Sono diventata papagirl!

Sono diventata papagirl!

Pietas granata” è uno spazio ospitato sulle pagine di TN e realizzato da tifosi facenti parte del direttivo del Centro Coordinamento Toro Clubs, aperto con l’obiettivo di creare un confronto tra chi scrive e tutti gli altri tifosi che leggessero. Gi autori si offrono infatti di condurre un dialogo aperto anche attraverso i commenti a pié di pagina; sarà pertanto possibile chiedere,…

di Redazione Toro News

Pietas granata” è uno spazio ospitato sulle pagine di TN e realizzato da tifosi facenti parte del direttivo del Centro Coordinamento Toro Clubs, aperto con l’obiettivo di creare un confronto tra chi scrive e tutti gli altri tifosi che leggessero. Gi autori si offrono infatti di condurre un dialogo aperto anche attraverso i commenti a pié di pagina; sarà pertanto possibile chiedere, osservare, affermare e anche criticare. Senza offese, illazioni e post incivili in generale, naturalmente.

La serata di ieri ci ha riservato un evento, la partita Torino – Reggina, che si è concluso con almeno 3 differenti risultati.
Il pubblico del Toro che ha assolutamente stravinto la sua partita, non nei confronti dei tifosi reggini, di certo, ma nei confronti di una situazione difficilissima. Secondo anno di B, ventuno punti di distacco dal primo posto, otto punti di distacco dal quarto posto, terzo e quarto posto occupati da due squadre che (almeno) negli ultimi venti anni non erano mai emerse dalla serie C. Si potrebbe andare avanti ancora, ma non è il caso. Il pubblico del Toro, per l’ennesima volta ha dimostrato un attaccamento alla sua squadra incredibile e, nonostante questa pletora di fattori negativi, ieri sera ha fornito un’altra delle sue prestazioni da champions league, almeno in termini di presenza allo stadio.
Poi la squadra, che nonostante la notevole confusione generata dalla volontà di ottenere il quarto risultato utile consecutivo, è riuscita a cogliere un pareggio che molto probabilmente in altre occasioni sarebbe stato un miraggio irraggiungibile.
Infine il terzo risultato della serata, la partita giocata dal signor c. nei confronti del pubblico del Toro. Che ieri ci sarebbe stato lo stadio quasi esaurito era noto ormai da giorni. Lo sapevano i tifosi, ne avevano parlato la carta stampata e la televisione, l’unico a quanto pare a non saperne nulla era proprio il signor c., che si guardava bene dal rafforzare il personale ai botteghini e agli accessi, con conseguenti code e ritardi per moltissimi tifosi costretti ad entrare a partita iniziata.
Per l’ennesima volta ci si rende conto della totale mancanza di rispetto di questa presidenza nei confronti dei tifosi. Nonostante si sia propinato loro il secondo (disastroso e indecente) campionato  di serie B, non ci si prende nemmeno la briga di facilitare l’accesso ad un pubblico che, già in anticipo, si sa sarà numeroso.
Nonostante ciò, il signor c., attraverso i suoi dipendenti, si fa bello a sottolineare che lui non è contro i tifosi. Fosse vero, probabilmente, avrebbe risparmiato a quei tifosi due campionati come questi, avrebbe risparmiato il fatto che la maggiore ambizione del Toro siano nuovamente i play-off, risparmierebbe a un pubblico come il nostro di dover fare pure le code per entrare alla partita.

Dopo aver analizzato i tre risultati, però, va spiegata la motivazione della mia conversione.
Per la prima volta, dopo tanti anni nella storia granata, ieri sera abbiamo visto la coreografia in tribuna. Non ci credete? Ne avete ben donde, ma è proprio così.
Ieri sera si è vista la prima coriandolata della storia, piovere, non dal tetto della tribuna, ma dai palchi dello stadio comunale. Prima della partita, all’inizio del secondo tempo e al gol di Bianchi, guarda caso proprio da sopra le telecamere, una pioggia di coriandoli.
La coreografia dai palchi, diavolo d’un cairo, quali soddisfazioni si sforza di regalare ai suoi tifosi, dopo questa dimostrazione d’amore, come esimersi dal sostenere questo presidente?
L’unico dubbio che sfiora, forse si riesce a capire dove fossero gli incaricati che mancavano alle porte…

Beatrice Pecchenino

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