Noi che… anni ’80

di Marco Ravera Ajra

 

Care lettrici e cari lettori di Toro News vi ringrazio per l’attenzione che vorrete concedere al mio pezzo. Ringrazio, ovviamente, in modo particolare anche il mio grande amico Mauro che, per la seconda volta, mi da la possibilità di scrivere qui un po’ di righe e di pensieri granata. Questa mia istantanea sarà un insieme di tante, tantissime istantanee che ripercorrono…

di Redazione Toro News

di Marco Ravera Ajra

 

Care lettrici e cari lettori di Toro News vi ringrazio per l’attenzione che vorrete concedere al mio pezzo. Ringrazio, ovviamente, in modo particolare anche il mio grande amico Mauro che, per la seconda volta, mi da la possibilità di scrivere qui un po’ di righe e di pensieri granata. Questa mia istantanea sarà un insieme di tante, tantissime istantanee che ripercorrono tutto il mio, il nostro modo di essere granata. Racconterò in un modo un po’ particolare gli avvenimenti che mi hanno e ci hanno temprato negli ultimi vent’anni. Parlo degli ultimi vent’anni, perché io ne ho 26 ed ho iniziato a seguire, tifare e soffrire per il Toro 21 anni fa. Erano gli anni della prima retrocessione ed io piccolino, anziché tifare per chi vinceva facile dando spettacolo, mi presi a cuore questa squadra semplicemente perché era destino, perché ero già granata prima di nascere e perché come dice qualcuno, non sei tu a scegliere il Toro, ma è il Toro che sceglie te. Per fare tutto questo mi servirò di un piccolo grande aiuto: la traccia di una vecchia istantanea di Mauro. Ve lo ricordate il “Noi che…”? Ecco, tramite questa particolare modalità, compirò il percorso di cui vi parlavo, il percorso di una generazione di granata nati negli anni ottanta. Sotto molti aspetti sarà probabilmente un “noi che…” più simile ad un “io che…”, ma credo che molti di voi si riconosceranno in molte affermazioni ed in molti aneddoti che tirerò in ballo, compiendo anche un piccolo viaggio negli avvenimenti, nel costume e sulle “mode” susseguitesi in Italia nel corso di questi anni.
Che dire… non perdiamo tempo, tagliamo la testa alla gobba e… via!

 

