Ventura e Inzaghi a confronto: tra i due c’è tanta strada

Ventura e Inzaghi a confronto: tra i due c’è tanta strada

Il confronto/ Allenatori agli antipodi per età ed esperienza: al granata si chiede un altro miracolo nonostante le assenze, ad Inzaghi è mancato il supporto di una società forte

 

Domani si torna in scena, l’appuntamento è a San Siro, dove i granata si giocheranno il tutto per tutto, l’ultima spiaggia in ottica Europa. Non si può perdere, non è permesso sbagliare. Per far questo, bisognerà cercare di sopperire alle pesanti assenze e ancora una volta affidarsi alle strategie di mister Ventura. Per lui domani ci sarà un’interessante sfida nella sfida, a quattr’occhi con Inzaghi, tecnico dei rossoneri.

QUI VENTURA – Del tecnico genovese si è detto tanto. Di chi, inizialmente, era scettico, non è più rimasta forse neanche l’ombra. Nulla gli si può rimproverare, anzi: con gli uomini a disposizione è riuscito a compiere dei veri e propri miracoli sportivi. I recenti anni disastrosi sembrano lontani anni luce: il Toro ha un’identità precisa, uno stile di gioco, si è guadagnato il rispetto delle squadre più blasonate e ad oggi è una delle compagini più ostiche da affrontare. Questo grazie al lavoro del mister, che ha scelto gli uomini e spesso è riuscito a disporli con saggezza tattica non indifferente, tanto da riuscire a limare le differenze tecniche (come nel derby). Certo, non esageriamo: si può sempre migliorare. Comunque sia, però, i granata si tengono stretti uno dei migliori allenatori del panorama italiano. Finchè c’è lui, ce la si può giocare ovunque e contro chiunque, a partire da domani.

QUI INZAGHI – Le differenze, tra i due, si sprecano. Anni ed esperienza sono tutti a favore di mister libidine, che si pone, in quanto a panchine, ad un altro livello rispetto ad Inzaghi. Il tecnico rossonero è certamente pieno di idee e intelligenza tattica, ma l’esperienza con gli Allievi non gli è bastata per raggiungere i risultati sperati anche in Serie A. Certo, la rosa a sua disposizione non è delle migliori. Quantomeno un piazzamento europeo, però, era un obbligo per il Milan. La società ha tantissime colpe, lui ne ha sicuramente meno. Probabilmente, con un po’ di gavetta nelle serie minori avrebbe la possibilità di crescere, e molto. Esprime un calcio offensivo, alla ricerca del gol e del risultato. Il suo carisma non è indifferente per i giocatori e la giovane età e l’essere stato un grande campione lo aiutano nel dialogo.

Domani, ovviamente, sarà un discorso un po’ a se stante. Il Milan comunque ci tiene a chiudere bene di fronte al suo pubblico, Ventura dovrà essere abile a smorzarlo e a sopperire alle assenze: gli si chiede un altro, ulteriore miracolo. 

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