Le due bonazze bolognesi (con tutto il rispetto)

Quella che sto per raccontare è una storia vera, completamente. Siamo nel 1983, forse. O nel 1984, può essere. Nel 1985, dite? Boh? Partita di calcio. Finita. Vittoria casalinga dei Granata. Bisogna festeggiare da Angoscia (non si chiama veramente così, questo locale) con qualche bicchiere di vino frizzantino (non è veramente vino, quello servito in questo locale) e spagnolette (arachidi, noccioline americane, peanuts,…

di Diego Piovano

Quella che sto per raccontare è una storia vera, completamente. Siamo nel 1983, forse. O nel 1984, può essere. Nel 1985, dite? Boh? Partita di calcio. Finita. Vittoria casalinga dei Granata. Bisogna festeggiare da Angoscia (non si chiama veramente così, questo locale) con qualche bicchiere di vino frizzantino (non è veramente vino, quello servito in questo locale) e spagnolette (arachidi, noccioline americane, peanuts, chiamatele come vi pare).

In una macchina si trovano il famigerato Gino Rosmarino insieme a Diego el Condor. Non è che siano proprio belli come Pierre Cosso o Tom Cruise, ma qualcosa raccattano: hanno un po’ di pubblico femminile, prodigiosamente, però conoscono i loro limiti e stanno con i piedi per terra e la sciarpa dei Leoni al collo. La vettura con la quale si muovono è un’inverosimile “Giardinetta” color blu scuro. Piazzano il bolide esattamente davanti al locale. Gino Rosmarino, d’altra parte, è famoso per i suoi parcheggi all’ultimo minuto, vicinissimo alla Curva Maratona. Alcuni scherzano, sostenendo di avere visto la sua vettura posizionata sulla pista d’atletica, vicino alla bandierina del calcio d’angolo, lato Tribuna, in occasione di una partita interna del Toro.

Nell’altra auto, un’orrenda 126 color verde pisello, piena di problemi comportamentali, ci sono i due Babbi. Il Babbo con la barba e il Babbo senza barba. I due Babbi, a dispetto del soprannome, strameritato per altre vicende, sono due ragazzi di successo: alle ragazze piacciono, eccome. Hanno dietro alle loro giovani spalle un curriculum di conquiste, anche prestigiose. Sono bravi, simpatici, bellocci… e se la tirano un po’.  Con i parcheggi, invece, non ci sanno fare, vagano… vagano… arriveranno, prima o poi, con le loro stupende sciarpe del Toro.

Gino e Diego entrano nella piola di tendenza, che è semivuota. Ad un tavolone sono sedute due creature da sballo. Due ragazze stupende. Sono sole, solissime. Sono vestite in modo semplice e sportivo, ma si capisce subito che sono fotomodelle o qualcosa di simile. I due amici torinisti smettono immediatamente di parlare della partita e si guardano increduli. A quel punto il Condor strizza l’occhio a Gino e gli dice: “Spalleggiami, ho un’idea, sediamoci al loro tavolo, facciamo presto, prima che arrivino i due Babbi!”.
Diego, subito imitato da Gino, sorride alle ragazze, si siede al loro tavolo con decisione, sfodera il suo sorriso più migliore assai… e dice: “Scusate, possiamo sederci un attimo? Dobbiamo dirvi una cosa!”. Le ragazze esplodono in una risata e una di loro replica, pronta: “Veramente siete già seduti… ammazza che intraprendenza ‘sti tifosi del Toro! Siete tutti molto timidi, vero?”.

Ecco il seguito della conversazione:

Diego, con tono complice e parlando a mitraglia: “Il mio amico si chiama Gino, io Diego. Abbiamo poco tempo, stanno per arrivare due nostri amici che se la tirano un po’, aiutateci a fare loro uno scherzo. Fingete di essere nostre vecchie amiche, fate finta che un po’ vi piacciamo, insomma, ci siamo capiti. Quando arrivano i nostri due amici noi stiamo ancora un attimo qua con voi, poi ce ne andiamo con loro ad un altro tavolo. Ci state?”.
Ragazza 1: “Sììì, fortissimo, che ridere, ma certo! Ci sto, ci sto, ci sto!”
Ragazza 2: “Sì, dai! Noi ci chiamiamo 1 e 2 (sono nomi di fantasia, inventati; nota del Dottor Puzzetto), ripetete i vostri nomi, che li memorizziamo, così lo scherzo viene meglio”.
Gino: “Io mi chiamo Gino, lui Diego. Gino e Diego. Di dove siete?”
Ragazza 2: “Siamo di Bologna, siamo a Torino per farci un giro”.
Ragazza 1: “Questo scherzo è troppo forte, li facciamo schiattare, i vostri amici! Ma come vi è venuto in mente ‘sto scherzo?”
Diego: “Non so… è venuto così, vedervi e idearlo è stato un lampo! Gino e Diego, eh!?”
Ragazza 1: “Lasciate fare a noi. Gino e Diego”.

