Ventura-Mancini: crescita contro vittorie

Ventura-Mancini: crescita contro vittorie

I due tecnici / Il tecnico ligure ha sempre dovuto costruire dal basso, l’ex campione blucerchato ha avuto alle spalle grandissime società

Ventura Torino

La sfida Ventura contro Mancini è l’ennesima dimostrazione che si può fare lo stesso lavoro senza avere quasi nulla in comune. Le carriere dei due tecnici sono infatti agli antipodi come esperienza, come vittorie, come gioco. Il primo ha girato molto, ma sempre in Italia, mentre il secondo ha accumulato, in pochi anni, grande esperienza anche a livello europeo, allenando il Manchester City in Inghilterra – con successo in patria ma non fuori – e il Galatasaray in Turchia, dove è stato sostituito da un altro allenatore italiano, Cesare Prandelli.

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Roberto Mancini: per lui, tra il resto, tre campionati italiani, uno inglese, quattro Coppe Italia (record)

Mancini ha cominciato la sua carriera a bordocampo sfruttando, in parte, la grande fama acquisita come calciatore e il rispetto che gli hanno consegnato le sue gesta con le maglie di Lazio e, soprattutto, Sampdoria, condotta fino alla finale di Coppa dei Campioni. La sua non è l’unica storia di allenatore subito alla prova ai piani alti, ma il suo merito è quello di aver capito in fretta come si vince: la prima esperienza da tecnico in capo è a Firenze, cui si susseguono Lazio e Inter, dove apre il ciclo vincente che avrebbe condotto, poco tempo dopo, al triplete nerazzurro. A Milano torna pochi anni dopo, dopo le esperienze europee di cui sopra, richiamato da una società desiderosa di ripartire dopo alcune stagioni di anonimato. La squadra datagli in mano è ottima – e infatti l’Inter veleggia al momento al primo posto – ma il gioco espresso da Guarin e compagni spesso non soddisfa appieno, lasciando spazio a critiche che tuttavia, finora, hanno dovuto inchinarsi alle vittorie.

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Giampiero Ventura: meno titoli, tanti complimenti

Dall’altra parte della barricata c’è invece un tecnico, Ventura, il cui gioco viene lodato da più parti, ma che sta scoprendo solo a Torino la bellezza dei risultati. A differenza del collega, il tecnico genovese si è dovuto costruire un nome dal basso, passando dai campi di provincia fino a rimontare la piramide calcistica italiana. Una storia diversa da quella di Mancini, una storia che gli ha fruttato sì rispetto, ma molte meno vittorie. Una storia che, tra l’altro, torna a fargli visita ogni volta che i risultati scendono al di sotto delle attese, proprio come sta accadendo in queste settimane a Torino: il gioco piace, ma la bacheca, per alcuni, conta molto di più.

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