Noi che siamo stati scelti dal Toro ancor prima di nascere.
Noi che quando il papà ci raccontò di come la juve vinceva gli scudetti, capimmo che era il “male”.
Noi che di Pulici, Ferrini e Junior ne abbiamo solo sentito parlare.
Noi che da grandi abbiamo poi approfondito leggendo i libri e guardando vhs e dvd.
Noi che vorremmo essere più vecchi per aver potuto festeggiare lo scudetto del ’76.
Noi che… chissà se ne vedremo mai vincere uno.
Noi che credevamo che quella su Superga fosse solo una triste storia per spaventarci.
Noi che poi abbiamo capito che purtroppo era tutto vero.
Noi che… Mazzola, Ossola, Gabetto, Bacigalupo… nella formazione letta nella canzone “Grazie Toro”
Noi che iniziammo a conoscere i nostri eroi sull’album Panini.
Noi che… Edu Marangon aveva le orecchie a punta oltre che i piedi…
Noi che abbiamo perso il primo derby a San Silvestro.
Noi che… He Man era del Toro e Skeletor era un gobbo.
Noi che… Giuanin Lamiera aveva problemi con le “R”, come Malefix li aveva con le doppie “C”
Noi che abbiamo pianto la prima volta per il Toro dopo la retrocessione di Lecce.
Noi che… “Ma cambia squadra!” dicevano gli altri.
Noi che non li abbiamo mai ascoltati.
Noi che ci chiedevamo dove fosse Licata.
Noi che… 7-0 al Pescara.
Noi che usavamo il tavolo come un campo da calcio, ci inventavamo le telecronache ed il Toro vinceva sempre
Noi che… Papà, ma perché Schillaci ruba le gomme?
Noi che avevamo paura prima di Toro- Inter nel ‘90.
Noi che… Martin Vasquez e Lentini ce la fecero passare.
Noi che… Little Tony cantava “Ancora Toro”
Noi che avevamo la radiolina sul tavolo della cucina, un bandierone attorno alla tele accesa su “Domenica In” e gira e rigira attorno al tavolo.
Noi che… Ameri, Ciotti, Nesti, Cucchi ed Ezio Luzzi per la serie B.
Noi che abbiamo sentito Luzzi dire: “Intervengo da Cesssena… Cessssena in vantaggio sul Cessssena!”
Noi che… Enrico Valenti, Gianni Vasino, Cesare Castellotti, Tonino Carino, Giorgio Bubba, Franco Strippoli e Luigi Necco…
Noi che adesso Varriale e Carlo Paris li detestiamo.
Noi che ci sentivamo che con la Roma avrebbe segnato Ciccio Romano.
Noi che avremmo voluto essere al derby sotto la neve, ma eravamo troppo piccoli.
Noi che… I Masters, i Cavalieri dello zodiaco, i Cinque samurai, Robotech, Daitan 3 e Vultus 5.
Noi che… anche i Cyborg e Mazinga Z non erano male.
Noi che… 5-2 al Genoa.
Noi che vorremmo succedesse di nuovo quanto prima… basterebbe anche un 4-2…
Noi che Telemike il giovedì sera, Fantastico il sabato, il film del lunedì su RaiUno, il pranzo è servito e Tris nei caldi pomeriggi d’estate.
Noi che guardavamo di nascosto Colpo Grosso ed Indietro tutta.
Noi che dicemmo ad un parente gobbo: “gol di Fortunato” e lui esultò sfottendoci.
Noi che gli precisammo: “Autogol… tièèè!!!” con tanto di gesto dell’ombrello.
Noi che… il portiere aveva l’1, i terzini il 2 ed il 3, gli attaccanti 9 e 11, i difensori 5 e 6…
Noi che allora non capivamo perché Leo una volta portasse il 5.
Noi che… Lentini, invece,  aveva l’8 ed era il nostro Dio.
Noi che… Bruno e Policano erano come Bud Spencer e Terence Hill in “…Altrimenti ci arrabbiamo!”
Noi che pensiamo che sicuramente lo saprà anche Casiraghi.
Noi che avremmo voluto averli anche quest’anno, specialmente alla penultima giornata.
Noi che eravamo in UEFA mentre i gobbi guardavano “Twin Peaks”
Noi che finimmo sotto il tavolo al gol di Lentini al Boavista.
Noi che abbiamo fatto vibrare la tele all’autogol di Ricardo Rocha.
Noi che abbiamo perso la voce al gol di Fusi.
Noi che ce la siamo fatta addosso quando il “mondo” ha tolto Casagrande per Benedetti.
