Pietre

di Giacomo Serafinelli

 

Buongiorno Toro…hai mai pensato a quanta storia ci sia nelle pietre?

Tutti i giorni, camminando o svolgendo le nostre attività quotidiane, calpestiamo pietre piene di memoria. Quando entriamo in un vecchio palazzo, poi, potremmo rimanere sconvolti dalle storie che le pietre potrebbero raccontarci: vite, voci, pianti, gioie, ma anche dolori immensi.

Tutto negli…

di Redazione Toro News

di Giacomo Serafinelli

 

Buongiorno Toro…hai mai pensato a quanta storia ci sia nelle pietre?

Tutti i giorni, camminando o svolgendo le nostre attività quotidiane, calpestiamo pietre piene di memoria. Quando entriamo in un vecchio palazzo, poi, potremmo rimanere sconvolti dalle storie che le pietre potrebbero raccontarci: vite, voci, pianti, gioie, ma anche dolori immensi.

Tutto negli anni e nei secoli si sedimenta e rimane incollato alle strade, ai soffitti, ai pavimenti, alle lapidi, ai monumenti che percorriamo, tocchiamo e viviamo ogni giorno.

A me piace camminare guardandomi intorno, con curiosità; a volte guardo le facciate dei palazzi antichi, dalle quali pendono panni stesi ad asciugare. Ogni finestra mi sembra un libro da esplorare.

Chissà quante donne innamorate vi si sono affacciate nei secoli, e quanti padri, studenti, operai, gente onesta, ladri;  una varietà umana tale da far girare la testa.

E chissà quante migliaia di persone avranno percorso la strada sotto quella finestra, la stessa strada sulla quale ora sono io.

Anche la tua storia, Toro, è raccontata dalle pietre.

Come quelle della Basilica di Superga, o come il marmo della lapide che ricorda gli Invincibili.

O ancora il cippo commemorativo di Gigi Meroni.

Le pietre del Fila, poi, sono la quintessenza della memoria granata. Ogni mattone, ogni scalino, sono letteralmente intrisi di te, Toro, della tua storia.

In particolare le  biglietterie hanno sempre destato in me sensazioni fortissime.

La prima volta che le vidi fu come tornare indietro nel tempo: immaginai le migliaia e migliaia di volti che nei decenni si sono affacciati per comprare un biglietto:

“Militare!”

“Un adulto e un ragazzo!”

“Pensionato!”

Osservando quelle pietre scure si possono ancora sentire migliaia di voci, urla di esultanza, parole di incitamento e di imprecazione.

Bisogna stare in silenzio ed ascoltare col cuore, perché quando si è in un posto magico ogni soffio di vento può portare una voce, ogni voce un ricordo, ogni ricordo un’emozione.

Mi rivolgo ai lettori: sono un tifoso lontano, desideroso di conoscere storie granata. Se vi va, scrivetemi di aneddoti, storie e ricordi, sarò ben lieto, qualora lo vogliate, di parlarne in questa rubrica.

Buona giornata, Toro e ricorda: nel dubbio, tira in porta.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy