Dica 33 … e il Toro risponde!

Dopo un pareggio spesso ci si interroga se si tratta di un punto guadagnato o di due punti persi, la partita di stasera mi fa dire che si tratta di un punto meritato e che obiettivamente e oggettivamente i granata stasera non erano in grado di raccoglierne di più se non con l’aiuto della fortuna (o degli arbitri come capita troppo spesso a una squadra bianconera che gioca in serie B)
Stasera il Toro è apparso molto ordinato…

di Redazione Toro News

Dopo un pareggio spesso ci si interroga se si tratta di un punto guadagnato o di due punti persi, la partita di stasera mi fa dire che si tratta di un punto meritato e che obiettivamente e oggettivamente i granata stasera non erano in grado di raccoglierne di più se non con l’aiuto della fortuna (o degli arbitri come capita troppo spesso a una squadra bianconera che gioca in serie B)
Stasera il Toro è apparso molto ordinato in fase di non possesso, ha chiuso perfettamente tutti i varchi e recuperato molti palloni grazie all’organizzazione difensiva, unico errore, se di errore si tratta è la carambola sfortunata che ha portato al gol dei padroni di casa. Su tutti sono emersi i due centrocampisti De Vezze e De Feudis ma  anche Lazarevic e i quattro difensori hanno spesso interrotto le azioni patavine.
Dove ha latitato, il Toro, è stato in fase di possesso palla, sia quando c’era da ripartire che quando c’era da finalizzare. Sono stati fatti parecchi errori in fase di impostazione, errori di passaggi in uscita che hanno permesso al Padova di creare situazioni di gioco pericolose e buon per i granata che a turno Rivalta e Di Cesare ma sopratutti Ogbonna ci hanno messo delle pezze importanti con recuperi eccezionali. In fase conclusiva invece a parte il super gol di Bianchi quasi tutti sono stati al di sotto delle attese a partire da Belingheri che è parso poco combattivo in fase di non possesso oltre a non incidere mai quando la palla l’aveva lui o i compagni, per poi proseguire con Sgrigna che tolta l’azione sul finire del primo tempo quando la schiena di Cesar ha rimpallato un suo tiro destinato al gol, non è mai riuscito a far emergere le sue doti tecniche superiori alla media e per finire Gasbarroni che nel secondo tempo non è riuscito a cambiare la partita come solo lui sa fare.
Queste considerazioni sui reparti e sulle diverse fasi di gioco mi hanno fatto trarre la conclusione che il Torino oggi non sia in salute come lo era prima della sosta, i motivi spero siano da ricercare nel fatto che il periodo della sosta natalizia sia stato usato dal preparatore per aumentare le capacità fisiche di lunga durata a scapito della forza e della brillantezza che dovranno emergere del mese di marzo in poi.
Oggi i granata non avevano la forza per mettere sotto l’avversario come hanno fatto spesso nelle altre partite della serie positiva soprattutto in casa, la partita di oggi per certi versi è assomigliata molto a quella di Grosseto…primo non prenderle, poi se ce la facciamo cerchiamo di vincerla; dimostrazione è che appena subito il gol il Torino ha spinto sull’acceleratore e Bianchi alla terza occasione in sei minuti è riuscito a pareggiare.
Probabilmente Lerda aveva impostato così la gara e la scelta, azzeccata, di schierare Rivalta né è la controprova, poi una volta che Calori ha reso più offensivo il Padova anche il mister di Fossano ha reso più offensivo il Torino cercando così di sorprendere l’avversario, forse anticipando di qualche minuto le sue reali intenzioni. Ne è uscito un secondo tempo meno bloccato e più piacevole.
Siamo in pieno mercato, anche se il Toro per il momento ha fatto solo movimenti in uscita, e ribadisco che con un paio di innesti per reparto il Torino sarà altamente competitivo per raggiungere l’obiettivo finale, uno di questi innesti però deve essere fatto rapidamente ed è quello dell’esterno di centrocampo per permettere così a Sgrigna di giocare dietro Bianchi in modo da essere più pericolosi di adesso. Per essere competitivi però non si dovrebbe rinunciare ad Ogbonna che partita dopo partita dimostra sempre di più il proprio valore a meno che la somma incassata (che a mio parere deve essere più vicina ai 10 che ai 5 milioni) non venga reinvestita totalmente in acquisti di pari spessore.

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