Noi che eravamo in finale di “qualcosa” per la prima volta nella nostra vita.
Noi che continuiamo a chiederci ancora oggi come ha fatto ad entrare il tiro di Jonk
Noi che quando vediamo qualcuno girare con addosso quella linea di abbigliamento giustamente ci incazziamo.
Noi che… Casagrande, Mussi, Sordo…
Noi che quella traversa fu la prima “traversa” della nostra vita.
Noi che in sogno ce l’avevamo fatta a far gol a Menzo.
Noi che poi ci siamo svegliati e siamo andati a scuola con gli occhi rossi.
Noi che abbiamo pianto per Falcone e Borsellino.
Noi che ci siamo sentiti traditi per la prima volta quando Lentini passò al Milan.
Noi che quando sentimmo i cori sulla moglie di Schillaci che faceva qualcosa in rima con Lentini, imparammo l’esistenza di una certa pratica erotica.
Noi che… Paolino Poggi ed i gol in Coppa contro la gobba.
Noi che abbiamo goduto nel vedere Peruzzi in ginocchio.
Noi che non ci fidavamo dopo il 3-0 alla Roma.
Noi che eravamo piccoli, ma avevamo già capito come girava questo Mondo.
Noi che facemmo finta di niente al primo rigore di Giannini.
Noi che… pennellone gli rifilò un colpo da biliardo.
Noi che ci adirammo al secondo rigore di Giannini.
Noi che prendemmo a pugni il tavolino della sala al terzo rigore di Giannini.
Noi che ci aspettavamo la punizione di Mihajlovic.
Noi che… quella partita non finiva mai..
Noi che… we are the champions e clacson a palla in giro con papà e mamma.
Noi che… Sguizzato come Saccani, Gava, Ayroldi e Rocchi.
Noi che se la juve è magica, Cicciolina è vergine.
Noi che… a “Mai dire Banzai!” c’era Lippo Lippi con la sua valletta Cippa Lippa.
Noi che quel “Lippi” è l’unico ad esserci mai stato simpatico.
Noi che… a “Mai dire TV” c’erano la telenovela piemontese, Lorenz, il mago Gabriel, Gianni Drudi e le lezioni di regia di Vito Colomba.
Noi che volevamo i capelli come Benny Carbone.
Noi che per poco non ci rompemmo l’osso del collo al terzo gol di Aguilera con l’Aberdeen.
Noi che…Scalfaro con i suoi ripetuti “Io non ci sto!” per poco ci fece perdere l’inizio di Aberdeen-Toro.
Noi che vincemmo quella partita in una bufera di vento.
Noi che… Tony Adams pose fine al sogno.
Noi che avevamo Calleri Presidente del Toro e poi scoprimmo che il figlio era Vicepresidente della Gea.
Noi che… Rizzi, Rizzi, Rizzi gol…
Noi che… Pastine ci fece il miracolo in una notte di Gennaio.
Noi che ad aprile ’95 vincemmo il nostro ultimo derby e non eravamo allo stadio.
Noi che… quella domenica da Fazio c’erano Afric Simone e le bustine con le scimmie di mare.
Noi che intitolammo una via a Rizzitelli.
Noi che… chissà quando lo vedremo vincere un derby allo stadio, dal vivo,  in curva.
Noi che viviamo per quel momento e ce lo siamo posti come un pilastro, un obiettivo della nostra vita.
Noi che in una brutta sera di dicembre avevamo Doardo in porta, Dal Canto in difesa e Karic in attacco.
Noi che… a Piacenza quella volta arrivarono pure i gobbi con gli striscioni su Superga.
Noi che  piangevamo per la B, mentre la gobba era in festa a Roma.
Noi che …le spice Girls ci sono state subito sulle balle.
Noi che …i Take That ancora peggio.
Noi che… Cinetti, Lombardini, Pedroni, Cevoli, Casazza, Longo e Nunziata.
Noi che… arrivarono i genovesi con dietro la Merril Lynch!
Noi che dopo due settimane sentimmo la smentita categorica della banca americana.
Noi che perdemmo pure a Castel di Sangro.
Noi che …0-4 col Ravenna.
Noi che…dopo Borussia- juve tutta la Torino granata se la “Riedle”
Noi che… Novelli ha fatto demolire il Fila e non ci siamo nemmeno incazzati.
Noi che ci sentimmo dire “tranquilli c’è già il plastico del nuovo Fila, comprate un mattone con il vostro nome”.