Entrano i due Babbi. Vedono gli amici, che dicono frasi prive di senso compiuto, rivolte alle due ragazze, che pendono dalle loro labbra e sorridono devote. I due Babbi si avvicinano al tavolo. Sono il ritratto dello stupore, ma sono anche speranzosi. Vorrebbero sedersi, però la sorpresa di trovare Gino e Diego con due bellezze di questo livello inibisce le loro azioni e rimangono in piedi. Sono troppo “tutto”, per due play-boy di periferia.

Gino: “Ah, meno male, siete arrivati ancora in fretta. Ragazze, vi presentiamo Gianni e Fabrizio, due nostri amici”.
Ragazza 1 e Ragazza 2, con tono moderatamente freddo e disinteressato, appena appena cortese: “Piacere”.
Diego, alzandosi dal tavolo: “Bene, ragazze, andiamo ad un tavolo con i nostri amici, buon proseguimento, ci vediamo”.
Ragazza 1, con tono lievemente seccato: “Eh, ci vediamo, ci vediamo, dite sempre così, poi non ci vediamo mai, avete sempre da fare”.
Ragazza 2: “Ma sì, dovete sempre fare tutto voi, fatevi sentire, non è che ci dobbiamo sempre incontrare per caso!”
Gino: “Avete ragione, scusateci, ma siamo sempre incasinati”.
Ragazza 1 e Ragazza 2, quasi in coro: “Sì, sì, vabbè, ciao Diego, ciao Gino, allora combiniamo, eh!”

Gino e Diego annuiscono, fanno “Ciao ciao” con la manina e si dirigono con i due inebetiti Babbi ad un tavolo lontano dalle Ragazze, dalla parte opposta dell’ampio locale.

Gino, con noncuranza: “Cosa ci beviamo? Un litro di frizzantino?”
Babbo con la barba, agitatissimo: “Oh, ma siete str**zi? Due fig*e così e voi vi alzate e andate via? Ma siete str**zi?”
Babbo senza barba, con stupore: “A me non faceva schifo stare seduto lì con loro, che c***o, ma perché le snobbate, siete pazzi?”
Diego, con aria annoiata: “Uff, va bene, sono belle, ma non è che possiamo fare tutto noi, abbiamo tanti impegni, tante cose da fare!”
Babbo senza barba, scuotendo la testa: “Voi siete pazzi, lasciare perdere due tipe così, siete fuori di testa!”
Gino, leggermente irritato: “E vabbuò, abbiamo capito, ma è pieno di ragazze, mica ci sono solo quelle due, ecchec***o!”

Cala il silenzio per un minuto, forse due. I Babbi rimuginano. Gli altri due, i Bastardi, si guardano in giro, con aria fintamente svagata. L’arrivo del ragazzo per le ordinazioni scuote l’ambiente, tutti si concentrano su vino e frutta secca, quando arrivano loro, le Ragazze. Vicino al tavolo. Non guardano i Babbi, hanno occhi solo per i due Bastardi. Forse non sono fotomodelle, forse sono attrici, grandi attrici, parlano sovrapponendosi: “Ciao Gino, ciao Diego, noi andiamo, dai non fatevi pregare, telefonateci… sapete, no, quella cosa che si chiama telefono, che serve per comunicare, eh? Dai, combiniamo, allora?”. I Bastardi replicano con un “Sì, sì. Combiniamo” poco convinto, tipico di chi lo dice senza crederci; salutano cordialmente, ma neanche si degnano di alzarsi. I Babbi sussurrano un “Ciao ragazze, ci vediamo…” che cade nel vuoto.

Le Ragazze, con un ultimo invitante sorriso rivolto ai due Bastardi, si allontanano per sempre. Che capelli. Che visi incantevoli. Che labbra fantastiche. Che fisici… e sono pure simpatiche e sveglissime. Che risate. Che scherzooooooo!

Bene. Bei tempi. I Leoni della Maratona, anni ’80. Finito. Dedico questo pezzo ai giocatori del Torino Torball. Non sapete di che cosa parlo? Guardate qua, allora:
http://forum.toronews.net/viewtopic.php?t=211266&start=4750
Woooffffff…!!!!!
 
Dottor Puzzetto (Percival Ulrico Zoroastro Zacintus Ermenegildo Theodor Theophilus Orson)
Presidente Toro Club Amici a 4 zampe

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