Con gli occhi della tigre si vince

Alzi la mano chi si aspettava una prestazione del genere
dopo la partita contro il Livorno.

Eppure le formazioni scese in campo non differivano di
molto, solo due elementi del Toro che ha battuto il Grosseto non erano
nell’undici di partenza di venerdì scorso: Rivalta e Di Michele; a mio avviso i
migliori in campo.

Rivalta ha dato alla difesa quella sicurezza…

di Redazione Toro News

Alzi la mano chi si aspettava una prestazione del genere dopo la partita contro il Livorno.

Eppure le formazioni scese in campo non differivano di molto, solo due elementi del Toro che ha battuto il Grosseto non erano nell’undici di partenza di venerdì scorso: Rivalta e Di Michele; a mio avviso i migliori in campo.

Rivalta ha dato alla difesa quella sicurezza e tranquillità che lo stralunato Pratali di questi tempi non può dare, mentre DDM è semplicemente il giocatore migliore che ha vestito la maglia del Torino Fc. Peccato non averlo potuto ammirare completamente due anni fa a causa prima della squalifica poi dell’infortunio e poi delle scelte dell’allenatore che gli preferiva i suoi pupilli individualisti Recoba e Rosina anche perché non poteva schierare in campo undici Zanetti come avrebbe voluto in cuor suo. Lo scorso anno poi la mancanza di stima e fiducia reciproca con l’altro allenatore hanno fatto si che dopo averci regalato il passaggio in coppa contro il Livorno prendesse la strada dell’Inghilterra. Quest’anno si è calato nella parte con la giusta mentalità, è stato responsabilizzato con la fascia di capitano che per il momento sta onorando nelle parole e nei fatti.

Il Toro visto oggi mi è piaciuto per l’atteggiamento messo in campo, per il sangue negli occhi che i ragazzi di Colantuono avevano ogni qual volta erano chiamati a conquistare palla e a giocarla.

Con un esempio di allenatore simile probabilmente è più facile giocare con gli occhi della tigre e oggi si è visto; in fase di non possesso il Torino ha sempre occupato il campo in maniera intelligente ed ha recuperato tantissimi palloni sia per atteggiamento collettivo che individuale.

Avevamo sempre detto tutti che se il Toro giocava con la mentalità giusta, la cifra tecnica superiore gli avrebbe garantito certamente un buon numero di vittorie; e col Grosseto è stato così.

Le ricerca continua del gioco, il movimento senza palla si vedono sempre con maggiore frequenza, non siamo il Barcellona e nemmeno arriveremo a giocare come loro, ma le tre azioni dei gol e un paio di altre fallite per poco sono da applausi. Il resto migliorerà ma mi par di vedere che siamo sulla buona strada, tanti passaggi rasoterra di fila conquistando campo non li avevo mai visti nella storia del Torino Fc. Questo non vuol dire che giochiamo bene o che siamo arrivati al massimo, vuol dire che si stanno poggiando la basi per costruire una squadra vincente.

Spero che questa prestazione possa suggerire una riflessione ai giocatori non impegnati stasera. A Dzemaili di rimanere perché così può giocare in una squadra dove tutti danno l’anima e non come lo scorso anno dove spesso era il solo. Invece spero che dia la forza a chi gioca senza cuore di avere il coraggio di chiedere di essere ceduto o di risolvere il contratto, sarebbe un bell’atto di onestà nei confonti propri e nei confronti della gente del Toro e dei compagni che ci mettono gli attributi.
Non metto i nomi anche perché tutti quelli che leggeranno l’articolo ne avranno almeno 5 da indicare…

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