Ritorni

 

 

di Giacomo Serafinelli


Buongiorno Toro…sabato è stato il giorno dei ritorni.

Dopo una lunga pausa natalizia è tornato il campionato. Ne sentivamo tutti la mancanza, perché la sosta aveva interrotto la grande cavalcata che aveva dato il via alla nostra rimonta.

Purtroppo queste interruzioni raramente sono positive: infatti,…

di Redazione Toro News

 

 

di Giacomo Serafinelli


Buongiorno Toro…sabato è stato il giorno dei ritorni.

Dopo una lunga pausa natalizia è tornato il campionato. Ne sentivamo tutti la mancanza, perché la sosta aveva interrotto la grande cavalcata che aveva dato il via alla nostra rimonta.

Purtroppo queste interruzioni raramente sono positive: infatti, nonostante la mentalità con cui i ragazzi sono scesi in campo sia la stessa, positiva, di dicembre, la manovra è apparsa più lenta e farraginosa. Non sempre il centrocampo ha tessuto le geometrie a cui ci eravamo abituati e gli esterni sono stati meno sfruttati del solito. Diciamocelo chiaramente: è stata una brutta partita, e sicuramente ci mancano pedine di qualità là dove nasce il gioco. Sono convinto, tuttavia, che il mister saprà oliare gli ingranaggi giusti affinché il meccanismo torni a girare. 

In attesa dei necessari rinforzi.

Ma il ritorno più grande, più atteso e desiderato, è stato quello del capitano.

Non ti nascondo l’emozione, Toro, nel vedere la sua imponente stazza nuovamente correre, contrastare, prendere e dare botte nel cuore della difesa padovana; e quando i padroni di casa, in maniera tanto casuale quanto immeritata, si sono portati in vantaggio, Rolando, da capitano vero, ha preso tutta la squadra sulle spalle e si è assunto l’impegno di ristabilire la parità.

Per nulla preoccupato dal cattivo presagio della fitta nebbia calata sull’Euganeo subito dopo il gol padovano, prima ha sfiorato la rete con due colpi di testa fuori di poco e poi ha trasformato in oro un pallone non bellissimo che viaggiava sornione al limite dell’area.

Bianchi ci ha abituato alla sciabola, ma sabato ha dimostrato di saper usare anche il fioretto, e quel pallone carezzato e toccato con sapienza e delicatezza è terminato lento e sicuro alle spalle del portiere dopo una parabola morbida e ardita.

Uno a uno, palla al centro e giustizia ristabilita. 

E poco importa se la partita non è stata bella e se qualche giocatore doveva ancora digerire il panettone; i granata hanno mantenuto la giusta mentalità ed hanno recuperato il trascinatore con la fascia al braccio: direi che il bilancio, per ora, è positivo. 

Una menzione particolare va ai tifosi, come sempre belli e colorati; non hanno mai smesso di cantare ed hanno sistematicamente sovrastato i padroni di casa.

Colgo l’occasione per salutare i miei amici Maremma Granata, che anche stavolta sono partiti dal cuore della Toscana per tenere alto il nome del Toro in terra veneta. Grandi come sempre.

Buona giornata, Toro e ricorda: nel dubbio tira in porta.

 

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