Noi che prendemmo il nostro primo abbonamento in Maratona.
Noi che… i primi amori, i primi baci, i primi appuntamenti.
Noi che ancora oggi ricordiamo punteggio e marcatori della partita del Toro giocata prima del nostro primo bacio.
Noi che… il rigore su Ronaldo, ma anche i gol di Bierhoff e Cappellini non dati ed i vergognosi rigori di Inzaghi.
Noi che vedemmo Materazzi passeggiare impunito su Lentini
Noi che comprammo la maglietta di Mijatovic.
Noi che cantavamo “Oi Oi Oi Oioioioioi il pelato è uno di noi!”
Noi che… sul pullman per Reggio Emilia alla radio c’erano Anouk, Nathalie Imbruglia ed i Savage Garden.
Noi che nel caldo infernale vedemmo il nostro sogno infrangersi su quel maledetto palo di Dorigo.
Noi che eravamo sotto al bandierone con la maglia “12 la Maratona”
Noi che avremmo voluto battere la Reggina.
Noi che… il nostro Ds era amico di Moggi.
Noi che… Panarelli, Scarlato, Pecchia, Jurcic, Grandoni…
Noi che iniziammo a pensar male.
Noi che… Cimminelli (indotto Fiat) e Romero (ex dirigente Fiat e non solo…).
Noi che continuavamo a pensar male.
Noi che… Paolo Castellini era scarso come Bruce Harper della New Team di Holly e Benji.
Noi che abbiamo visto squalificare Davids per doping nei tre mesi estivi.
Noi che eravamo in curva in quel derby, sotto di tre gol dopo un tempo.
Noi che… Lucarelli suonò la carica, Ferrante li riportò a tiro, Maspero fece il miracolo e poi scavò la buca.
Noi che vedemmo Salas la sparare la palla in orbita…
Noi che ebbri di gioia ci chiedemmo perché lo chiamassero “el matador”.
Noi che ancora oggi nel vedere Ferrante mimare il Toro, ci viene la pelle d’oca.
Noi che vorremmo incontrare Maresca in un luogo isolato.
Noi che… nei derby, guarda caso, l’arbitro era quasi sempre De Santis.
Noi che prima della maturità parlavamo del Toro coi professori granata.
Noi che invece di andar con Asta in Coppa siamo finiti con la Coppa all’asta.
Noi che… Magallanes era un misto tra Best, Gento e Meroni.
Noi che suonammo i clacson insieme ai milanisti dopo la finale di Manchester.
Noi che ci siamo presi dei “Tifosi da C2” e dei “Coglioni che piangono a Superga” dal nostro padrone.
Noi che abbiamo vinto lo scudetto del bilancio, ma poi siamo falliti.
Noi che il giorno dopo vedemmo comparire il Toro nello stemma della gobba.
Noi che… “Torino è troppo piccola per due squadre”
Noi che diamo del “Balzaretti” alle persone che detestiamo di più.
Noi che …“Giovannone coscialunga importatore di infermiere dall’est” non era un film con Edwige Fenech
Noi che ogni volta che passiamo davanti al “Campanile” ci scappa da ridere.
Noi che avremmo voluto fare i braccianti agricoli mentre Padovano scappava per i campi.
Noi che Padovano lo abbiamo ritrovato a “Chi l’ha visto?” nell’inchiesta sul “suicidio” Bergamini.
Noi che vedemmo Argilli del Siena messo alla gogna dai giornalisti servi di Moggi.
Noi che qualche giorno dopo vedemmo Siena-juve 0-3 dopo cinque minuti, battuto il record di Australia-Isole Samoa 3-0 dopo otto.
Noi che… da lì nacque tutto e lo avevamo sempre detto.
Noi che li sentimmo dire che “il fine giustifica i mezzi” e che “Tanto rubavano tutti”
Noi che da un’inchiesta abbiamo scoperto che una ragazza per far strada in televisione deve darla via.
Noi che… “Don’t worry, B juve”
Noi che… gobbo ladrone ti aspetta il Frosinone.
Noi che… una ragazza dagli occhi azzurri, un sorriso, un colpo di fulmine.
Noi che a Mantova avevamo perso ogni speranza ed avevamo il biglietto in tasca per la gara di ritorno.
Noi che abbiamo fatto parte dei sessantamila.
Noi che abbiamo rischiato l’infarto al gol di Nicola.
