‘Una stagione tranquilla e un attaccante da 15 gol’

‘Una stagione tranquilla e un attaccante da 15 gol’

Scrivo da un angolo di Tirolo “affittato” dall’Italia. La nuova dirigenza granata ha scelto questo piccolo ma incantevole centro dell’Alto Adige, a due passi dal confine austriaco, per gettare le basi della nuova stagione. Se in campo rimbomba la voce del mister Novellino, sugli spalti sono tante i volti e le storie dei tifosi che vengono, quasi di soppiatto, con discrezione, ad assistere ai primi passi del…

Scrivo da un angolo di Tirolo “affittato” dall’Italia. La nuova dirigenza granata ha scelto questo piccolo ma incantevole centro dell’Alto Adige, a due passi dal confine austriaco, per gettare le basi della nuova stagione. Se in campo rimbomba la voce del mister Novellino, sugli spalti sono tante i volti e le storie dei tifosi che vengono, quasi di soppiatto, con discrezione, ad assistere ai primi passi del nuovo corso. Esattamente come gli abitanti di Malles, pur dicendosi onorati dalla presenza della squadra del “Grande Torino”, vivono la vicinanza granata: “Siamo italiani di madre lingua tedesca”, dicono in molti ma, quando si affrontano le nazionali di Italia e Austria, è sempre il tricolore quello più tifato, nonostante la prima lingua insegnata a scuola sia il tedesco e l’italiano venga studiato e parlato come seconda lingua. In questa conca calda, ma felice, si ritrovano tifosi provenienti da ogni parte d’Italia, tutti uniti nelle aspettative per una “stagione tranquilla”.

”La nostra missione è “granatizzare” tutti i bambini che possiamo, con la fantasia, ma anche con i risultati che sicuramente arriveranno” raccontano Dario Saracini e i fratelli Luca e Micky Valentini del Toro Club Alto Adige, che con 70 iscritti è uno dei “figli” della nuova gestione Cairo, essendo nato nel 2006 ed è dedicato al giornalista de “Il mattino” Claudio Casolino, scomparso 4 anni fa. “Non faremo abbonamenti quest’anno, perché non vogliamo togliere il posto a chi sta più vicino di noi. Però per le partite di cartello verremo sicuramente”.
Da Santena, vicino a Torino, è arrivato il “Gruppo trasfertisti granata” 16 fra uomini, donne e bambini che grazie all’interessamento del mister Novellino hanno sistemato le lo 6 tende vicino al campo di allenamento. Sono le famiglie di Diego Provelli, del tennista Andrea Tosin, e dei fratelli Masi che con Malles hanno un rapporto di lunga data: “Ci siamo fermati la prima volta quando siamo andati a Bregenz (nel penultimo appuntamento europeo del Toro, targato Camolese, durante l’Intertoto 2003) – racconta Peter Masi, nato a Melbourne in Australia dove torna spesso -. Siamo partiti stamattina alle 5 e abbiamo fatto gli ultimi 40 km con le bandiere del Toro esposte fuori dall’auto per far capire chi c’è qui”. Ma cosa rappresenta, per voi, la squadra granata ? “Dopo i figli…tutto! Una passione mista a vita”. Che porta anche bene, dal momento che le trasferte seguite l’anno scorso sono state a Milano, Bergamo e Roma, con la parentesi di Parma. “Adesso, aspettiamo un difensore e una punta, per un campionato tranquillo”.
E’ la stessa speranza di Francesco Vessio, Matteo Matton e Marco Vicentini del Toro club di Verona, entusiasti del nuovo mister “che urla e insegna” e speranzosi nell’arrivo di un attaccante che vada in doppia cifra, anche se “l’entusiasmo di Di Michele e Vailatti è contagioso, importante per fare una stagione tranquilla”.
Un sogno condiviso anche dalla pattuglia di supporter arrivati da Macerata e costituita dalle famiglie di Gianluca Ferroni, con la moglie Rosada Poli e il figlio Mattia, e da Romano, Francesca, Andrea ed Eleonora Capradossi. Per loro le partite interne, a cui difficilmente rinunciano, comportano un giorno in più a casa, il lunedì, ma per il Toro, “che è una fede e uno stile di vita” è un sacrificio che si può fare. Che giudizio date di questo ritiro visto da bordo campo? “Siamo molto soddisfatti dell’operato della società e del mister. Si vede disciplina e cultura del lavoro, ci vorrebbe ancora un centravanti forte, speravamo fosse Lucarelli, ma l’importante è fare una stagione tranquilla. Non vogliamo la Champions League, ma nemmeno soffrire come lo scorso anno”.

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