Zenit-Torino: il risveglio è brusco. Adesso attenzione ai contraccolpi

Zenit-Torino: il risveglio è brusco. Adesso attenzione ai contraccolpi

Zenit-Torino 2-0/ Qualificazione compromessa, pagata l’inesperienza

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Si è svegliato di soprassalto il Torino dal suo sogno europeo: a San Pietroburgo arriva la seconda sconfitta in questa Europa League dopo quella contro l’Hjk nei gironi. Al ritorno servirà un’impresa, ma adesso la prova di maturità sarà non cedere in campionato.

TAPPE DI UN PERCORSO – Contro lo Zenit il Torino ha pagato la poca abitudine a giocare a questi livelli. Nessuno può sapere cosa sarebbe successo se Benassi non si fosse fatto cacciare, ma è chiaro che restare in 10 dopo mezz’ora ha stravolto i piani della squadra di Ventura, impedendo ai granata di poter realmente competere con un avversario già favorito alla vigilia. Nel processo di crescita europeo batoste come queste sono fisiologiche. Prima di poter arrivare stabilmente ai piani alti del calcio continentale bisogna cadere e rialzarsi più volte. Imparando sulla propria pelle quando diverso sia il ‘clima’ delle partite di coppa rispetto a quelle della nostra serie A. Il cammino del Toro in questa Europa League è comunque, già da ora, degno solo di tantissimi applausi.

VIETATI CONTRACCOLPI – Per poter far fruttare in futuro l’esperienza maturata nella trasferta in Russia però servirebbe non aspettare altri vent’anni prima di tornare a giocare in Europa. Per questo la partita contro la Lazio di lunedì sera assume una dimensione molto importante. Il Toro infatti deve tornare ad essere quello pimpante ed cinico della serie di 12 risultati utili consecutivi. Il passo falso di Udine è stato dettato solo da un calo di concentrazione e di motivazioni, adesso bisogna però evitare che le tossine della sfortunata campagna di Russia si riversino sulla partita contro la Lazio, complicata già dal fatto di trovare i biancocelesti nel miglior momento della propria stagione, e lanciatissimi nella volata all’Europa dei grandi.

MISSIONE RITORNO – Pensando alla partita di ritorno la domanda è una: tutto finito? Non è detto. Chiaro, servirebbe un’impresa da leggenda, ma la carica mostrata da Glik nel dopo gara fa sperare che il Toro proverà all’Olimpico a dare battaglia fino in fondo. Il pubblico caldo di Torino e la consapevolezza di non avere ormai più nulla da perdere possono aiutare. Sarà fondamentale però ritrovare la difesa solida e invalicabile di qualche settimana fa, non quella un po’ troppo distratta delle ultime partite, anche perché subire un gol in casa a questo punto sarebbe davvero la pietra tombale sulle ambizioni granata. Nota positiva: lo Zenit in trasferta quest’anno ha già perso due volte per 2-0, contro il Bayer Leverkusen e il Monaco in Champions League, un piccolo appiglio a cui aggrapparsi per giovedì prossimo. Il primo obiettivo dovrà essere quello di uscire dal campo avendo dato tutto, se questo avverrà tutto lo stadio non esiterà a tributare ai giocatori granata il giusto omaggio, quale che sia il risultato finale della partita.

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