Almanacco

Almanacco

Nessuna squadra al mondo ha la Storia che ha il Toro. Storia di cui vorremmo somministrarvi ogni mattina una pillola, legata alla data del giorno stesso, con l’Almanacco.
Speriamo di proporvela mettendovi anche al corrente di qualche curiosità in più; in ogni caso, dopo aver assunto la pillola, si potrà iniziare la propria giornata nel mondo con una piccola dose di orgoglio in più…

di Redazione Toro News

Nessuna squadra al mondo ha la Storia che ha il Toro. Storia di cui vorremmo somministrarvi ogni mattina una pillola, legata alla data del giorno stesso, con l’Almanacco.
Speriamo di proporvela mettendovi anche al corrente di qualche curiosità in più; in ogni caso, dopo aver assunto la pillola, si potrà iniziare la propria giornata nel mondo con una piccola dose di orgoglio in più…


8 Aprile 1974: muore Ferruccio Novo.
L’uomo che costruì la squadra più forte del mondo, e la più forte italiana di sempre, scompare in faccia al Mar Ligure in questa data. E’ da tempo un uomo dagli occhi velati di tristezza, da un quarto di secolo; da quando, il 4 Maggio 1949, morirono tutti i suoi “figli”, a Superga, in quell’incidente cui lui sopravvisse causa una semplice indisposizione che gli vietò, una volta tanto, di salire sull’aereo della squadra.. In seguito perderà il fratello e la moglie, e non sarà più quello di prima.
E pensare che -non tutti lo sanno- quando avvenne il disastro aereo lui era addirittura il ct della Nazionale: l’anno successivo avrebbe dovuto guidare, ai Mondiali che riprendevano dopo la guerra, in Brasile, una compagine azzurra che sarebbe stata fatta al 90% proprio dai “suoi” ragazzi granata. Invece lascerà subito l’incarico, per tentare l’impossibile missione di “rifare” il Grande Torino.

Ma prima, prima di questo addio triste e di quegli ultimi anni malinconici… Prima, Ferruccio Novo era stato un dirigente brillante quanto forse non se ne sono più conosciuti. Entrato giovanissimo nello staff del Torino, dove aveva cercato di giocare ma senza successo, ne divenne presidente all’età di 42 anni ricevendo l’investitura dall’ingegner Cuniberti, che ne comprese l’abilità. Lui, giovane rampollo della borghesia torinese, “giuseppino” (aveva frequentato il celebre collegio San Giuseppe), aveva sempre amato in maniera smodata il football; quando arrivò al comando del club granata, il fratello Mario si assunse tutto il carico di lavoro dell’azienda di famiglia (Cinghie Antonio Novo) cosicché lui potesse dedicarsi anima e corpo a ciò in cui riusciva meglio.

Novo é astuto, fa firmare ai ragazzi contratti che garantiranno l’esenzione dai fronti più pericolosi della guerra; é coraggioso, nascone Ernesto Egri Erbstein e famiglia per lungo tempo; é intelligente, si attornia dei più validi collaboratori e li ascolta; é decisionista, perché poi alla fine fa come vuole lui. E ha ragione: perché, di calcio, ne capisce come pochi.
Tutti i migliori vivai d’Italia “servono” il Torino, grazie anche e soprattutto a Vittorio Pozzo, e questo dice chiaramente che i successi dei granata sarebbero durati per anni, forse per sempre, senza la tragedia che spezzò, se non biologicamente di certo interiormente, la vita del più grande presidente della storia del Toro.

Ferruccio Novo
Nato a Torino il 22 Marzo 1897, scomparso ad Andora (IM) l’8-4-1974
Presidente del Torino dal 1939 al 1953

Ferruccio Novo

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