Fila! Fila! Fila!

“Pietas granata” è uno spazio ospitato sulle pagine di TN e realizzato da tifosi facenti parte del direttivo del Centro Coordinamento Toro Clubs, aperto con l’obiettivo di creare un confronto tra chi scrive e tutti gli altri tifosi che leggessero. Gi autori si offrono infatti di condurre un dialogo aperto anche attraverso i commenti a pié di pagina; sarà pertanto possibile chiedere, osservare, …

di Redazione Toro News

“Pietas granata” è uno spazio ospitato sulle pagine di TN e realizzato da tifosi facenti parte del direttivo del Centro Coordinamento Toro Clubs, aperto con l’obiettivo di creare un confronto tra chi scrive e tutti gli altri tifosi che leggessero. Gi autori si offrono infatti di condurre un dialogo aperto anche attraverso i commenti a pié di pagina; sarà pertanto possibile chiedere, osservare, affermare e anche criticare. Senza offese, illazioni e post incivili in generale, naturalmente.

 

Come, Tora! Tora! Tora! Grido di battaglia lanciato nell’etere, dopo settimane di silenzio radio, dalla flotta giapponese per avvisare la patria dell’inizio dell’attacco a Pearl Harbor.

Qualcosa di infinitamente meno cruento, ma di altrettanto dirompente, è quello che aspetta tutti noi d’ora in avanti, riguardo al Fila.

Nel primo caso, un piccolo Paese che attacca (seppur a tradimento) la più grande potenza militare, navale e industriale del mondo. Nel nostro caso, la Gente Granata, nel fulgore della luce del sole, che si lancia nella ricostruzione di quella che è la sua stessa icona, il Fila.

In entrambi i casi si tratta di una sfida immane, una sfida che ad una analisi aprioristica potrebbe sembrare addirittura impossibile. Ma è proprio l’enormità della sfida che ci attende a rendere ancora più stimolante il tentare di portarla a termine con successo.

La ricostruzione del Fila, oltre che portare a far risorgere quello che nell’immaginario di ciascun tifoso granata è un tempio, il Tempio. Rappresenta anche la più grande occasione per unire la Gente Granata sotto ed intorno ad un simbolo che la accomuna per intero e che non permette di porre alcun distinguo.

Attraverso la ricostruzione del Fila sarà possibile ricostruire la stessa tifoseria Granata, frustrata, delusa, quasi smembrata da anni di delusioni. Lo sforzo per addivenire alla costituzione della Fondazione Filadelfia ed alla ricostruzione dello stadio, diventa quindi il banco di prova per dimostrare che i tifosi del Toro sono capaci di ricostruire loro stessi, oltre che il loro stadio.

Il momento è topico, gli anni di lavoro del Tavolo del Filadelfia hanno messo in piedi uno Statuto di amplissima garanzia, la Città di Torino conferirà il terreno e ha ribadito la disponibilità a conferire i 3,5 milioni di euro messi a bilancio. La presa di posizione della Regione Piemonte, con la promessa di conferire dai 2 ai 3 milioni di euro, ha positivamente sparigliato le carte rendendo più semplice l’azione dei tifosi per stringere al massimo i tempi per costituire la Fondazione. Inoltre, la partecipazione della Provincia di Torino, con 500.000 euro e delle Fondazioni bancarie San Paolo e Unicredit, coinvolte dalla Regione, per 2 milioni di euro ciascuna, insieme a Comune e Regione, potrebbero apportare quasi tutto il capitale necessario alla ricostruzione.

L’incontro del 21 gennaio in assessorato ha portato a definire un calendario serrato di eventi che porteranno alla costituzione della Fondazione Filadelfia, davanti al notaio, intorno al 15 marzo prossimo. Da questo momento in poi la Fondazione potrà iniziare a lavorare, per farlo avrà bisogno della partecipazione di tutti i tifosi Granata, non solo con il contributo economico che vorranno dare, ma anche e soprattutto, prioritariamente, con la loro presenza compatta e pressante al fine che gli Enti coinvolti possano portare a termine i loro impegni nella direzione giusta e restituendo, non solo al Toro, ma a Torino e all’Italia stessa un simbolo che proditoriamente gli era stato cancellato.

Se si arrivasse alla ricostruzione il merito sarà principalmente dei tifosi, che hanno spinto e pregato, implorato, urlato e minacciato per arrivare dove siamo oggi e che dovranno farlo ancora, amplificato all’ennesima potenza, nei prossimi mesi perché il risultato venga conseguito. Se si arriverà alla ricostruzione, il merito non sarà solo di chi, in qualsiasi forma vi ha partecipato, ma sarà di ogni singolo tifoso del Toro, senza distinzioni, per il solo motivo di essere Granata e quindi parte di un tutto.

E il Torino FC? Al momento il Torino non ha ancora confermato la sua volontà di entrare in Fondazione. Dopo anni al Tavolo, nel corso di recenti interviste, Cairo ha affermato che il Fila è troppo piccolo e non adeguato, mettendo fortemente in dubbio la sua partecipazione.

Ogni tifoso del Toro non può che auspicare che il Torino sia parte attiva nella Fondazione per la ricostruzione del Fila. Ma l’eventuale assenza di Cairo non può e non deve essere, in nessun modo, un ostacolo alla ricostruzione del Fila. Anche se decidesse di non partecipare alla Fondazione, Cairo presto o tardi (speriamo presto), non sarà più il presidente del Toro. Siamo sicuri che un qualsiasi presidente lungimirante avrebbe ben chiaro che il Fila non può prescindere dal Toro e il Toro non può (potrà) prescindere da un Fila ricostruito.

Speriamo che anche Cairo dimostri, almeno una volta, questa lungimiranza.

Ottavio Sessa

 

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