Vives e un’altra stagione di sacrificio, abnegazione e lavoro duro per la maglia del Torino

Vives e un’altra stagione di sacrificio, abnegazione e lavoro duro per la maglia del Torino

Focus on / Il numero 20 ha collezionato ben 31 gettoni quest’anno, togliendosi anche delle belle soddisfazioni, come quando a Bilbao..

 

Duttile, esperto, forse compassato, a tratti lento, ma sempre disponibile e serio: il peso anagrafico comincia a farsi sentire sulle spalle di Giuseppe Vives, ma il centrocampista di Ventura può prepararsi ad archiviare una stagione che può considerarsi più che positiva per uno come lui. Non un fuoriclasse, ma un giocatore con la G maiuscola sotto il profilo della disponibilità e dello spirito di squadra, un uomo che ha dato, un’altra volta, il proprio contributo alla causa granata, mettendoci tutto quello che fisico e tecnica permettono ad un signore di quasi 35 anni . 

Un calciatore che, da quando è arrivato in granata, si è sempre contraddistinto per grande serietà ed abnegazione, dimostrandosi importante e utile anche in questa stagione che si sta avviando al termine, e che per lui coincide con l’avvicinarsi di quel già evocato trentacinquesimo compleanno. Il classe ’80, quest’anno, ha collezionato ben 31 presenze totali tra campionato ed Europa League, 27 delle quali dal primo minuto, che di certo non possono dirsi poche per un mediano esperto come Vives. Inoltre, anche quest’anno, come lo scorso, il numero 20 è riuscito ad andare in gol, questa volta in trasferta, regalando ai granata il pareggio in quel di Firenze. E che dire, allora, di quegli assist che il mediano, inventato mezz’ala, poi regista, poi chissà cos’altro, ha disegnato sui campi verdi, permettendo ad un compagno di segnare? Ma forse, più che quei tocchi per Quagliarella, gran parte sta in quella notte al San Mamès. Già, perché quella partita di pioggia e sudore, la “sblocca” proprio Giuseppe Vives: 15′ 01 secondi sul cronometro, la sterzata del numero 20, così innocua e furba, forse anche intuibile dopo il gran lavoro di Quagliarellla, coglie Gurpegi in fallo. E’ rigore, è gol di Fabio Quagliella, ma anche un po’ di Giuseppe Vives.

Ma, come spesso accade, non sono i numeri a contraddistinguere lo scolastico centrocampista: è il carattere, il carisma, la voglia di mettersi in gioco anche e ancora a 35 anni, per portarsi a casa delle soddisfazioni che forse neanche lui più di 2-3 anni fa non avrebbe mai sognato di prendersi. Questo distingue il numero 20 da moltissimi altri giocatori: il coraggio e la fame, ed ecco perché, effettivamente, può piacere o non piacere, ma la maglia granata calza a pennello a Giuseppe Vives.

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