Rialziamo la testa!

di Walter Panero

 

Sabato 15 gennaio 2011, ore 13 circa. Stadio Franco Ossola di Varese.

 

“E’ questo il parcheggio di quelli che vincono?” chiede il ragazzo con la felpa granata uscendo dalla macchina.

“Sì! E’ questo!” gli rispondo io sorridendo mentre mi infilo una felpa in tutto e per tutto identica alla sua.

Risata generale…

di Redazione Toro News

di Walter Panero

 

Sabato 15 gennaio 2011, ore 13 circa. Stadio Franco Ossola di Varese.

 

“E’ questo il parcheggio di quelli che vincono?” chiede il ragazzo con la felpa granata uscendo dalla macchina.

“Sì! E’ questo!” gli rispondo io sorridendo mentre mi infilo una felpa in tutto e per tutto identica alla sua.

Risata generale della gente che ci sta intorno.

Mancano circa due ore all’inizio della partita, ma siamo già in tanti. E tanti ne stanno arrivando ancora. Sventoliamo le nostre bandiere e le nostre sciarpe. Intoniamo i nostri cori. C’è gente che si abbraccia: magari si tratta di amici che non si vedono da un sacco di tempo; oppure di persone che non si erano mai incontrate prima, ma che fraternizzano subito nel nome del nostro amore comune.
L’amore che ci ha spinto ad essere qui, percorrendo chilometri dai posti più diversi. C’è chi arriva da Torino, chi proviene da luoghi qui vicini e attendeva da tempo questa giornata perché Torino è piuttosto lontana e non sempre si riesce ad andare là a seguire i ragazzi, c’è chi ha lo zainetto pieno di focaccia genovese perché è partito stamattina presto dalla Liguria, c’è chi arriva dalla vicina Svizzera, c’è chi stanotte ha lavorato e, smontando dal turno, ha riposato soltanto un paio d’ore perché poi doveva mettersi in viaggio per essere qui.

Ci sono Nives, i tre Fabrizio, Monica, Marta, Marco, Maurizio, lo Svizzero, Walter. E centinaia di persone colorate come loro. Guardano con fierezza il loro biglietto, preso avventurosamente muovendosi tra mille regole per lo più inutili ed assurde. Ma sono qui.

“….Eh sarà dura…il Varese non perde in casa da oltre due anni…”

“….Buon motivo perché perda oggi!….”

“…Se vinciamo li raggiungiamo….anzi no….li superiamo!…”

“…Sì, ma se vincono loro…..”

“….Loro corrono come matti…..”

“…Sì, ma noi abbiamo il Capitano….e Angelino….e quella furia di Lazarevic….e….”

“….Ti ricordi l’anno scorso a Mantova che caldo?…”

“Ah lì non c’ero….e quella volta a Livorno con la pioggia?….”

Parole davanti ad una pizza o ad un piatto di pasta. Parole, ricordi, speranze. Mentre fuori la nebbia si è diradata lasciando posto ad un bel sole che illumina le splendide montagne innevate e contribuisce a creare un’atmosfera di allegria e di speranza.

“Avanti ragazzi….si son fatte quasi le due….è tempo di entrare….e Forza Toro!”

“Sempre forza Toro!”

 

Ore 15.46

 

“Dai che da lì non combina più un ….” dice Fabrizio che mi sta al fianco.

Lo guardo con un misto di stupore e di rabbia,  mentre vedo la palla che entra in rete e sento l’urlo del pubblico biancorosso.

“Ma non potevi startene zitto?!?” penso ma non dico.

“Dai, dai che non è finita!…” esclama qualcun’altro, forse un altro Fabrizio.

“Sì….sì….hanno segnato per caso e adesso il Mister fa un paio di cambi e suonerà un’altra musica….questi non sono nessuno…ora vedrai: il Capitano glie ne pianta due e tutti a casa…..”

“Forza ragazzi!” gridano Nives e Monica.

“Forza ragazzi!” gridano tutti: sono centinaia, forse più di mille bocche. Centinaia, forse più di mille sciarpe.
Tutti convinti che le cose, nel secondo tempo, cambieranno davvero.
E invece…..

 

Ore 17,00 circa.

“Tutti a casa aleeeee….tutti a casa aleeeee….” grida tutto lo stadio. Quasi tutto.

“Mamma mia che lezione, ragazzi….”

“Che roba….ci hanno distrutti in tutto….”

“…Sì….e poi non c’è stata reazione…..”

“….Io lo sapevo che quando vado in trasferta porto male…..”

“….Voglio andar via….voglio andar via di quaaaa….ma non resistoooo….lontano da teeee….” urlano in tanti mentre il Capitano porta gli altri verso di noi a salutare e, forse, a scusarsi della magra di oggi.

“To-ro! To-ro! To-ro!” continuiamo a gridare, mentre il resto dello stadio sfolla e ci guarda non so se con stupore o con ammirazione.

“Ecco….ecco gli unici vincitori della giornata di oggi….” mi dice Nives, o forse era Monica, o Marta.

Sì. Gli unici a farci onore siamo stati noi. Noi che da giorni non pensavamo ad altro. Noi che ci siamo svegliati quasi all’alba. Noi che abbiamo viaggiato nella nebbia pieni di speranze. Noi che ora saliremo sulle nostre macchine e ci avventureremo di nuovo nella stessa nebbia di prima con gli occhi tristi, le parole che vorrebbero uscire dalla gola ma non ce la fanno, il cuore colmo di delusione.
Noi che, fino a qualche ora fa, manco ci conoscevamo e che ora ci salutiamo calorosamente, come vecchi amici, nello stesso parcheggio di prima.
No, fratelli, non è questo il parcheggio di quelli che vincono. Non oggi, almeno.