Noi che invademmo per l’ultima volta il “Delle Alpi”.
Noi che abbiamo visto in curva quella partita con un’ amica che non c’è più.
Noi che… quante cose sono cambiate da quella sera!
Noi che pieni di gioia non pensavamo a come fare ad andare a lavorare il giorno dopo.
Noi che al lavoro ci presentammo completamente vestiti di granata e suonammo il clacson fino all’ufficio.
Noi che ricevemmo i complimenti per quell’abbigliamento dalla ragazza che ci piaceva.
Noi che quella volta, dopo il colpo di fulmine, ci innamorammo definitivamente.
Noi che… anche lei, come quell’amica, oggi non c’è più.
Noi che ogni volta che ci capita qualcosa di brutto ci affidiamo al Toro per ricominciare
Noi che abbiamo visto Balestri fare le diagonali al contrario.
Noi che in una triste domenica di novembre venimmo bucherellati a Palermo da Corini e Di Michele.
Noi che non ci muovemmo dalla posizione assunta prima del gol di Muzzi a Roma.
Noi che… Cairo non sarà un Moratti, un Florentino od un Agnelli, ma nemmeno Cimminelli.
Noi che invece abbiamo sentito dire a Romero che Cimminelli valeva 2 volte Moratti.
Noi che abbiamo sentito le spiegazioni più cervellotiche per giustificare il gol di Trezeguet.
Noi che il giorno dopo avremmo voluto essere Steven Segal, Bruce Willis o Charles Bronson.
Noi che a Toro- Napoli il 4 maggio non siamo riusciti a partecipare agli “olè” alla lettura degli invincibili perché avevamo il nodo in gola.
Noi che abbiamo tirato tardi la notte per vedere se riuscivamo a prendere Klasnic.
Noi che potevamo prendere anche Fernando Torres, ma tanto giocava sempre Stellone.
Noi che a Catania abbiamo visto Stellone crossare per la testa di Rosina.
Noi che adoriamo il modo di esultare di Rolando Bianchi.
Noi che a Mister X non abbiamo mai creduto.
Noi che… guarda caso gli sponsor di questo individuo sono sempre gli stessi oscuri personaggi.
Noi che abbiamo trovato Mister X sul bollettino dei protesti.
Noi che non leggiamo la Busiarda
Noi che non prendiamo “Stadio Goal” nemmeno per usarlo da cuscino sul seggiolino della curva.
Noi che seguiamo assiduamente “Granata DOC” con Carlo Testa ed alla fine cambiamo rapidamente canale.
Noi che… “Sesso, Drogba e Rock’n roll”
Noi che… Bianchi ad Udine, Rubin col Cagliari, Amoruso a Genova, Natali a Bologna, Ventola a Palermo, Franceschini a Firenze, Colombo col Genoa…
Noi che… invece Iaquinta in fuorigioco attivo sul gol di Chiellini andava bene.
Noi che… Di Vaio col Lecce in fuorigioco di due metri era regolare.
Noi che abbiamo visto segnare Volpi al ’95 nonostante l’arbitro avesse dato 3 minuti di recupero.
Noi che… il Genoa come il Chievo ed il Bologna come il Perugia undici anni dopo.
Noi che non riusciamo mai ad essere più forti di queste porcherie.
Noi che quando la presidentessa del Bologna ci ha detto che usciva a cena con Moggi abbiamo fatto 1+1
Noi che anche a Gallipoli saremo fieri di essere granata.
Noi che oggi ripensando a Toro- Mantova ci scappa un sorriso amaro.
Noi che siamo attaccati alla moda veja…
Noi che sappiamo parlare correntemente il piemontese e lo sappiamo anche scrivere
Noi che mettiamo le doppie quando scriviamo in italiano.
Noi che usiamo la cartina stradale e non il satellitare.
Noi che diamo del “gobbo” a chi fa il prepotente con la macchina.
Noi che questo calcio ci fa skyfo.
Noi che non crediamo più ad ogni tipo di giustizia.
Noi che non andiamo a far festa perché ci obbligano a vedere la tv con uno scatolotto.
Noi che non abbiamo i dadi bianconeri appesi al retrovisore.
Noi che non portiamo occhiali da sole enormi perché è di moda.
Noi che non abbiamo mai sopportato la musica techno.
