Zenit-Torino, gli schemi di Villas-Boas: trequartisti rapidi e solide punte di diamante

Zenit-Torino, gli schemi di Villas-Boas: trequartisti rapidi e solide punte di diamante

Verso Zenit-Torino/ Lo ‘Special Two’: 4-2-3-1 il modulo utilizzato, per una squadra che ha in Witsel, Hulk e Rondon la maggior qualità offensiva

Commenta per primo!

Ci siamo quasi, meno di quarantotto ore e il Torino di Giampiero Ventura sfiderà a San Pietroburgo lo Zenit di Andrè Villas-Boas. Il tecnico portoghese, di trent’anni più giovane di quello granata, è diventato nel 2011 il più giovane allenatore di sempre a vincere una competizione europea guidando il Porto alla conquista dell’ Europa League a soli 33 anni.  Cresciuto all’ombra di Mourinho come suo assistente ha ottenuto il soprannome di ‘Special Two’. Andiamo a cercare di scoprire meglio come gioca il suo Zenit.

SCHEMA COLLAUDATO – Arrivato in Russia nel marzo del 2014, il suo schema abituale è il 4-2-3-1, alternato talvolta con il 4-3-3 che quest’anno ha usato due volte in trasferte europee, contro il Bayer Leverkusen in Champions League (sconfitta per 2-0) e contro il Psv Eindhoven nei sedicesimi di Europa League, vincendo 1-0. Nelle tre partite disputate finora dopo la pausa invernale (una in campionato e due in Europa) i titolari non sono variati molto: in porta c’è Lodygin, sugli esterni Criscito (o talvolta Anyukov) e Smolnikov, centrali difensivi l’ex Siena Neto, Novo e l’argentino Garay, prelevato in estate dal Benfica dove lo scorso anno aveva segnato addirittura 8 gol. In mediana ci sono Witsel e Garcia, con Shatov che talvolta si abbassa nelle occasioni in cui il tecnico portoghese opta per il centrocampo a tre.

HULK+RONDON: CHE COPPIA – Il piatto forte dei russi è però l’attacco. La prima punta è Rondon, centravanti insostituibile per Villas Boas, che quest’anno lo ha schierato in campo in 30 partite su 32 stagionali, ottenendo in cambio 16 gol; nell’ultima partita di campionato, contro l’Ural, ha messo a segno una tripletta. L’altro pezzo da novanta del puzzle di Villas Boas è Hulk: l’ex vice di Mourinho lo schiera abbastanza indifferentemente a destra o a sinistra nel suo attacco, permettendogli così di avere lo spazio necessario per accentrarsi e far partirei suoi micidiali tiri verso la porta. Ma il nazionale brasiliano viene spesso usato anche come grimaldello per scardinare le difese avversarie e per permettere gli inserimenti degli altri attaccanti: per lui in stagione infatti in 31 partite sono arrivati 13 gol ma anche 12 assist. Un ultimo dato: insieme Hulk e Rondon hanno segnato la metà dei gol dei russi, 29 su 57.

JOLLY SHATOV – Se Hulk e Rondon sono i pericoli pubblici numeri uno, il jolly dello Zenit è però Oleg Shatov, 24enne russo cresciuto nell’Ural e approdato nel 2013 alla corte della squadra gestita dalla Gazprom. Sarebbe un centrale di centrocampo, ma per Villas-Boas è una specie di tuttofare: può essere usato come detto da terzo centrale quandola mediana è a tre, altrimenti viene avanzato nel trio di trequartisti potendo giocare indifferentemente a destra (come ha fatto nella sfida di ritorno con il Psv) o a sinistra (dove è stato schierato nell’ultima di campionato contro la sua ex squadra). Infine tra i ‘tradizionali’ titolari di Villas Boas c’è capitan Danny, arrivato nel  2008 subito dopo il successo della squadra di San Pietroburgo in Europa League. Pagato 30 milioni di euro si è subito sdebitando contribuendo con un gol alla conquista della Supercoppa Europea vinta quell’anno contro il Manchester United. Il suo allenatore lo impiega stabilmente come trequartista, anche se talvolta anche lui viene spostato sugli esterni, come capitato ad esempio nel match di andata dei sedicesimi di finale contro il Psv.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy