Valdifiori: serve tempo per arrivare nel cuore del Torino

Valdifiori: serve tempo per arrivare nel cuore del Torino

Focus On / Il centrocampista ex Empoli mette nel mirino i Delfini per il riscatto personale

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Partita non del tutto entusiasmante quella giocata da Mirko Valdifiori, del resto, prestazione analoga a quella dei suoi colleghi. Il suo non è stato l’inizio di campionato che ci si aspettava, ma è ancora presto per dare un netto giudizio sul suo operato in maglia granata. Molto probabilmente, deve ancora sintonizzarsi con il resto della squadra, capire i meccanismi di gioco e riprendere soprattutto confidenza con i 90′ di gioco dal punto di vista psicologico: nella scorsa stagione infatti, l’ex Empoli non è stato un protagonista assoluto del neo Napoli di Sarri, cedendo il posto da titolare in mediana all’emergente Jorginho e quindi è stato usato con il contagocce.

Avrà dunque tutto il tempo necessario Valdifiori per entrar a far parte dei meccanismi granata, poiché le sue geometrie, in vista del campionato appena iniziato, sono a dir poco indispensabili per il nuovo Torino. Dal punto di vista difensivo, nella partita contro l’Empoli, ha dato un grosso contributo, ed il risultato finale lo dimostra, ma ciò che sarebbe più necessario sono le sue qualità nella costruzione di gioco, al fine di aiutare quel reparto d’attacco che, al momento, è in piena emergenza, a causa dei tanti infortuni. Una sua mano d’aiuto – o meglio – qualche sua magia, sarebbe fondamentale per il nuovo gioco dei granata, i quali necessitano di conquistare qualche altra vittoria e la sfida contro il Pescara potrebbe essere l’occasione giusta sia per il riscatto personale di Valdifiori e sia per quello del Toro.

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  1. sysma_558 - 8 mesi fa

    Bravo le geometrie servono come il pane e proprio per questo motivo tutto questo tempo a disposizione non c’è. Valdifiori finora a fatto vedere meno gioco di Vives quindi si deve dare una svegliata perché non possiamo continuare a giocare con un uomo in meno. Domenica a sua parziale discolpa c’è da dire che c’era poco movimento senza palla intorno a lui

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