squadre che, proprio come dimostra il risultato, si sono eguagliate in tutto, anche dal punto di vista dell’atteggiamento: nessuna delle due, infatti, ha mai voluto mollare la presa, anche in situazioni ostili. Il vantaggio iniziale dei granata, seguito dalla rimonta dei friulani e dall’ennesimo pareggio del Toro, è una chiara dimostrazione della grande forza interiore di questi due club, passionali e molto ambiziosi. La troppa passione è l’elemento chiave di questo match e anche l’unico errore di Sinisa Mihajlovic: non a caso, la foga eccessiva del tecnico serbo è stata punita dal direttore di gara con un espulsione, la seconda in undici partite. Altro elemento passionale della gara è il legame che c’è stato tra Thereau e Delneri: i due sono stati infatti sempre in contatto nel corso della partita, con un rapporto quasi paterno. Delneri, da quando ha preso il posto dell’esonerato Iachini, ha infatti rigenerato il francese che, a suon di gol, ha riportato entusiasmo in quel di Udine. L’ex Chievo ha anche completamente modificato il suo atteggiamento, diventando un vero e proprio leader del reparto d’attacco bianconero. Match dunque che è terminato in pareggio, così come il confronto tra i due tecnici: passionali quanto strateghi, propensi ad ogni cambiamento pur di vincere e di far bene.

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