Ventura, voto 8: è lui il vero top player del Toro

Ventura, voto 8: è lui il vero top player del Toro

Il pagellone di fine stagione 2014-2015/ Il tecnico trasforma in oro tutto ciò che tocca, e dopo quest’anno è sempre più di diritto nella storia granata: il Toro non sarebbe a questo livello senza mister libidine

 

Un’altra stagione è finita, la quarta sotto sotto la guida di Ventura, e il Toro, ancora una volta, non ha per nulla sfigurato, nonostante le premesse negative di inizio campionato. Quasi un anno fa, calciomercato estivo registrava l’addio dei due eroi della conquista europea, Cerci ed Immobile. Al loro posto, tanti volti sconosciuti, alcuni rivelatisi buoni acquisti, altri invece fallimentari. Il vero top player, però, rimaneva in granata. Con lui al timone, come sempre, la nave procede sicura e la meta sembra più vicina e raggiungibile di quanto sia in realtà: signori, stiamo parlando di Giampiero Ventura, uno dei migliori tecnici della centenaria storia del Torino.

Il discorso è semplice: il Toro ed i suoi tifosi devono tanto, tantissimo al mister granata. Senza di lui, inutile dirlo, non staremmo parlando di Europa e molto probabilmente neanche di Serie A. Il suo operato ha ridimensionato il Torino, che sta finalmente tornando a grandi passi nel panorama calcistico che gli compete e che da tempo aveva abbandonato, relegandolo al ruolo di semplice “provinciale”. Quest’anno, ancora una volta, il mister ha sorpreso tutti ribaltando i pronostici: più forte delle critiche di inizio stagione, capace di “proteggere” il gruppo mettendoci sempre la faccia in prima persona, pienamente in grado di gestire gli umori dell’ambiente granata (cosa assolutamente non facile), Ventura è riuscito ancora una volta a raggiungere grandi traguardi che, con altri alla guida, non sarebbero stati presi neanche in considerazione.

Il tutto, con una rosa falcidiata da infortuni e da bocciature (Larrondo, Nocerino, Barreto, Ruben Perez, Sanchez Mino, Masiello), e con un livello tecnico generale non certo impressionante. Unico ad espugnare il San Mames con un’italiana, il primo a riportare il derby dalla parte giusta di Torino dopo vent’anni, è ormai riuscito ad entrare nella storia del Toro dalla porta principale: scusate se è poco. Se i tifosi granata avessero potuto esprimere dei desideri qualche anno fa, nell’abisso della Serie B, tra una trasferta a Cittadella ed una a Crotone, forse avrebbero chiesto proprio questo: il sogno di rivincere una stracittadina, il sogno di vivere una trasferta europea da brividi, il sogno di conquistare la Scala del Calcio. Con mister libidine, tutto è diventato realtà, la “cellula granata”, è tornata in vita.

Ora, però, la frase che tutti ripetono da mesi, e che solo il tempo dirà se sarà ascoltata o meno: bisogna alzare l’asticella. Ventura ha raggiunto tutto il raggiungibile: certamente è un maestro assoluto di calcio, uno scopritore di talenti, un allenatore in grado di far rendere al massimo i suoi uomini, ma non è un mago. Con questo livello tecnico, non si può andare oltre un certo limite. Lui lo sa, e vuole superare quel limite: la palla passa a Cairo, consapevole che, con un mister così, il Toro è in una botte di ferro.

Siamo di fronte ad un bivio: i prossimi mesi sveleranno la strada che la società ha deciso di intraprendere. Nel frattempo, il Toro ha bisogno del suo condottiero, per scrivere un’altra stagione memorabile, per continuare ad essere protagonisti in Italia e, chissà, anche in Europa, perchè con Ventura sognare è più che lecito.

VOTO FINALE: 8

 

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