Udinese-Torino 3-2, Cairo: ”Mosci nel primo tempo. Ventura fa bene a chiedermi i giocatori che vuole”

Udinese-Torino 3-2, Cairo: ”Mosci nel primo tempo. Ventura fa bene a chiedermi i giocatori che vuole”

Post partita/ Il presidente del Torino: ”Per Longo c’è tempo, prima dovrà fare la sua gavetta e poi tornare. Darmian? Siamo nelle condizioni di tenerlo se lui vuol restare. Cerci e Immobile si sono pentiti di averci lasciato”

Dopo la sconfitta contro l’Udinese, che ha interrotto la striscia positiva del Torino, il patron granata Urbano Cairo traccia una disamina completa del momento vissuto dalla sua squadra: ”Un peccato aver giocato un primo tempo sotto tono – dice il presidente, ospite alla Domenica Sportiva -. Eravamo mosci, come ha ben detto anche il mister. Un vero peccato, una sconfitta che interrompe una lunga striscia positiva, fatta di 12 partite di campionato, più tre di Europa League”.

Poi la solita battuta sul ‘braccino corto’: ”Sinceramente è una querelle passata, non fa nemmeno ridere. E poi non è vero, lo dimostrano i fatti. Ed è anche un po’ vecchia, ormai è una battuta che non fa più nessuno”.

Si passa al rapporto con il tecnico Ventura: ”Sono felice di aver intrapreso questo rapporto. Ventura è un allenatore bravo con i giovani, è perfetto per noi. Si sposa alla perfezione con quello che è il progetto granata e con la dimensione attuale del Torino. Bravo anche Petrachi che me lo ha suggerito, il nostro diesse è sempre molto vicino alla squadra ed è davvero competente nel cercare i giocatori. Complimenti ovviamente alla squadra, per l’umiltà e per lo spirito di abnegazione che dimostra”.

Quindi il mercato: Ventura fa bene a chiedermi i giocatori che vuole e a pretenderli in un certo senso entro determinati tempi. In questi anni con lui ho imparato qualcosa. Ora capisco come e perché ha senso andare a prendere, o meno, determinati giocatori, in un determinato periodo. Per noi il budget oscilla da 1.5 ai 4 milioni di euro a giocatore. Quindi dobbiamo sceglierli bene. Non possiamo sbagliare”.

Poi una chiosa sulla situazione Parma: ”Spiace che ci si trovi in questa situazione. Purtroppo i controlli ci sono, ma da soli non bastano. Servono regole più severe, la vecchia legge dice che un squadra può indebitarsi di un’unità per ogni tre unità di guadagno. Perciò una società con un fatturato pari a quello del Parma, potrebbe indebitarsi di massimo 15 milioni. E invece i debiti nel loro caso sono molto più alti. Ora ci tocca pagare a noi? Non è vero, non è proprio così. Stanno usando i soldi di un fondo multe, dunque dire che paghiamo noi altri è da qualunquisti. Fair-play finanziario? Noi lo applichiamo da un pezzo, senza l’intervento forzato dell’Uefa ”.

Si arriva a parlare di Darmian: ”Noi siamo perfettamente in grado di trattenere i nostri giocatori. Darmian non è in vendita e noi siamo nelle condizioni giuste per tenerlo qui in granata. Lo stesso vale per Glik e tutti gli altri giocatori che fanno parte del nostro progetto. Discorso diverso se qualcuno ci chiedesse di essere ceduto”.

Testa alla gara contro lo Zenit: ”Penseremo allo Zenit, ma a partire da domani. La squadra non è scesa in campo pensando a giovedì, semplicemente ha sbagliato approccio e quindi partita. Sebbene nella ripresa ci sia stata una grande reazione nella ripresa. Ma sono cose che possono succedere, soprattutto quando arrivi da una striscia positiva così lunga, anzi. Mi auguro di ripetere un’altra striscia come questa e perdere la prossima partita tra dodici gare. So che Villa-Boas era presente a vederci e a questo punto son contento che non abbia visto la nostra vera forza”. 

Cerci-Immobile e poi il derby: ”Immobile ha voluto anticipare i tempi e in estate con lui che voleva andare via e la Juve, proprietaria di metà cartellino, che lo voleva vendere, mi son trovato tra due fuochi. Per Cerci, invece, lui voleva andare via e anche Ventura, conoscendo i suoi veri desideri, mi disse di lasciarlo andare. Ma l’offerta giusta non arrivava mai. Trattenerli non aveva senso. Mi hanno detto entrambi di essersi pentiti di aver lasciato il Toro. Ma ripeto, non aveva senso trattenerli controvoglia”.

Infine su Longo: ”Moreno è un cuore granata, lo sanno tutti. Ma non vorrei fare come ha fatto il Milan e poi pentirmene. Con la Primavera sta facendo benissimo, ma prima di allenare il Toro dovrà fare anche lui la sua gavetta. Quell’esperienza in un’altra Prima squadra che possa forgiarlo e farlo tornare un giorno in sella, da allenatore pronto per la sfida”.

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