Verona-Torino 1-3: la marcia granata continua

Verona-Torino 1-3: la marcia granata continua

A mente fredda: Toro perfetto tatticamente. Qualche rischio solo dopo il gol di Toni

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La quarta vittoria consecutiva del Torino non può che lasciare spazio alla felicità e all’ottimismo per il futuro della squadra di Ventura. Torniamo però a mente fredda sulla sfida del Bentegodi, analizzando cosa ha funzionato (quasi tutto) e cosa può essere ancora migliorato

ATTACCO EFFICACE , FINALMENTE- La nota più lieta deriva dall’ottima prova di Martinez e Quagliarella, entrambi a segno. Da Cesena in poi le punte si sono scatenate: 5 gol di Quagliarella e uno a testa per Martinez, Lopez e Amauri. Sabato poi il classe ’93 venezuelano è stato il mattatore della serata entrando in tutti e tre gol e mettendosi in mostra per la precisione sotto porta e la velocità di corsa. Il guanto di sfida a Maxi Lopez per tenersi il posto da titolare è lanciato e questo è solo un bene per Ventura che potrà finalmente scegliere tra una serie di attaccanti finalmente tutti in forma. E’ piaciuto molto anche l’ingresso in campo di El Kaddouri, che oltre allo splendido gol è stato bravo a prendere spesso il pallone tra i piedi, muovendosi e cercando spesso di servire i compagni. Anche il ‘Sultano’ pare sulla via del recupero della condizione dell’anno scorso e potrà dire la sua in questa seconda parte di stagione.

CONCENTRAZIONE E CINISMO ‘DA GRANDE’ – Il Torino ha mostrato una volta di più a Verona di stare maturando molto anche sul piano della personalità. La squadra ormai è sicura di sé, sa di poter battere molte delle squadre del campionato ed entra in campo consapevole delle proprie qualità. Il gioco si basa sulla copertura degli spazi dal centrocampo in giù, costringendo gli avversari a mettere in pratica uno sterile palleggio che poi viene punito quando sono i granata a recuperare la sfera. Qualche volte è portata fino all’eccesso la volontà dell’allenatore di non voler mai lanciare lungo il pallone, ci sono stati anche al Bentegodi dei brividi in alcuni passaggi tra i difensori e Padelli, ma è un rischi calcolato che finora non ha causato problemi.

QUALCHE TITUBANZA DOPO IL GOL DI TONI – Qualche piccolo difetto c’è stato, ma proprio il fatto di aver conquistato ancora una volta i tra punti permette di analizzarlo più serenamente: l’errore di Glik sul gol di Toni, con il capitano che si fa attrare dal pallone lasciando libero il bomber veronese è una distrazione che può capitare. Un po’ più grave il fatto che la squadra dopo aver subito il 2-1 si sia forse un po’ spaventata, concedendo più campo all’Hellas. La sbandamento è però durato solo qualche minuto: la squadra ha gestito bene il finale del match e l’ottimo contropiede al 92′ ha posto fine a tutte le preoccupazioni.

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