Zenit-Torino: Villas Boas prepara il 4-2-3-1, Hulk scalda i motori

Zenit-Torino: Villas Boas prepara il 4-2-3-1, Hulk scalda i motori

Verso Zenit-Torino / Lo schieramento tattico dovrebbe essere il 4-2-3-1, marchio di fabbrica dell’allenatore portoghese. Scalpita Hulk dopo l’iniziale panchina in campionato

 

Manca sempre meno alla sfida del Petrovskij tra Zenit e Torino. L’attesa è palpabile, e le due squadre stanno ultimando gli ultimi accorgimenti prima del match di giovedì sera.

MODULO SPREGIUDICATO – Il credo di Villas Boas, e dunque di conseguenza quello dell’intera squadra, si rispecchia nel super offensivo 4-2-3-1 con il quale lo Zenit si è presentato praticamente sempre durante la stagione. Gli out bassi dovrebbero essere consegnati a Smolnikov e Criscito, che graniscono fluidità sulle fasce, mentre a centrocampo spazio all’ex Manchester City Javi Garcia con il belga Witsel. Lì davanti, poi, Rondon favorito su Kerzhakov, mentre la linea dei trequartisti dovrebbe essere composta da Danny, Shatov e naturalmente dalla stella della squadra, il brasiliano Hulk.

IL BRASILIANO “GIAPPONESE” – Al secolo Givanildo Vieira de Souza, calcisticamente noto come Hulk, è forse il giocatore più temibile nella formazione di Villas Boas, che l’ha infatti lasciato fuori dall’11 titolare nella gara di campionato del 7 marzo contro l’Ural. Le sue reti, in 17 partite di campionato sin qui disputate, sono già 8, a cui si devono aggiungere le due marcature con il Psv Eindovhen nei sedicesimi di Europa League e la rete segnata nella fase a gironi della Champions. Dopo essere cresciuto in Brasile, nel 2005, a soli 19 anni l’attaccante accetta l’offerta del Kawasaki Frontale, e si trasferisce in Giappone, dove rimarrà fino al 2008. Durante quell’estate, verrà prelevato dal Porto, dove Hulk esploderà definitivamente fino a diventare il giocatore che è adesso.

Uno Zenit, dunque, che ospita il Torino con tutte le intenzioni di non rendere piacevole la trasferta russa degli uomini di Ventura. Sulla carta, effettivamente, la squadra di San Pietroburgo parte favorita, ma ancora una volta, sarà il campo a parlare.

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