Zenit-Torino, sfida Martinez-Rondon: tutto rimandato al ritorno

Zenit-Torino, sfida Martinez-Rondon: tutto rimandato al ritorno

Post Europa League / Il tanto atteso confronto diretto tra i due venezuelani dura meno di mezz’ora a causa dell’inferiorità numerica patita dai granata

Era il derby tutto sudamericano, il derby vinotinto, il duello più atteso sugli spalti del “Petrovskij”, ma il destino, con un piccolo aiuto dell’arbitro De Sousa, ha voluto che questo scontro non dovesse avvenire per intero. Infatti la sfida venezuelana tra l’attaccante dello Zenit Rondon e quello granata Martinez, ha avuto luogo solo per mezz’ora circa, troppo poco perché si avessero i giusti parametri per giudicarli a pieno. Infatti con l’espulsione di Benassi, poco prima della mezz’ora, Ventura è stato costretto a togliere l’attaccante per rinfoltire il centrocampo rimasto orfano del centrocampista in comproprietà con l’Inter. 

CONFRONTO IMPARI – La sfida, se così si può definire, è stata del tutto impari visti i pochi minuti giocati dal giocatore del Torino rispetto all’intero match disputato da quello dello Zenit. C’è da dire però che l’attaccante dei russi pronti-via si è subito reso pericoloso con un tiro che Padelli mette in corner con i piedi. Dalla sua, invece, Josef corre tanto e si impegna molto, ma non riesce a piazzare alcun pallone giocabile e il cambio anticipato gli vale il senza voto in pagella.

RONDON NON INCIDE – Rimasto senza il connazionale a contendersi la palma di miglior attaccante, il centravanti dei russi sembra spegnersi per il resto del match e dopo la fiammata iniziale non si vede più quasi mai. L’unica altra occasione in cui si rende protagonista è un gol messo a segno a fine primo tempo annullato, però, perché viziato da posizione di fuorigioco. Poi, complice sia l’inferiorità numerica avversaria che il doppio vantaggio maturato, lo Zenit abbassa i ritmi non spingendo più tanto sull’acceleratore e lui ne risente particolarmente sparendo per quasi tutto il secondo tempo.

Dunque tutto rimandato alla sfida di ritorno, con la speranza che la delusione del cambio forzato, si trasformi in grinta e cattiveria sotto porta per Martinez. Permettendogli di prendersi la rivincita nella sfida con il connazionale.

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