Zenit-Torino: alla scoperta dei Landscrona, gli ultras dello Zenit

Zenit-Torino: alla scoperta dei Landscrona, gli ultras dello Zenit

Verso Zenit-Torino/ Violenti, razzisti e xenofobi: ecco la parte più calda dei tifosi russi

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 Si chiamano Landscrona, e sono tifosi ‘accesi’, decisamente ‘accesi’. Sono gli ultras dello Zenit San Pietroburgo, la parte più calda della più calda tifoseria di Russia, e negli ultimi anni sono stati al centro di moltissimi scontri e controversie.

IL MANIFESTO DEL 2012 – Gli ultras dell’unica squadra di San Pietroburgo sono saliti agli onori della cronaca sul finire del 2012, quando hanno pubblicato sul loro sito web una specie di manifesto ideologico il cui ‘concetto’ (se così si può chiamare) principiale era riassunto nello slogan: “non c’è il nero tra i colori dello Zenit”. Il riferimento è facilmente intuibile: i Landscrona non vogliono giocatori di colore nella loro squadra (e neanche giocatori omosessuali). Loro però negano di essere razzisti e definiscono questo un atteggiamento in “difesa dell’identità culturale russa”. Precedenti simili risalgono già al 2004, quando alcuni tifosi russi avevano indossato magliette xenofobe in occasione della trasferta contro gli austriaci dell’ASKO Pasching. In una trasferta a Marsiglia erano comparse in curva persino delle maschere che richiamavano quelle del Ku Klux Klan. La curva dello Zenit è arrivata addirittura a condizionare la campagna acquisti della squadra: l’ex interista M’Vila è stato minacciato di morte e costretto a rifiutare il trasferimento a San Pietroburgo nel 2012. L’ex tecnico Advocaat ha ammesso che i tifosi in passato hanno fatto pressioni per far si che non venissero acquistati giocatori di colore. Ultimamente però la dirigenza è riuscita a svincolarsi da certi condizionamenti, acquistando a peso d’oro giocatori quali Witsel, Hulk e Rondon che sono diventati nonostante tutto tre dei cardini della squadra.

SCONTRI E INCIDENTI – Ma i supporters organizzati dello Zenit non sono famosi solo per le loro convinzioni politiche. L’elenco degli incidenti che hanno provocato e in cui sono stati coinvolti negli ultimi anni è lunghissimo. Nel 2008 furono protagonisti a Manchester, in occasione della finale di Coppa Uefa, di scontri con le forze dell’ordine e con i tifosi del Rangers Glasgow; il 17 novembre 2012 a Mosca lanciarono un petardo contro il portiere della Dinamo Anton Shunin provocando la sconfitta a tavolino della squadra; ad aprile avevano festeggiato la conquista del campionato russo invadendo il campo e dando vita a combattimenti contro la polizia. E poi ancora disordini a Milano in occasione della trasferta europea contro il Milan, mega risse con i tifosi dello Spartak Mosca, oltre a episodi di razzismo allo stadio come il lancio di banane verso i giocatori di colore.

L’INVASIONE CONTRO LA DINAMO NEL 2014 – Uno degli ultimi episodi violenti legati ai Landscrona e al tifo organizzato dello Zenit risale a meno di un anno fa. 11 maggio 2014, penultima giornata di campionato: lo Zenit primo in classifica e un passo dal titolo ospita la Dinamo Mosca. La squadra di Villas Boas è favorita ma perde clamorosamente 4-2, spianando la strada del titolo al Cska. I tifosi non ci stanno e a quattro minuti dalla fine della partita pensano bene di assieparsi ai bordi del campo e poi di invadere il terreno di gioco aggredendo anche uno sfortunato giocatore della Dinamo. Alla fine anche in questo caso viene assegnato alla squadra lo 0-3 a tavolino con l’aggiunta di una lunga squalifica del campo. Giovedì sera insomma ad attendere la squadra granata ci sarà un clima tutt’altro che tranquillo, e decisamente diverso da quello vissuto nella felice trasferta di Bilbao.

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