Profeta in Patria

Profeta in Patria

di Walter Panero

Vincere in casa, da grande favorito, con centinaia di migliaia di persone che ti attendono sulla strada aspettando di applaudire il tuo trionfo, non è per niente facile. Ma per Philippe Gilbert, per questo fenomenale Philippe Gilbert, nulla pare impossibile.
C’era un paese intero oggi ad attenderlo sulle dieci cotes, le salitelle di cui è…

di Redazione Toro News

di Walter Panero

Vincere in casa, da grande favorito, con centinaia di migliaia di persone che ti attendono sulla strada aspettando di applaudire il tuo trionfo, non è per niente facile. Ma per Philippe Gilbert, per questo fenomenale Philippe Gilbert, nulla pare impossibile.
C’era un paese intero oggi ad attenderlo sulle dieci cotes, le salitelle di cui è disseminato il finale della Liegi-Bastogne-Liegi, detta la “Doyenne” (la Decana), ovvero la più vecchia tra le classiche storiche del calendario internazionale essendo stata disputata per la prima nel 1892. C’era un paese intero ad attenderlo e il ragazzo di Remouchamps, paese posto proprio ai piedi della salita della “Redoute”, uno dei punti chiave della corsa, non ha tradito.
Proprio lì, una ventina di anni fa,  il giovane Philippe si è innamorato del ciclismo e di questa corsa, facendone il sogno della sua vita. Un sogno che, fino ad oggi, gli era sempre sfuggito. Lui che aveva vinto corse importanti in tutto il mondo, ma mai sulle strade di casa. Quasi una sorta di maledizione.
Oggi però questa corsa non poteva sfuggirgli, visto che le sue vittorie all’Amstel Gold Race  di domenica scorsa e sul Muro di Huy alla Freccia Vallona di mercoledì avevano dimostrato che il campione belga si trovava in uno stato di forma eccezionale.
Ci hanno provato i due fratelli lussemburghesi Frank ed Andy Scheck a rendergli dura la vita sino alla fine, ma hanno dovuto accontentarsi dei gradini più bassi del podio.
Eppure, dopo una lunga fuga iniziale partita la mattina della quale avevano fatto parte anche i nostri Caruso e Gasparotto, erano stati proprio i due fratelli Schleck ad accendere la corsa sulla salita della “Roche aux Faucons” a 21 chilometri dall’arrivo, lanciandosi all’attacco e lasciandosi alle spalle tutti i favoriti della vigilia tra cui il vincitore dello scorso anno Alexandre Vinokourov, gli Spagnoli Joaquim Rodriguez e Samuel Sanchez e l’azzurro Damiano Cunego.
Tutti tranne il favorito numero uno: Philippe Gilbert, appunto. Il Belga è riuscito con facilità ad accodarsi ai due forti lussemburghesi dando loro una mano a riprendere i fuggitivi ed a staccare il gruppo degli inseguitori tra i quali si distingueva il nostro Vincenzo Nibali.
Sulla Cote di Saint Nicholas, a sei chilometri dall’arrivo, tutti si attendevano l’attacco combinato dei due Schleck, ma è stato proprio Gilbert a tentare un allungo al quale il solo Frank ha saputo inizialmente resistere, anche se poi Andy (vincitore nel 2009) è stato bravo a rientrare sui battistrada.
Si sono così presentati in tre sull’arrivo posto in cima alla “Cote d’Ans” alla periferia di Liegi e Gilbert non ha avuto alcun problema a battere entrambi gli Schleck con una volata senza storia. Una volata che gli ha consentito di eguagliare l’immenso Merckx ed il nostro Rebellin, unici finora ad aggiudicarsi nella stessa stagione l’Amstel Gold Race, la Freccia Vallona e la Liegi che delle tre corse ardennesi è di gran lunga la più bella ed importante. Dietro a Frank ed Andy Schleck  piazzatisi nell’ordine, è giunto il gruppetto dei battuti regolato allo sprint dallo Slovacco Kreuzinger e del quale faceva parte anche l’azzurro Vincenzo Nibali, che col suo ottavo posto è stato il migliore dei nostri dimostrando che la sua forma è in crescita in vista del Giro d’Italia ormai alle porte. Incolore la prova degli altri Italiani, eccezion fatta per il citato generoso Gasparotto, specie se si pensa che negli ultimi trent’anni questa corsa ha visto spessissimo il tricolore sventolare sul gradino più alto del podio a Liegi. Ma i tempi di Argentin, Bartoli, Bettini, Rebellin e Di Luca sembrano lontani anni luce.

“E’ il più bel giorno della mia vita” ha dichiarato il vincitore dopo l’arrivo, tenendo in braccio il figlioletto Alan di pochi mesi. Non fatichiamo a credergli, visto che dev’essere bellissimo vincere tra la tua gente e sulle strade in cui da bambino hai imparato ad andare in bici.

Il Belgio è un paese diviso e privo di un governo da circa un anno. Ma credo che stasera sarà soprattutto un paese in festa. Tutti uniti, Valloni e Fiamminghi, per festeggiare la vittoria del Vallone Gilbert, del Belga Gilbert (francofono che se la cava anche a parlare Fiammingo), del Campione Gilbert.
Tutti uniti dimenticando per una volta le annose divisioni. Perché Gilbert è un vero campione. Ed i campioni sono tali al di là della loro nazionalità.

Da par suo, anche Gilbert parteciperà alla grande festa popolare, visto che fin dai giorni scorsi aveva dato appuntamento per le 7 di stasera a tutto il suo popolo per una grande festa ai piedi della “Redoute” nel paese dove abita la sua famiglia. Una festa che si sarebbe tenuta in ogni caso e per la quale sono stati ordinati 100 fusti di birra da 50 litri ciascuno, per un totale di 5000 litri complessivi.
Qualcosa mi dice che, dopo il trionfo odierno, questo quantitativo non sarà sufficiente.

ORDINE D’ARRIVO DELLA LIEGI-BASTOGNE-LIEGI 2011:

1)    Philippe GILBERT (Belgio)                          6h13’18”
2)    Frank SCHLECK (Lussemburgo)                          s.t.
3)    Andy SCHLECK (Lussemburgo)                           s.t.
4)    Roman KREUZIGER (Slovacchia)                         24”
5)    Rigoberto URAN (Colombia)                               s.t.
6)    Chris SORENSEN (Danimarca)                             s.t.
7)    Greg VAN AVERMAET (Belgio)                             27”
8)    Vincenzo NIBALI (Italia)                                    29”
9)    Bjorn LEUKEMANS (Belgio)                                  39”
10)    Samuel SANCHEZ (Spagna)                              s.t.

 

 

 

foto da lequipe.fr

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