Ventura, 300 di questi giorni

Ventura, 300 di questi giorni

Certo ci sarebbe stato molto più gusto a celebrare questo traguardo a San Siro, anche perché a ben guardare questa versione dell’Inter era certamente battibile. Ma va benissimo che sia arrivata contro l’Atalanta, per il peso specifico dei tre punti e perché davanti al suo pubblico.

 

Perché nel Toro che esulta e si esalta c’è anche spazio per festeggiare un traguardo particolare…

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Certo ci sarebbe stato molto più gusto a celebrare questo traguardo a San Siro, anche perché a ben guardare questa versione dell’Inter era certamente battibile. Ma va benissimo che sia arrivata contro l’Atalanta, per il peso specifico dei tre punti e perché davanti al suo pubblico.

 

Perché nel Toro che esulta e si esalta c’è anche spazio per festeggiare un traguardo particolare tagliato da Giampiero Ventura. E’ quello della sua 300^ vittoria da allenatore professionista in 837 presenze su una panchina  che conti. Aveva cominciato nel 1985 con la Virtus Entella e da allora ha messo insieme sedici società diverse così come campionati diversi, sempre seminando calcio. Paradossalmente è ‘solo’ la sua 41^ vittoria in A perché ci è arrivato relativamente tardi e soprattutto è stato trascurato per troppo tempo. E bene ha fatto in fondo in Giudice Sportivo a non metterlo fuori e fargliela godere sino in fondo.
Poi la chiamata del Bari (e tutti sappiamo come è andata a finire) ma soprattutto quella di Urbano Cairo. Entrambi avevano cose da farsi perdonare e un discorso da riallacciare con il massimo campionato. Ora che il traguardo non è raggiunto, ma vicino, possiamo dire che nonostante qualche inciampo la coppia funziona e non fa ridere. “Siamo come Gianni e Pinotto”, ha detto ieri il presidente a Sky Sport. In realtà sono una coppia di fatto che pur tra mille mugugni dei tifosi sta dimostrando di avere in testa un progetto.
Ora che Ventura può festeggiare e il Toro con lui, gli si chiede semplicemente di saper anche andare oltre. Perché il Toro dei veterani ha dimostrato di saperci essere ma attendiamo quello dei ‘bocia’ che mai come in questa stagione sono tanti e di qualità. Fa bene a volerli far maturare, ma senza far mai vedere loro il campo viene difficile capirne il reale peso presente e futuro.

Federico Danesi
(foto M. Dreosti)

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