Zaza e Soriano, difficoltà e prospettive: ecco perchè il Torino deve pazientare

Zaza e Soriano, difficoltà e prospettive: ecco perchè il Torino deve pazientare

La situazione / I due colpi last minute ancora indietro a livello fisico e tattico. Motivazioni molteplici, ma comprensibili:

di Federico Bosio, @fedebosio19

Dalla celebrazione al momento dell’arrivo alla panchina di Bergamo, appare comune il destino che lega Simone Zaza e Roberto Soriano, i due acquisti last minute del Torino che hanno di fatto radicalmente modificato l’opinione della piazza sulla sessione di calciomercato del club granata: due colpi dal peso specifico non indifferente a puntellare proprio quei reparti che apparivano incompleti, il centrocampo e l’attacco, e che tuttavia a poco più di un mese dall’arrivo hanno registrato più di una difficoltà per quel che riguarda l’integrazione nella nuova realtà. Non di certo a livello di spogliatoio, in cui i due nuovi arrivati si sono subito ambientati ottimamente con il resto del gruppo: le problematiche emerse finora sembrano piuttosto riguardare l’aspetto fisico e quello tattico.

Lo stesso Mazzarri ha ribadito in più di un’occasione come entrambi i giocatori – in particolare il duttile centrocampista – non siano attualmente nella migliore delle condizioni, e le prestazioni offerte non possono definirsi totalmente negative ma sono di certo lontane dalle complete potenzialità delle due pedine. Medesimo discorso per il lato tattico, con i meccanismi ancora da apprendere appieno. Uno scenario effettivamente immaginabile nel momento in cui determinati acquisti vengono perfezionati e conclusi solamente nelle ore o nei giorni finali della finestra di mercato potendo essere a disposizione del nuovo tecnico e del gruppo solamente con un certo ritardo. I due non hanno ad oggi convinto appieno, ma non per questo la situazione ad essa legata può portare a quella che sarebbe una estremamente precoce bocciatura o divenire un caso, per così dire, preoccupante. Sono infatti molteplici i segnali a sostegno di un’integrazione che sta procedendo ma seguendo le sue naturali tempistiche, che non possono e non devono essere accelerate.

Per prima cosa, lo ribadiamo, il tecnico granata ha lavorato tatticamente e fisicamente con il resto della squadra dall’inizio del ritiro estivo, a più di un mese di distanza dall’approdo in Piemonte dei due giocatori, ufficializzati entrambi il 17 agosto. Chiaro, lampante, scontato il fatto che con entrambi Mazzarri abbia dovuto ricominciare l’intero lavoro dal principio per provare ad inserirli all’interno dei meccanismi nel minor tempo possibile; anche da questo, inevitabilmente, derivano gli attuali problemi palesati dalla manovra offensiva del Torino. Come detto per Soriano va aggiunto un determinante discorso legato alle condizioni fisiche: anche contro il Napoli Mazzarri si era detto non soddisfatto del suo ingresso in campo dalla panchina, perchè il trequartista ha palesato di non avere ad oggi il ritmo-partita nelle gambe. Relativamente differente il discorso per la punta, che ha però dovuto finora fare i conti con due ostacoli: da una parte la difficile compresenza con Belotti, giocatore a lui poco affine perlomeno sulla carta e con il quale l’intesa dovrà necessariamente essere oliata ma ad oggi è ancora totalmente in fase di rodaggio.

Dall’altra la concorrenza di un Falque la cui assenza nel corso delle recenti partite sembra elevarlo allo status di giocatore probabilmente insostituibile per questo Torino. A rallentare il processo di integrazione nei nuovi schemi, poi, c’è stata anche la sosta per le Nazionali arrivata ad inizio settembre, con l’attaccante convocato da Mancini che ha dovuto quindi “assentarsi” dalle sessioni in casa granata. Insomma, ad oggi il lavoro da compiere per Zaza e Soriano appare ancora lungo, ed il processo di inserimento fisico e tattico non è ancora complicato: ma si tratta di tempistiche assolutamente normali e per di più prevedibili considerando gli arrivi last minute. Ecco perchè il Torino deve essere portato a pazientare e riporre fiducia in due giocatori dalle qualità importanti che, una volta completamente amalgamati al gioco di squadra, non potranno che portare benefici innalzandone il tasso tecnico.

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  1. user-14003131 - 2 mesi fa

    Ma scusate ma non hanno fatto preparazione estiva? Capisco siamo indietro dal lato tattico, sopratutto Zaza, ma sul resto…

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  2. FVCG'59 - 2 mesi fa

    Ma questi sono professionisti o cosa?
    Li paghi una barca di soldi, con stipendi da top player e NON SONO PRONTI? Ma chi e come vengono allenati? Quanto ci vorrà ancora a raggiungere uno stato di forma ottimale?
    Durante l’estate hanno fatto solo baldoria?
    Ma scherziamo o diciamo sul serio?
    Il vero problema è che questo mister non sa come e dove farli giocare…

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  3. Toro71 - 2 mesi fa

    Un dubbio atroce: ma Soriano e Zaza hanno fatto regolarmente la preparazione estiva????

