2016 review, Dicembre: le pesanti sconfitte nel derby e a Napoli, poi la rinascita

Il resoconto annuale / Dalla sconfitta contro la Samp alla duplice disfatta nel Derby della Mole e al San Paolo. Dopo la rinascita contro il Genoa

Dopo il filotto positivo del mese di novembre, per il Torino, dicembre, non è stato altrettanto florido dal punto di vista delle vittorie. Quest’ultimo può definirsi anche il mese di una breve depressione: mese nel quale sono arrivate delle pesanti sconfitte, che hanno segnato temporaneamente l’umore dei ragazzi granata, i quali, arrabbiati e vogliosi di rivalsa, hanno tradotto i loro sentimenti di vendetta in campo con una semplice vittoria contro il Genoa di Juric nell’ultima partita dell’anno solare, sempre grazie al solito Andrea Belotti, l’unica nota positiva di questo disastroso dicembre.

Questo mese si è aperto con un’ insidiosa trasferta in quel di Genova, al Marassi contro la Sampdoria del tecnico Giampaolo. Una squadra che stava comunque attraversando un ottimo periodo di forma e che è arrivata alla  partita contro il Torino molto carica e vogliosa di conquistare questi tre punti. Sampdoria-Torino è stata soprattutto una sfida tattica: una buona difesa blucerchiata contro il tentativo di sbloccare il match con una bella giocata da parte del tridente offensivo granata. Ad averla vinta però è stata la retroguardia di Giampaolo, capace di mettere in gabbia il serbo Adem Ljajic e di stoppare la furia di Belotti. Più fortunosi, ma non per questo meno bravi, gli autori delle due uniche reti del match: Barreto e Schick, che, con una discreta prestazione, hanno confermato nuovamente la solidità della squadra ligure e congelato il risultato sul 2-0 per i padroni di casa.

La sconfitta contro la Samp doveva servire da benzina per incendiare ancor di più il fuoco della vendetta, utile poi nel match successivo contro la Juventus, ma nulla di tutto ciò è sembrato rendersi utile alla squadra granata: anzi, la sconfitta contro i liguri ha soltanto peggiorato le cose, inaugurando di fatto un filotto negativo di tre partite. Contro i bianconeri nel Derby della Mole è infatti arrivata la seconda sconfitta del mese di dicembre. Una partita da cardiopalma, con il Torino che è passato in vantaggio grazie ad un’ inzuccata nella prima metà di gara di Belotti, poi però raggiunto dalla furia e il talento di Higuain: sempre pronto a mietere vittime dopo vittime con la sua super potenza. Un eroe del gol, anche se non amato proprio da tutti – causa adulterio in quel del San Paolo -, ma nonostante ciò, il segno in maglia bianconera, pian piano, lo sta lasciando. Certe partite, come da legge del calcio, le decidono proprio i campioni ed ironia della sorte, al 92′, a chiudere i conti definitivamente ci ha pensato Miralem Pjanic, facendo crollare tutte le certezze di mister Mihajlovic. Delle scelte, le sue, anche discutibili ma di certo non è stato lui il caprio espiatorio di questo periodo nero.

La terza partita del mese di dicembre è stata giocata contro il Napoli al San Paolo: trasferta complicata, quasi impossibile vincere tra le mura della casa degli azzurri, soprattutto con un Mertens così in forma da incutere paura anche in quel di Madrid in vista della Champions League. La partita era già scritta, per il Torino è stato quasi impossibile piegarsi alle leggi del football scritte – in linguaggio breriano – dalla dea Eupalla: dinanzi alla fortezza del Napoli di Sarri il Torino si è arreso, ma con onore, lottando minuto dopo minuto, non mollando mai nemmeno un centimetro. Il risultato finale ne è infatti un’ empirica prova: un 5-3 sudato e ricercato fino al triplice fischio dell’arbitro Doveri. A volte però, per capire determinati concetti, si è costretti a rompersi: le tre sconfitte consecutive dei granata hanno fatto infuriare l’intero ambiente e di conseguenza, nell’ultima partita del 2016, il Toro è stato costretto a portare a casa i tre punti, contro il Genoa di Juric. Aspettative rispettate e mese di dicembre chiuso con un +3 in classifica, lanciando un chiaro segnale all’intera classifica, soprattutto alle pretendenti per un posto in Europa.

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