Un raggio di sole

Un raggio di sole

di Igor Stasi – Un raggio di sole in mezzo a tanto buio e desolazione, un furetto dallo scatto bruciante che supera avversari come birilli ed infiamma una maratona ormai avara di cori per i singoli e abituata a prestazioni di calciatori scialbi ed incolori.
Ed proprio il suo nome, il nome di un ragazzino di 21 anni che è riecheggiato dalla parte dello stadio dove ci sono i sostenitori…

di Igor Stasi – Un raggio di sole in mezzo a tanto buio e desolazione, un furetto dallo scatto bruciante che supera avversari come birilli ed infiamma una maratona ormai avara di cori per i singoli e abituata a prestazioni di calciatori scialbi ed incolori.
Ed proprio il suo nome, il nome di un ragazzino di 21 anni che è riecheggiato dalla parte dello stadio dove ci sono i sostenitori più caldi e appassionati, Dejan Lazarevic, dopo l’ennesimo spunto e l’ennesima progressione sulla fascia destra.

Papadopulo alla prima partita in granata aveva deciso di tenerlo in panchina preferendo schierare un centrocampo a 3 con Budel, De Feudis e De Vezze, ma proprio l’infortunio di quest’ultimo ha costretto il tecnico toscano e rivedere in suoi piani e cambiare l’assetto della squadra proprio con l’ingresso in campo del giovane esterno,

E’ per fortuna che lo ha fatto, perché ha potuto vedere che se il Toro può avere un barlume di pericolosità in mezzo a così tanta pochezza non può certo prescindere da Lazarevic, che ha cambiato la squadra nel primo tempo, dando un po’ di entusiasmo e coincidendo con il miglior momento dei granata prima del tracollo della seconda frazione.

Il talento c’è, di sicuro è ancora acerbo ed ha molto da migliorare: lo sloveno infatti è tanto devastante nella corsa e nel dribbling quanto ancora impreciso nel cross per i compagni e nel tiro in porta, come è successo molte volte in questa stagione compreso ieri pomeriggio, con quel tiro davanti al portiere avversario che con maggiore potenza e precisione poteva centrare lo specchio della porta.

Sia chiaro, fare critiche a Lazarevic è ingiusto quanto inappropriato in questo momento, visto il rendimento dei suoi compagni ben più esperti e rinomati di lui, che se solo mettessero lo stesso entusiasmo in campo consentirebbero al Toro di essere in ben altre posizioni in classifica. Non è certo sulle spalle di un ragazzino che può essere addossato il destino di questo Toro, dovrebbero essere altri giocatori assieme a lui a trascinare tutto il gruppo dando anche un esempio proprio al giovane ex genoa.

Ieri nonostante la sconfitta ha comunque lasciato il segno tanto da meritarsi i complimenti in privato e in pubblico di mister Novellino. Come si diceva all’inizio, un raggio di sole, in mezzo a tante nuvole.

 

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