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  4. granata - 2 mesi fa

    Prima considerazione: se Zaza e Soriano non servono al progetto tattico di Mazzarri, allora la nostra campagna acquisti è stata in buona parte sbagliata.
    Seconda considerazione: Cairo perdonerà Mazzarri di avergli svalutato un investimento da 29 milioni di euro?
    Terza considerazione: siamo proprio sicuri che i due non sevono? E per lasciare il posto a chi? A Baselli, Berenguer, Rincon, De Silvestri e via discorrendo?
    In queste prime sei giornate alcune cose sono state evidenti: la cessione di Lajic (ottimo nello spezzone di partita giocato a San Siro contro l’ Inter) ci ha fatto perdere qualità; Belotti da solo in attacco fa molta fatica; le punte non segnano non tanto per demeriti propri, quanto per mancanza di rifornimenti (dalle fasce e per vie centrali).
    Il problema è che si dovrebero trovare nuove soluzioni tattiche con un po’ di fantasia. Una soluzione, ad esempio, potrebbe essere quella di far giocare Iago Falque da esterno arretrato al posto di De Silvestri, che contro l’ Atalanta ha nuovamente palesato grandi limiti tecnici. Una soluzione adottata dalla Roma con Florenzi e, a suo tempo, dalla Juventus di Ancelotti con Zambrotta.

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  5. iugen - 2 mesi fa

    Un acquisto discutibile e un altro inspiegabile. Soldi che dovevano essere spesi in altri reparti. Preciso che i giocatori mi piacciono anche – quando in forma – ma non sono quello che ci serviva.
    Soriano al posto di Ljajic è comprensibile nell’ottica di Mazzarri, che di certo preferisce un giocatore che possa dargli più sicurezze in copertura. Io ovviamente preferisco la classe del serbo, ma è una questione di gusti. Se Soriano torna quello di Samp/inizio Villareal potremmo non perderci troppo nello scambio, se resta quello di queste partite siamo fritti.
    L’arrivo di Zaza resta un mistero. Dare due milioni all’anno a un attaccante ‘di scorta’ mi sembra una follia, per cui credo che i progetti sul suo utilizzo fossero altri, ma quali non si sa, visto che Falque è indispensabile. Inoltre sembra che Mazzarri non abbia idea di come mettere Zaza-Belotti insieme in campo, visto le figuracce che hanno fatto. Boh

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  6. user-14036712 - 2 mesi fa

    Li avessimo avuti di ‘sti “problemi” negli ultimi 30 anni! Soriano era il centrocampista che mancava dalla partenza inopinata di Benassi ed è appena solo questione di tempo. Mentre Zaza è l’ attaccante di scorta che ci è mancato la scorsa stagione(Niang non so cosa sia, e’ un calciatore?) e sara’ utilissimo in caso di assenza del Gallo(a proposito, i nostri vengono menati troppo a differenza di quelli della MERDA…) o di Falque. Purtroppo per noi, aspettando che il lucano arrivi ad una forma accettabile, lo spagnolo si è infortunato troppo presto…

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  7. user-13719128 - 2 mesi fa

    Ma questi il ritiro in Spagna l hanno fatto a Formentera?

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    1. Daniele abbiamo perso l'anima - 2 mesi fa

      Anche secondo me, da profano, questa squadra sarebbe adatta a giocare con tre attaccanti. Con un bel 4-3-3 o 4-3-1-2
      Ma noi siamo solo tifosi. Lasciamo lavorare i milionari professionisti o di professori milionari ?

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  8. Daniele abbiamo perso l'anima - 2 mesi fa

    Su Soriano resto ottimista perché ha qualità che nel nostro centrocampo servono come il pane.
    E Zaza che mi preoccupa: o meglio, mi preoccupa l’utilizzo che ne fa Mazzarri con il suo modulo. Praticamente lo tiene come un doppione di Belotti con il risultato che quando giocano insieme pare sia in campo solo un attaccante anziché due. E come se non bastasse pure quell’unico attaccante non viene servito quasi mai.
    Il nostro problema principale a mio avviso è questo: l’attacco, pressoché isolato dal resto della squadra.
    D’altronde parlano i fatti: 2 gol fatti in 6 partite dagli attaccanti, di cui uno su rigore … Se non è un problema questo allora non so cosa lo sia

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    1. Simone - 2 mesi fa

      D’accordissimo, aggiungerei che preoccupa che wm sperimenti zaza e gallo insieme contro il NA mentre col Chievo sembrerebbe che zaza parta dalla panchina.
      Ma un bel tridente con iago zaza gallo proprio no?

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