archivio toro news

I giorni della nostalgia

di Silvia Lachello




Venerdì 17 dicembre 2010

Caro Diario,

è venerdì.
Venerdì diciassette.
E quindi?
E quindi domani...

Redazione Toro News

di Silvia LachelloVenerdì 17 dicembre 2010Caro Diario,è venerdì.Venerdì diciassette.E quindi?E quindi domani c’è la partitaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!Sabato 18 dicembre 2010, Torino-Empoli 2-1Caro Diario,e nove: molto bene.Alla fine del Primo Tempo stavo per andarmene: il gelo stava per prendere il sopravvento anche sulle mie facoltà mentali.E invece no: son rimasta lì.Sai, il pensiero di me che tornavo a casa mi faceva sentire incompleta e visto che l’umore già non era dei migliori, ma ti spiegherò meglio dopo, pensare di dover gestire la mia incompletezza, oltre al malumore, era pungolo sufficiente a farmi rimanere lì al mio posto.Il mio posto.Mio.Certo che le maglie Granata sono belle, eh?Quando le vedo lì, sul campo verde, quando le vedo... oh be’, il mondo pare essere più accettabile.Domenica 19 dicembre 2010Caro Diario,ieri, prima della partita, si parlava di Capodanno.Per Nives l’anno inizia il Primo Gennaio, per Walter il Primo Settembre, per me il Primo Novembre.Ognuno di noi aveva/ha ragione, si tratta solo di punti di vista perfettamente conciliabili fra loro, ma non eravamo alla ricerca della ragione: ci stavamo comunicando qualcosa.Non so bene che cosa, ma qualche cosa era sicuramente...Solo che il mio tono di voce era particolarmente secco, parlavo digrignando i denti.Vai a capire che tipo di fantasma fosse andato ad insinuarsi nelle crepe... nelle crepe di me medesima.Mi sentivo come si sentirebbe un muro antico nel percepire l’aumento di volume dell’acqua, che si fa ghiaccio, infiltrata fra i propri mattoni.Beato il muro: nulla sente, nulla, nulla.Maledetta me: il nulla sentivo, il nulla, il nulla.Avevo solo tanta voglia di fuggire, di essere lontana da lì, in un altro luogo, possibilmente senza altri esseri umani - me compresa - nei dintorni.Nives, Walter... è sempre una gioia infinita incontrarli, sempre. Mi dispiace essere digrignante senza motivo quando l’occasione non lo richiede, mi dispiace molto...Ero intollerante, intollerante verso tutto e verso tutti.Infastidita.Guardavo la partita in silenzio e cercavo di essere indifferente al freddo.Tra l’altro: boia fauss, che freid!Ho esultato, lo ammetto, ho esultato quando è stato il momento per farlo, ma ho avuto la chiara percezione di averlo fatto in maniera automatica, proprio come avrebbe fatto uno dei cani di Pavlov.Un riflesso condizionato, nient’altro che un riflesso condizionato.Ero priva di gioia, totalmente priva di quella gioia che conosco, che conosco bene, priva di quell’amore incondizionato di cui mi faccio vanto.Che esperienza strana essere una me sconosciuta dentro di me.E poi è scattato qualcosa, uno dei tanti click che mi partono da dentro e riescono a trasformare il senso di marcio interiore in un nuovo senso di marcia.Vuoi sapere quando è successo?Quando ha segnato l’Empoli.Anzi: quando ha segnato l’Empoli e si è levato il borbottio classico: “Lo sapevo che andava a finire così...”Lo sapevo che andava a finire così?Ma che cosa min§#ia significa “Lo sapevo che andava a finire così...”???La tua squadra vince e dici “Lo sapevo che andava a finire così...”