“….Alla prossima, ragazzi….”

“….E speriamo vada meglio….”

“….Beh…che vada peggio è difficile….però….io mi sto davvero rompendo di ‘sta storia…..sono anni che diciamo alla prossima….anni che speriamo….anni che abbiamo in cambio solo delusioni…..”

“Hai ragione….però….la colpa è un po’ di tutti…..”

“Sì…ma non è questione di colpe….è che non se ne esce….”

“Beh….sapete che vi dico ragazzi? Comunque vada Forza Toro!”

“…Certo! Sempre forza Toro!…alla prossima….”

 

Sabato 22 gennaio 2011, Stadio Olimpico. Ore 14,00.

 

Nives, Monica, i tre Fabrizio, Marco, Marta, Walter, tutto il popolo di Varese, quello di Padova e tanti altri sono pronti.
Per tutti loro questa è stata una settimana molto pesante. E’ davvero difficile riprendersi da una batosta come quella del Franco Ossola, che purtroppo è stata solo l’ultima di una lunga serie di umiliazioni subite da almeno quindici anni a questa parte.
Per alcuni giorni hanno maledetto tutto e tutti, dal Presidente, al Mister, ai giocatori. Hanno sperato, senza crederci troppo, che la rosa venisse rinforzata e nella giornata di ieri sono stati, almeno in parte, accontentati.
E adesso sono ancora una volta qui. Hanno viaggiato chi in auto, chi in treno, chi in autobus; ognuno di loro è pronto a raggiungere il proprio settore per sostenere ancora una volta il Toro. Malgrado tutto.
Sono pronti ancora una volta a sventolare le loro sciarpe. Ad arrabbiarsi e a soffrire. Magari anche a gioire tutti insieme. Saranno in tanti anche oggi e pensano che comunque continueranno a seguire il Toro. Perché il Toro è amore e l’amore, quello vero, non si lascia specie nei momenti di difficoltà. Ma sperano di cuore di assistere ad uno spettacolo diverso da quello di sabato scorso.

Presidente, direttore, mister, ragazzi li avete visti i mille e passa di Varese? Avete idea di quante storie ci sono dietro ognuna di quelle persone? Quanti sacrifici, quante speranze, quanto amore?
Presidente: molta gente è stufa e non ha tutti i torti. Siamo consapevoli del fatto che il calcio è cambiato, che sono tempi duri per tutti, che non possiamo aspettarci nulla solo per il fatto di chiamarci Toro, ma pensiamo anche di poter aspirare a qualcosa in più di quello che abbiamo attualmente. Non crede?
Gli acquisti di Budel, Gabionetta e Antenucci vanno nella direzione giusta. Saranno sufficienti? Speriamo di sì. Ci auguriamo anche che essi non siano il preludio di future cessioni: noi, e lo dico col massimo rispetto per l’ottimo Varese, vorremmo lasciarci per sempre alle spalle campi come il Franco Ossola; ci piacerebbe tornare ad invadere San Siro e l’Olimpico di Roma; vorremmo giocare di nuovo il derby con i gobbi e non col Novara. Lei che ne pensa?
Direttore: non possiamo che farle i complimenti per tutto ciò che ha fatto finora, con l’augurio che in futuro, magari con più soldi, si possa fare ancora meglio.
Mister: prendiamo sempre troppi gol e, là davanti, Bianchi è servito poco e male, mentre Sgrigna appare troppo spesso un corpo estraneo. A lei il compito di risolvere i tanti problemi che ancora abbiamo, al di là di un organico non eccezionale. A lei il compito di trovare al più presto una collocazione adeguata per i nuovi arrivati.
Ragazzi: avete dimostrato, in molte delle partite finora disputate, di avere gli attributi che tutti sempre vi chiediamo di tirare fuori. Ma a Varese siete stati inguardabili e ci avete deluso. Tanto.
Vi saremmo grati se prestazioni così mosce non si ripetessero più. Oggi andate in campo e dimostrate davvero chi siete.
Alessandro, Martin Denilson, Mirko: benvenuti tra noi! Dateci una mano a tornare in alto. Sapremo ricompensarvi.

Escludendo i molti gufi che purtroppo aleggiano attorno al Toro e forse sperano a prescindere che le cose vadano male per poterne parlare male, c’è una cosa della quale noi tifosi siamo assolutamente certi: che amiamo il Toro ed i suoi colori e saremo sempre presenti ovunque e comunque per cercare di spingerlo in alto.
C’eravamo a Padova e a Varese, ci saremo oggi, ci saremo a Novara e ovunque scenderanno in campo delle maglie granata.
Ci saremo sempre. Anche se pensiamo di meritarci qualcosa in più dello spettacolo indecoroso che si è visto a Varese. Qualcosa in più di quanto abbiamo visto negli ultimi anni. Qualcosa in più di una squadra che sta lottando per mantenere il sesto posto in serie B ed ha davanti il Varese ed il Novara, mica il Genoa o il Napoli.
Nives, Monica, Fabrizio, Marta, Marco, Walter, tutti coloro che hanno cantato fino alla fine a Varese, si faranno sentire anche oggi.
Adesso ragazzi tocca a voi. Andate in campo, mangiate l’erba, vincete e meritateci!

Forza Toro sempre, comunque ed ovunque!

 

 

Dopo la partita col Cittadella, partirò per una settimana di vacanza. Non mi vedrete passare da queste parti sabato prossimo, cioè il 29 gennaio.
Ci incontreremo nuovamente tra due settimane, ovvero sabato 5 febbraio si spera con qualche punto in più in classifica.
Un abbraccio a tutti e sempre forza Toro. Ci si rivede presto.

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