Qualunquemente

di Steve Della Casa

Qualunquemente” è uno dei tanti film italiani di grande successo di questa stagione. Contrariamente a quanto dicevano facili profeti un anno fa, quest’anno tutti i maggiori successi riguardano film italiani mentre i fallimenti sono quelli dei film a 3D, che con i loro occhialini coniugati a multisale che puzzano di pop corn avrebbero dovuto rivoluzionare il mondo del cinema. Invece è…

di Redazione Toro News

di Steve Della Casa

Qualunquemente” è uno dei tanti film italiani di grande successo di questa stagione. Contrariamente a quanto dicevano facili profeti un anno fa, quest’anno tutti i maggiori successi riguardano film italiani mentre i fallimenti sono quelli dei film a 3D, che con i loro occhialini coniugati a multisale che puzzano di pop corn avrebbero dovuto rivoluzionare il mondo del cinema. Invece è andata esattamente all’opposto. Albanese interpreta Cetto La Qualunque. Fa ridere con un personaggio orribile: mafioso, maschilista, sopraffattore, idiota, arrogante. Fa ridere ma fa anche pensare: come quando il suo avversario “democratico” non riesce a profferire parola in televisione, o quando riesce a trasformare suo figlio in un suo clone. Si ride con l’orrore, come aveva fatto Benigni con i campi di concentramento. Solo i grandi attori riescono a farlo.

Tra le tante cose che Cetto La Qualunque poteva fare nel film forse ci stava anche il comprare una squadra di calcio. Farsi pubblicità con lo sport piu popolare d’Italia, poi magari far fallire la squadra a elezioni passate. In fin dei conti anche il politico cui si spira ha fatto lo stesso, anche se va detto che la sua squadra non è affatto fallita. Cetto è un Ciuccariello dei tanti che gravitano attorno al Toro, magari (come gli ultimi) facendo offerte mirabolanti ma senza indicare i propri nomi e le proprie strategie. Adesso la campagna acquisti di gennaio è finita, e secondo me è la migliore dell’era Cairo. Per giudicarlo meglio attendo di sapere cosa vuole fare del Filadelfia. Quello sarà il vero banco di prova. Non tanto per l’importanza storica di quel campo, ma perché per il Toro avere uno stadio di proprietà cambierebbe definitivamente il peso societario. Mi interessano i fatti, non essere a priori a favore o contro. Mentre (lo confesso) sono a priori contro le strane cordate che periodicamente si fanno vive. Mi piacerebbe fare un giorno un libro. Ho già il titolo, “mi compro il Toro”. Vorrei raccontare le storie dei presunti compratori di questi ultimi dieci anni, da Basharin a Ciuccariello. E poi vorrei trarne una sceneggiatura, che per Cetto La Qualunque sarebbe un possibile capitolo 2.

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