Noi che alla partita del cuore abbiamo cambiato canale.
Noi che vorremmo trasmettere un millesimo della nostra rabbia ai giocatori prima di un derby.
Noi che prima di un derby siamo già allo stadio prima dell’apertura dei cancelli.
Noi che piuttosto di comprare una Fiat andremmo a piedi, in bici od in pullman.
Noi che abbiamo tifato per Jacques Villeneuve, Hakkinen, Montoya, Alonso, Hamilton e Button.
Noi che tutti gli anni speriamo che il portiere della gobba non cambi squadra perché sogniamo di impallinare proprio lui in un derby.
Noi che… secondo l’opinione pubblica se Del Piero esulta facendo la lingua va bene, ma se i brasiliani pregano, no.
Noi che… se Britney Spears seguisse il calcio sarebbe della gobba.
Noi che invece vedremmo bene Avril Lavigne in Maratona con al collo la sciarpa degli Ultras.
Noi che quando sentiamo Giusy Ferreri gracchiare da dentro la radio, la spegniamo disgustati.
Noi che abbiamo ingoiato migliaia di rospi seguendo il Toro.
Noi che finiamo di vedere molte partite col magone addosso e la testa tra le mani.
Noi che da soli in macchina pensiamo al Toro.
Noi che la domenica sera guardiamo NCIS su Rai due per staccare la spina.
Noi che pensiamo che Gibbs sarebbe uno di noi.
Noi che quando perdiamo, la notte non riusciamo a prendere sonno.
Noi che iniziamo a riprenderci il martedì pomeriggio.
Noi che abbiamo l’agitazione che sale già il giorno prima della partita.
Noi che un gobbo lo riconosciamo subito dalla faccia, dalla macchina, dal look e da come parla.
Noi che abbiamo sempre odiato il “Grande Fratello”, tranne quando a Montrucchio fecero vedere il derby del 3-3
Noi che da anni non mangiamo più i baci perugina e non li regaliamo più alle ragazze.
Noi che… il Toro è come una grande famiglia e quindi per lui si litiga spesso.
Noi che dovremmo stare più uniti perché il gioco dei “poteri forti” è quello di dividerci.
Noi che… “questa è una malattia che non va più via”
Noi che… gli amici ai quali confidiamo i segreti sono tutti del Toro.
Noi che non facciamo una cosa semplicemente perché tutti la fanno.
Noi che… quest’anno abbiamo una bella squadra!
Noi che puntualmente veniamo smentiti.
Noi che ce la passeremmo meglio se il Toro fosse di Udine, Parma, Cuneo o Passerano Marmorito.
Noi che se passassimo da Mantova andremmo a farci fare un preventivo da un concessionario anche se abbiamo appena cambiato macchina.
Noi che quest’anno al mare siamo andati in Toscana, in provincia di La Spezia, in provincia di Savona o di Imperia.
Noi che preferiamo che i nostri diano uno schiaffo agli avversari piuttosto che una valigia piena di soldi.
Noi che… i Gormiti ci stanno sulle balle.
Noi che vorremmo vedere un “tronista” lavorare la terra.
Noi che vorremmo vedere dj Francesco fare l’operaio in una catena di montaggio.
Noi che alla notizia della cessione di Barone siamo subito andati a comprare pasticcini e salatini.
Noi che abbiamo fatto fare la tessera del club del Dottor Puzzetto al nostro animale domestico.
Noi che in cantina custodiamo gelosamente il vino di Claudio Sala.
Noi che guardandoci allo specchio siamo soddisfatti di noi stessi, delle nostre idee, dei nostri affetti, delle nostre convinzioni.
Noi che… la Maratona è la nostra seconda casa ed abbiamo paura che un giorno ci facciano pagare l’ICI
Noi che dal Toro siamo stati traditi tante volte ma continuiamo ad amarlo incondizionatamente.
Noi che… Amsterdam, Lecce, Gallipoli, Licata… solo noi davvero granata.
Noi che, infine, siamo del Toro oggi più di ieri, ma un po’ meno di domani.

MARCO RAVERA AJRA

 

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