Un Toro così è più di un regalo di Natale

Un Toro così è più di un regalo di Natale

Che Toro! Chi si lamentava del cinismo è stato accontentato. Una squadra compatta, solida, pochi tiri, tanti passaggi, un gol e tre punti

di Umberto Vergano

Il massimo che si poteva fare è stato fatto. L’anno scorso? Uguale. Un ”deja vu” contro la Lazio. Mancava solo la neve e il pallone arancione ma per il resto tutto uguale.

I tre punti sono quelli che contano e sono arrivati. Guardare oggi la classifica fa tirare un sospiro di sollievo. E la si ammira anche come se fosse un quadro, un bel dipinto da osservare  da tutte le posizioni. Leggere Torino nella parte sinistra, così a ridosso delle grande è una piacevole sensazione. E nella testa mentre si legge Torino si pensa anche a tutti gli errori arbitrali fin qui commessi contro i granata. E fa pensare ancora di più.

Dove dovrebbe stare questo Toro? Dietro l’Inter? Davanti alla Fiorentina o addirittura a un soffio dal Napoli? Poco importa. Il Toro è lì. Ed è lì non a caso, non per fortuna, ma con tanto lavoro e fatica. Un nuovo modulo, nuovi giocatori dopo addii importanti, in un campionato più complicato di quello della scorsa stagione. A parte i punti, è la mentalità dei granata che sembra cambiata. Più concentrazione, più grinta e cattiveria in campo.

 Un gruppo che nonostante i tanti innesti sembra solido, unito e compatto. Nessuno esce dal campo con la maglietta asciutta.  Tutti danno il 110%, dal primo all’ultimo. Chi entra non fa rimpiangere il sostituto. Ora Udinese e Chievo prima della sosta natalizia. Un piccolo sforzo come regalo non da scartare  sotto l’albero ma da godere per tutte le vacanze invernali. Il Toro c’è e si vede anche dall’alto.

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