???La prossima volta strappati anche i capelli, piantati due chiodi nei gomiti, fatti qualche taglio sulle gambe e versaci sopra del sale e altre amenità del genere, va’: magari ti affliggerai per un motivo reale, e NON perché la tua squadra sta... vincendo.Io, piccola creatura di qualche utilità (non so quale, ma sicuramente avrò pure io il mio bel senso d’esistere), non ho gradito il gol dell’Empoli, è ovvio e scontato, ma è bene sottolinearlo.E mi domando, anzi: lo domando a te, mio ignoto vicino di seggiolino, proprio a te: che gusto provi a dare per scontato che dobbiamo per forza, sempre, immancabilmente, eternamente, PERDERE?Neppure a me piace perdere, sia chiaro, il masochismo non fa parte del mio essere... ma checcavolo: stai vincendo? Goditi il momento.Goditi il momento e... provo a dirtelo con poche parole: non è con il tuo “Lo sapevo che andava a finire così...” che porterai la squadra ad allontanarsi dalla propria area.Magari un “Forza Toro!” potrebbe sortire effetti differenti.Anche dentro di te.Sto divagando... ti dicevo che mi è scattato un click.Ho smesso di digrignare e sono uscita dal silenzio.E sai una cosa? Mi sono sentita bene, davvero bene, nel mandare affanculo Pavlov e i suoi orrendi esperimenti che con me, ha-haaaa!, non avrebbero sortito alcun effetto, perché io - come dice mia figlia (sei anni) sono del Toro e noi del Toro non ci arrendiamo mai.E vuoi sapere un’altra cosa? Amo essere di malumore, di quando in quando, perché mi aiuta - dopo - a vedere tutto da una prospettiva più ampia e ad aprire bene gli occhi, questi occhi che continuano ad avere sete di Toro, e quando il Toro sembra essere un pensiero e/o un sentimento lontano, click: eccolo lì, esattamente dove deve essere.E’ lì ed è il Toro.Anche quando è Torello, anche quando è Torino, anche quando è Vitellino.Martedì 21 dicembre 2010Caro Diario,Solstizio d’Inverno e Eclissi di Luna in contemporanea... e poi la gente mi chiede perché ho sempre il raffreddore: succede a chi sta spesso al freddo con il naso in su a guardare verso il cielo ed in quel cielo vede qualcosa ed è una qualcosa così grande che viene da sorridere e ci si sente in pace con l’universo mondo e i malumori se ne vanno e ci si sente puliti e leggeri e pronti, di nuovo pronti ad affrontare tutto e il contrario di tutto.A voler essere retorici (yes, yes, yes: I love to mouth rhetoric) ci si sente proprio del Toro, ci si sente del Toro una volta in più: si chiama “Aggiungere nuove parti all’Infinito” ed è una specie di gioco.Anzi, no: riusciamo a farlo con la stessa facilità con cui facciamo un gioco, ma non è mica tanto facile da fare!Solo che NOI siamo bravi, ce la sappiamo cavare, risorgiamo continuamente e sappiamo inventare sempre nuovi modi per vivere.Poi ti devo raccontare che nelle prossime settimane senza il Toro, farò scorpacciate di musica, film e libri, senza fare indigestione, e che il Toro mi mancherà.Strana la vita, eh? Bella la vita, sì. E il Toro? Il Toro... be’, non adesso, non adesso: il Toro.Cari Tutti,ci si rivede intorno al 12 gennaio.Vi auguro di trascorrere le incombenti festività nutrendovi: di musicafilmlibri come farò io, di affetti, di ricordi, di riposo, di malinconia, di rabbia, di risate, di voi stessi, di VITA.Un abbraccio Granata più forte del solito a chi, ANCHE durante questo anno, ha sopportato le mie mattane, mi ha dato il coraggio quando mi è mancato, ha voluto condividere qualche cosa di me senza pretendere che io fossi diversa da come sono: la mia gratitudine per voi è infinita e spero di essere riuscita a restituirvi almeno un undicesimo di ciò che mi avete donato.Infine... GRAZIE al Toro: lui sa perché ;-)All’anno prossimo e sempre sempre sempre FORZA TORO!