”Il doping si combatte informando”

di Ferrini/Rosso

 

Concludiamo l’esclusiva inchiesta sul doping con un’intervista a Maurizio Ferrini, specialista in Medicina dello Sport, Ortopedia e Traumatologia e Responsabile del Servizio di Medicina dello Sport A.U.S.L della Valle d’Aosta. Con il Dott. Ferrini, che è stato il nostro punto di riferimento medico nel corso dell’intera inchiesta, abbiamo affrontato il problema doping…

di Redazione Toro News

di Ferrini/Rosso

 

Concludiamo l’esclusiva inchiesta sul doping con un’intervista a Maurizio Ferrini, specialista in Medicina dello Sport, Ortopedia e Traumatologia e Responsabile del Servizio di Medicina dello Sport A.U.S.L della Valle d’Aosta. Con il Dott. Ferrini, che è stato il nostro punto di riferimento medico nel corso dell’intera inchiesta, abbiamo affrontato il problema doping a 360°, partendo dal quesito principale: come si può definire, medicalmente, il doping?
Il doping è la somministrazione a un soggetto sano, o l’utilizzo da parte sua con qualsivoglia modalità, di una sostanza estranea all’organismo o di sostanze fisiologiche in quantità e per una via anormale, allo scopo di aumentare, in modo artificiale, la prestazione di tale soggetto durante una competizione sportiva. Allo stesso modo possono essere considerate doping anche l’assistenza, l’incitamento, l’aiuto, l’istigazione e tutte le altre forme di complicità che possano portare alla violazione del regolamento anti-doping.
 
Qual è la forma più comune di doping?
Dipende dallo sport: dove necessita una massa muscolare importante verranno preferiti gli anabolizzanti; dove necessita  avere più resistenza si preferiranno sostanze che aiutino l’ossigenazione muscolare.
 
Qual è lo sport più colpito e secondo lei perché?
La casistica e la cronaca quotidiana ci inducono a pensare che ciclismo e atletica siano le discipline più colpite. Tuttavia, in linea generale, dovunque ci sia un importante ritorno economico o un’attenzione mediatica pressante il doping trova sempre il modo di infiltrarsi. Alcuni esempi: calcio, nuoto, football americano fino al tiro a segno durante le Olimpiadi.
 
I controllo sono efficaci o possono essere aggirati facilmente?
I controlli sono efficaci, grazie anche all’introduzione delle analisi del sangue, e aggirarli non è semplice. Il problema è che chi ricerca nuove sostanze dopanti spesso è un passo avanti a chi le combatte. Uno dei grandi problemi è avere gli strumenti adatti per scoprire queste sostanze in continua evoluzione.
 
È vero che può avere anche gravi ripercussioni sul fisico? Esistono prove scientifiche in tal senso?
Assolutamente sì. Gli effetti collaterali sono molteplici e gravi; tra questi troviamo tumori, leucemia, trombosi, infarti. Numerosi studi scientifici ne hanno dimostrato i rischi. Fa un certo effetto vedere, ad esempio, che l’incidenza dei tumori al fegato tra gli atleti professionisti sia cinque, sei volte superiore rispetto alla gente ‘comune’.
 
È vero che il doping è molto diffuso anche tra i dilettanti?
Purtroppo anche questo è vero. Si tratta di un fenomeno forse anche più preoccupante perché soggetto a meno controlli.
 
Le è mai capitato che qualcuno le chiedesse, esplicitamente o meno, di prescrivergli sostanze dopanti?
Sì,  un ragazzo di vent’anni si presentò da me con una lista di medicinali che avrei dovuto prescrivergli. Gli risposi che se avesse assunto tali sostanze sarebbe stato come giocare alla roulette russa con tutti i colpi nel tamburo della pistola.
 
Quali sono le frontiere future del doping?
Il futuro è senza dubbio il doping genetico. Agire direttamente sul DNA per modificare le caratteristiche dell’atleta, è uno scenario preoccupante e non così improbabile.
 
Come si può prevenire?
Informando. I giovani, ma non solo, sono estremamente disinformati sul tema doping; è necessario che i medici, in sinergia con la famiglia, la scuola e i tecnici, intervengano per spiegare con chiarezza ai ragazzi che cosa voglia dire doparsi e che terribili effetti può avere questa pratica.
 
Come combatte, da medico sportivo, la diffusione del doping?
I controlli previsti già nella visita medico sportiva di idoneità agonistica possono dare alcune informazioni in merito o slatentizzare sospetti clinici che eventualmente suggeriscono ulteriori indagini. Alcune scuole della Valle d’Aosta hanno chiesto degli incontri proprio per parlare di questo argomento così come tecnici e allenatori di varie squadre. Lo ripeto, credo che la corretta informazione sia un’arma fondamentale da usare nella lotta al doping.

 

(Foto: www.ferrinimaurizio.it)

 


PARTE IV: Anabolizzanti come omogeneizzati

PARTE III: I controlli antidoping e il comportamento degli atleti

PARTE II:Gli effetti del doping, questi sconosciuti

PARTE I:Il doping, la grande piaga del mondo dello sport


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