Ti faccio

di Marco Peroni

Cara tessera,

ti faccio o non ti faccio? Ancora non lo so.
Non ti farei per un milione di ragioni. Prima di tutto ti presenti male (quando si tratta di fare qualcosa, insomma, anche l’occhio vuole la sua parte): mi prendi nome e cognome, vuoi sapere cose di me prima ancora che si esca per la prima volta. Vabbè che oggi…

di Redazione Toro News

di Marco Peroni

Cara tessera,

ti faccio o non ti faccio? Ancora non lo so.
Non ti farei per un milione di ragioni. Prima di tutto ti presenti male (quando si tratta di fare qualcosa, insomma, anche l’occhio vuole la sua parte): mi prendi nome e cognome, vuoi sapere cose di me prima ancora che si esca per la prima volta. Vabbè che oggi è facile sapere tutto di tutti, ma insomma. Dici che se ci mettiamo insieme penserai a tenermi lontano dalla brutta gente. A parte il fatto che tanta di quella che tu chiami “brutta gente” a me piace parecchio, vorrei dirti che a tenermi lontano da certi guai ci sono riuscito benissimo da solo. Certo, se tu avessi davvero il potere di levarmi per sempre di torno quello che ogni sabato mi fa esplodere una bomba carta a cinque metri dal sedere, non solo ti farei, ma ti porterei pure in viaggio di nozze. Ma così non sarà. Lui entrerà ovunque anche senza di te, lui e la sua bombetta che si esprime al posto suo. C’è già una legge che glielo vieterebbe, ma lo Stato non è capace di farla rispettare. Ogni volta che lo Stato non riesce a fare rispettare una sua legge, ne pensa subito un’altra ancora più pesante. Così, tanto per fare qualcosa. Non mi ricordo più qual’era quel filosofo che aveva scritto: “la quantità di leggi promulgate in un Paese è inversamente proporzionale al suo grado di civiltà”. Per dire che quando la gente non sa più farlo da sola, lo Stato prova a regolare tutto. Così, oggi capita questo: il bombarolo bombarda e cento cristiani frullano dentro un tornello. Colpirne cento per non beccarne uno.
Insomma, è andata a finire che ti hanno messo fra me e il mio abbonamento. Fino ad oggi non l’avevo mai permesso a nessuna (per dire la verità, nessuna ci aveva neppure provato). Che diritto hai? Hai detto così, per “fidelizzarmi” al Toro. Beh, se avessi un po’ di sincero interesse per me avresti già saputo che io e il Toro ci siamo già fidelizzati una trentina di anni fa. Ci spiace.
Alla fine sono certo che vorrai spillarmi soltanto un po’ di soldi, ed evitarmi in cambio di passare troppo tempo nelle lottomatiche d’Italia. In pratica, mi venderai qualcosa che avevo già gratuitamente una manciata di anni fa. Non ti vergogni un po’? Mi stai facendo mancare l’aria.
Certo, non sei la sola. Qualcuno ha detto che se ti faccio divento un infame. Che esagerazione, che strano tipo di gelosia! Che quel qualcuno sia segretamente innamorato di te? O, peggio, di me? Non so più cosa pensare. E mi sa che siamo in tanti.
Farti o non farti: una decisione, comunque, da non prendere troppo sul serio. Anche se fino ad ora non sono mai stato bravissimo con le avventure, questa mi pare proprio così: un’avventura. Io proverò a decidere alla leggera, senza darti troppa importanza. Perché scusa, non offenderti, mi sembri proprio una cosina del genere: più inutile che dannosa, più falsa che vera, più stupida che diabolica, tragicomicamente italiana. E, scusa ancora, se devo veramente incazzarmi oggi come oggi mi vengono in mente mille altre cose più importanti di te.

 

Un abbraccio a tutti, Marco

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